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Prima lettura del 29 marzo 2026 - Domenica delle Palme

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Una lingua da discepolo  Is 50,4-7 "Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli. Il Signore Dio mi ha aperto l'orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso".  Nella fatica, nel dolore, nell'esilio, alle soglie della morte, il Signore non dimentica nessuno e per tutti ha una parola di salvezza e di speranza. Il profeta Isaia parla al cuore di ogni sfiduciato e annuncia la fedeltà di Dio alla sua promessa di liberazione. Il profeta diventa un amplificatore di consolazione: accoglie nel suo orecchio la Parola, passa nel suo ...

Prima lettura del 28 marzo 2026

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Farò di loro un solo popolo  Ez 37,21-28 "Così dice il Signore Dio: Ecco, io prenderò i figli d’Israele dalle nazioni fra le quali sono andati e li radunerò da ogni parte e li ricondurrò nella loro terra: farò di loro un solo popolo nella mia terra, sui monti d’Israele; un solo re regnerà su tutti loro e non saranno più due popoli, né saranno più divisi in due regni.  Non si contamineranno più con i loro ìdoli, con i loro abomìni e con tutte le loro iniquità; li libererò da tutte le ribellioni con cui hanno peccato, li purificherò e saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio.  Il mio servo Davide regnerà su di loro e vi sarà un unico pastore per tutti; seguiranno le mie norme, osserveranno le mie leggi e le metteranno in pratica. Abiteranno nella terra che ho dato al mio servo Giacobbe. In quella terra su cui abitarono i loro padri, abiteranno essi, i loro figli e i figli dei loro figli, per sempre; il mio servo Davide sarà loro re per sempre.  Farò con loro un’alle...

Salmo del 27 marzo 2026

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Giunse il mio grido   Sal 18 (17),7   "7 Nell'angoscia invocai il Signore, nell'angoscia gridai al mio Dio: dal suo tempio ascoltò la mia voce, a lui, ai suoi orecchi, giunse il mio grido". Il Signore è Salvatore potente e il Salmo 18 lo celebra con immensa gratitudine. Davide riconosce nella sua storia l'opera del suo Dio, nonostante il fallimento e il peccato che gli hanno lasciato un sapore amaro. È un Salmo che ben si adatta ad ognuna delle nostre storie, continuamente bisognose di essere riscattate dal male e riaccolte dalla misericordia divina. La tristezza, il dolore, l'affanno mettono in pericolo la nostra speranza nell'opera amorevole del Padre. Eppure sono proprio i momenti più drammatici che fanno ritornare il grido di invocazione e la preghiera che fa risalire la china.  "Nell'angoscia invocai il Signore, nell'angoscia gridai al mio Dio". L'angoscia che soffoca il cuore di Davide ricorda la stessa che il Signore aveva asco...

Vangelo del 26 marzo 2026

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Non lo conoscete Gv 8,51-59 "In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: "Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno''. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: ''È nostro Dio!'', e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant'anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità...

Salmo del 25 marzo 2026 - Annunciazione del Signore

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Non hai chiesto olocausto  Sal 40 (39),7 "7 Sacrificio e offerta non gradisci, gli orecchi mi hai aperto, non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato". Liberato da una grande angoscia il salmista eleva una preghiera che dall'invocazione passa alla gratificazione. Tanta attesa e speranza non viene delusa: il Signore sa leggere nel profondo, gradisce la docilità del cuore, strada che rende possibile la relazione nell'ascolto. Ed il Signore stesso ad ispirare nel fedele un canto nuovo, una lode vera ed eterna.  "Sacrificio e offerta non gradisci". Una considerazione tipica della fede di Israele: il dono dell'ascolto vale più di tutti i riti e i sacrifici! Il Signore non gradisce mortificazioni e penitenze: quanto spesso viene ripetuto dalla Scrittura e quanto spesso ce ne dimentichiamo!  Chi non frequenta la chiesa pensa che, per essere credenti bisogna impegnarsi nel riempirsi di precetti, riti e culti esteriori. Basta dedicare tempo all'asc...

Vangelo del 24 marzo 2026

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Tu, chi sei?   Gv 8,21-30 "In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: Dove vado io, voi non potete venire?»". E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati». Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato ...