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Salmo del 25 settembre 2026

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Perché te ne dia pensiero?   Sal 144 (143),3-4 " 3 Signore, che cos'è l'uomo perché tu l'abbia a cuore? Il figlio dell'uomo, perché te ne dia pensiero? 4 L'uomo è come un soffio, i suoi giorni come ombra che passa". Il Salmo 144 è ricco di ispirazione, contiene lode, ringraziamento, supplica; insomma ci regala tutta la variegata gamma di sentimenti di un cuore che prega con autenticità e fede. Scoprire che la creazione nella sua bellezza, e l'uomo in particolare, sono un regalo da parte di Dio, ci allarga lo sguardo nello stupore e nella gratitudine. È una preghiera piena di speranza e di fiducia che crede alla fecondità, presente anche nella difficoltà e nella lotta. Il Salmo infine esalta e dichiara felice, beato, chi si affida ad un Dio così buono, amante della vita.  Pregare con questo Salmo mi fa sempre bene al cuore, mi fa sentire l'amore profondo che mi lega al Padre, la sua vicinanza, il suo aiuto risolutivo nelle difficoltà che potrebbero ...

Prima lettura del 24 settembre 2026

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C ontinuano a scorrere   Qo 1,2-11 "Vanità delle vanità, dice Qoèlet, vanità delle vanità: tutto è vanità. Quale guadagno viene all’uomo per tutta la fatica con cui si affanna sotto il sole? Una generazione se ne va e un’altra arriva, ma la terra resta sempre la stessa. Il sole sorge, il sole tramonta e si affretta a tornare là dove rinasce. Il vento va verso sud e piega verso nord. Gira e va e sui suoi giri ritorna il vento. Tutti i fiumi scorrono verso il mare, eppure il mare non è mai pieno: al luogo dove i fiumi scorrono, continuano a scorrere. Tutte le parole si esauriscono e nessuno è in grado di esprimersi a fondo. Non si sazia l’occhio di guardare né l’orecchio è mai sazio di udire. Quel che è stato sarà e quel che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole. C’è forse qualcosa di cui si possa dire: «Ecco, questa è una novità»? Proprio questa è già avvenuta nei secoli che ci hanno preceduto. Nessun ricordo resta degli antichi, ma neppure di coloro che saran...

Prima lettura del 23 settembre 2026

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Non darmi né povertà né ricchezza  Pr 30,5-9 "Ogni parola di Dio è purificata nel fuoco; egli è scudo per chi in lui si rifugia. Non aggiungere nulla alle sue parole, perché non ti riprenda e tu sia trovato bugiardo. Io ti domando due cose, non negarmele prima che io muoia: tieni lontano da me falsità e menzogna, non darmi né povertà né ricchezza, ma fammi avere il mio pezzo di pane, perché, una volta sazio, io non ti rinneghi e dica: «Chi è il Signore?», oppure, ridotto all’indigenza, non rubi e abusi del nome del mio Dio".  Il penultimo capitolo del libro dei Proverbi raccoglie vari detti sapienziali. Molto belli questi che meditiamo, che riguardano la Parola di Dio e la sobrietà della vita, due temi essenziali che ogni credente dovrebbe tenere presente quotidianamente.  Al centro della sapienza biblica c'è il rapporto con Dio e con il prossimo, visti da un punto di vista differente da quello solito di questo mondo che usa e strumentalizza ogni relazione.  La Parol...

Prima lettura del 22 settembre 2026

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Chi chiude l'orecchio Pr 21,1-6.10-13 "Il cuore del re è un corso d’acqua in mano al Signore: lo dirige dovunque egli vuole. Agli occhi dell’uomo ogni sua via sembra diritta, ma chi scruta i cuori è il Signore. Praticare la giustizia e l’equità per il Signore vale più di un sacrificio. Occhi alteri e cuore superbo, lucerna dei malvagi è il peccato. I progetti di chi è diligente si risolvono in profitto, ma chi ha troppa fretta va verso l’indigenza. Accumulare tesori a forza di menzogne è futilità effimera di chi cerca la morte. L’anima del malvagio desidera fare il male, ai suoi occhi il prossimo non trova pietà. Quando lo spavaldo viene punito, l’inesperto diventa saggio; egli acquista scienza quando il saggio viene istruito. Il giusto osserva la casa del malvagio e precipita i malvagi nella sventura. Chi chiude l’orecchio al grido del povero invocherà a sua volta e non otterrà risposta".  La pagina del libro dei Proverbi che stiamo meditando è rivolta al re che ha la gr...

Prima lettura del 21 settembre 2026

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Padre di tutti   Ef 4,1-7.11-13 "Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti. A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conosc...

Seconda lettura di domenica 19 settembre 2026

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Il morire un guadagno  Fil 1,20c-24.27a "Fratelli, Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia. Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa scegliere. Sono stretto infatti fra queste due cose: ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; ma per voi è più necessario che io rimanga nel corpo. Comportatevi dunque in modo degno del vangelo di Cristo". La fede di Paolo nella risurrezione traspare in ogni pagina dei suoi scritti. Non c'è discepolo del Cristo che non abbia il faro della vita dopo la morte ad illuminare ogni gesto, ogni desiderio, ogni annuncio. Non è una fede data dalla tradizione perché gran parte della religiosità giudaica riteneva l'aldilà una non vita, la fine di ogni esistenza reale.  La presenza di Cristo nella vita di un credente non è mai insignificante. Porta una luce e un sapore n...

Salmo del 19 settembre 2026

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Nell'ora della paura   Sal 56 (55),4-5  "4 Nell'ora della paura, io in te confido. 5 In Dio, di cui lodo la parola, in Dio confido, non avrò timore: che cosa potrà farmi un uomo?".  Al culmine della persecuzione e della paura fiorisce un cantico di fiducia: così ci sorprende il Salmo 56 e ci insegna la strada inesplorata di una preghiera che diventa sorgente di luce e forza.  Prigioniero dei suoi nemici, il salmista intona un lamento e piano piano il suo orizzonte si colora di fiducia, di pace, di confidenza mai provata. Vive sino in fondo la sua fragilità senza dimenticare le promesse del Dio fedele.  E' vero, ci sono tempi terribili da attraversare, ma si scopre che anche quelli sono preziosi; niente va perso perché il Signore custodisce come cosa preziosa ogni passo e ogni lacrima di chi è nel dolore.  Il Salmo è una preghiera che ci accompagna nella risalita, dal buio della paura alla luce dei viventi.  "Nell'ora della paura, io in te confido". P...