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Salmo del 13 ottobre 2026

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Alzerò le mani Sal 119 (118),47-48   " 47 La mia delizia sarà nei tuoi comandi, che io amo. 48 Alzerò le mani verso i tuoi comandi che amo, mediterò i tuoi decreti".   Il Salmo 119, un lungo inno sapienziale che esalta la bellezza della Parola di Dio, medita lungo i 176 versetti tanti sinonimi che ne sondano l'incredibile ricchezza. I versetti della liturgia di oggi mettono in relazione il credente con la gioia e la lode che vengono dalla luminosa sapienza di questa Parola. Senza di lei il cammino procede nel buio, e il discernimento profondo, necessario nelle scelte fondamentali, diventa impossibile. La Parola di Dio è la luce ai passi, gioia e sapore dei giorni, roccia e forza per procedere con speranza. "La mia delizia sarà nei tuoi comandi, che io amo". Le immagini fanno crescere la comprensione e dicono come il salmista intenda i comandamenti: non certo come un giogo opprimente, ma nella familiarità di insegnamenti amabili e preziosi. La Parola di Dio, medi...

Prima lettura del 12 ottobre 2026

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Rallégrati, sterile Gal 4,22-24.26-27.31;5,1 "Fratelli, sta scritto che Abramo ebbe due figli, uno dalla schiava e uno dalla donna libera. Ma il figlio della schiava è nato secondo la carne; il figlio della donna libera, in virtù della promessa. Ora, queste cose sono dette per allegoria: le due donne infatti rappresentano le due alleanze. Una, quella del monte Sinai, che genera nella schiavitù, è rappresentata da Agar. Invece la Gerusalemme di lassù è libera ed è la madre di tutti noi. Sta scritto infatti: «Rallégrati, sterile, tu che non partorisci, grida di gioia, tu che non conosci i dolori del parto, perché molti sono i figli dell’abbandonata, più di quelli della donna che ha marito». Così, fratelli, noi non siamo figli di una schiava, ma della donna libera. Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù".   Paolo, scrivendo ai Galati, continua a farli riflettere sulla schiavitù della Legge antica e la l...

Seconda lettura di domenica 11 ottobre 2026

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Secondo la sua ricchezza  Fil 4,12-14.19-20 "Fratelli, so vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza. Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni. Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù. Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen". Un cuore libero davanti agli alti e bassi della vita: è quello che testimonia Paolo in questo brano della lettera ai fratelli di Filippi. Indigenza e povertà non tolgono all'apostolo la capacità di affrontare la vita con fiducia e disponibilità missionaria. Al v. 13 esprime una professione di fede motivante, in cui riconosciamo quella che lo spingeva sicuramente ad andare avanti con entusiasmo:  "Tutto posso in colui che mi dà la forza".  È il Cristo, che lo ha chiamato, la sua forza, ...

Prima lettura del 10 ottobre 2026

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Tutti voi siete uno in Cristo Gesù Gal 3,22-29 "Fratelli, la Scrittura ha rinchiuso ogni cosa sotto il peccato, perché la promessa venisse data ai credenti mediante la fede in Gesù Cristo. Ma prima che venisse la fede, noi eravamo custoditi e rinchiusi sotto la Legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata. Così la Legge è stata per noi un pedagogo, fino a Cristo, perché fossimo giustificati per la fede. Sopraggiunta la fede, non siamo più sotto un pedagogo. Tutti voi infatti siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo.  Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù. Se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa". Tutti peccatori e tutti bisognosi di essere riscattati: il Salvatore mandato da Dio ha realizzato perciò la salvezza per tutti. La distinzione tra giusti e pec...

Prima lettura del 9 ottobre 2026

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La benedizione di Abramo Gal 3,7-14 "Fratelli, riconoscete che figli di Abramo sono quelli che vengono dalla fede. E la Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato i pagani per la fede, preannunciò ad Abramo: «In te saranno benedette tutte le nazioni». Di conseguenza, quelli che vengono dalla fede sono benedetti insieme ad Abramo, che credette. Quelli invece che si richiamano alle opere della Legge stanno sotto la maledizione, poiché sta scritto: «Maledetto chiunque non rimane fedele a tutte le cose scritte nel libro della Legge per metterle in pratica». E che nessuno sia giustificato davanti a Dio per la Legge risulta dal fatto che il giusto per fede vivrà. Ma la Legge non si basa sulla fede; al contrario dice: «Chi metterà in pratica queste cose, vivrà grazie ad esse». Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della Legge, diventando lui stesso maledizione per noi, poiché sta scritto: «Maledetto chi è appeso al legno», perché in Cristo Gesù la benedizione di Abramo passas...

Prima lettura dell'8 ottobre 2026

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Nel segno dello Spirito   Gal 3,1-5 "O stolti Gàlati, chi vi ha incantati? Proprio voi, agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Gesù Cristo crocifisso! Questo solo vorrei sapere da voi: è per le opere della Legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver ascoltato la parola della fede? Siete così privi d’intelligenza che, dopo aver cominciato nel segno dello Spirito, ora volete finire nel segno della carne? Avete tanto sofferto invano? Se almeno fosse invano! Colui dunque che vi concede lo Spirito e opera portenti in mezzo a voi, lo fa grazie alle opere della Legge o perché avete ascoltato la parola della fede?"   Lasciare la libertà del Vangelo per tornare alla schiavitù della Legge antica: questa Paolo la definisce, senza mezzi termini, follia e stoltezza. È il rischio che corrono le comunità della Galazia (odierna Turchia) che, pur essendo amate, si prendono il biasimo del grande apostolo. Il legalismo ha sedotto i Galati che sono ritornati a pensare la salvezza in te...

Prima lettura del 7 ottobre 2026

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Erano soliti riunirsi At 1,12-14 "Dopo che Gesù fu assunto in cielo, gli apostoli ritornarono a Gerusalemme dal monte detto degli Ulivi, che è vicino a Gerusalemme quanto il cammino permesso in giorno di sabato. Entrati in città, salirono nella stanza al piano superiore, dove erano soliti riunirsi: vi erano Pietro e Giovanni, Giacomo e Andrea, Filippo e Tommaso, Bartolomeo e Matteo, Giacomo figlio di Alfeo, Simone lo Zelota e Giuda figlio di Giacomo. Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui".   Il libro degli Atti al capitolo primo ci trasmette una bellissima immagine di Chiesa riunita in preghiera insieme con Maria, madre di Gesù. Luca esalta la prima comunità unita nel ricordo di Gesù e della Pasqua che ha tolto tutti i discepoli dal lutto e dalla paura della morte.  Attorno a questo nucleo credente la comunità cresce, si ricordano a vicenda tutte le Parole che Gesù ha detto, compre...