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Prima lettura del 2 marzo 2026

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Non abbiamo ascoltato   Dn 9,4-10 "Signore Dio, grande e tremendo, che sei fedele all’alleanza e benevolo verso coloro che ti amano e osservano i tuoi comandamenti, abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli, ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi! Non abbiamo obbedito ai tuoi servi, i profeti, i quali nel tuo nome hanno parlato ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese. A te conviene la giustizia, o Signore, a noi la vergogna sul volto, come avviene ancora oggi per gli uomini di Giuda, per gli abitanti di Gerusalemme e per tutto Israele, vicini e lontani, in tutti i paesi dove tu li hai dispersi per i delitti che hanno commesso contro di te. Signore, la vergogna sul volto a noi, ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri, perché abbiamo peccato contro di te; al Signore, nostro Dio, la misericordia e il perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui, non abbiamo ascoltato la voce ...

Prima lettura di domenica 1 marzo 2026

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Possa tu essere una benedizione  Gn 12,1-4a "In quei giorni, il Signore disse ad Abram: «Vàttene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso la terra che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò, e in te si diranno benedette Tutte le famiglie della terra». Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore". Cosa muove Abramo, perché lascia in fretta la sua terra, la parentela e la casa del padre? Eppure sono riferimenti chiari, necessari, radicati profondamente nell'animo umano che non ne dicono solo la nazione o il luogo di residenza, ma che fanno parte dell'identità, della memoria, del presente e della speranza futura. Allora perché il Signore con un ordine perentorio, "Vattene" , sradica Abramo dalla sua vita e dai suoi affetti? E' l'invito a camminare su una via n...

Salmo del 28 febbraio 2026

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Non abbandonarmi mai   Sal 119 (118) ,7-8 "7 Ti loderò con cuore sincero, quando avrò appreso i tuoi giusti giudizi. 8 Voglio osservare i tuoi decreti: non abbandonarmi mai". Come immaginare il nostro rapporto con il Signore senza la Parola di Dio, senza la Scrittura che ci ha preceduto? Quali parole inventare per parlare ai fratelli di Dio e parlare personalmente a Dio? A ragione il Salmo 119 esalta la bellezza e la luminosità della Parola, che alimenta in modo sapiente la nostra relazione col Padre! Ogni versetto di questo lunghissimo Salmo ci mostra una sfaccettatura preziosa del Verbo rivolto a noi, che ci accompagna come voce-guida nel cammino della vita. Leggere questo Salmo tutto di seguito apre nel cuore e nella mente un nuovo squarcio di luce. La liturgia ne offre pochi versetti per volta alla nostra meditazione perché si possano apprezzare e gustare nel profondo.  "Ti loderò con cuore sincero, quando avrò appreso i tuoi giusti giudizi". Il cuore, coltivato...

Salmo del 27 febbraio 2026

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Egli redimerà   Sal 13 0 (129),6-8   "6b Più che le sentinelle l'aurora, 7 Israele attenda il Signore, perché con il Signore è la misericordia e grande è con lui la redenzione. 8 Egli redimerà Israele da tutte le sue colpe".   Dal profondo del cuore e dall'abisso di un grande dolore, si eleva una preghiera intensa, ricca di speranza: è il Salmo 130, noto con il titolo latino di "De profundis" . Sulla colpa sorge la misericordia, come luce nelle tenebre, e la preghiera ritorna ad essere pervasa di rinascita. Il salmista sente che un peso dal cuore gli viene tolto dal perdono, accolto con stupore e gratitudine.  La scoperta rallegra anche noi: il Signore non guarda la colpa, non si annota i peccati per sempre; dal suo cuore sgorga il perdono e può rinascere la speranza.  È un canto pieno di gioia., ancora più grande di quella provata in passato perché consapevole di essere scampati alla morte. Il Signore ha sempre l'ultima parola sulla nostra vita e la p...

Prima lettura del 26 febbraio 2026

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Tu liberi fino all’ultimo Est 4,17 k-u "In quei giorni, la regina Ester cercò rifugio presso il Signore, presa da un’angoscia mortale. Si prostrò a terra con le sue ancelle da mattina a sera e disse: «Tu sei benedetto, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe. Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all’infuori di te, o Signore, perché un grande pericolo mi sovrasta. Io ho sentito dai libri dei miei antenati, Signore, che tu liberi fino all’ultimo tutti coloro che compiono la tua volontà. Ora, Signore, mio Dio, aiuta me che sono sola e non ho nessuno all’infuori di te. Vieni in soccorso a me, che sono orfana, e poni sulle mie labbra una parola opportuna davanti al leone, e rendimi gradita a lui. Volgi il suo cuore all’odio contro chi ci combatte, a rovina sua e di quanti sono d’accordo con lui. Quanto a noi, liberaci dalla mano dei nostri nemici, volgi il nostro lutto in gioia e le nostre sofferenze in salvezza»".   "Tu sei benedetto, Dio di Abramo...