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Prima lettura del 3 novembre 2026

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  Obbediente fino alla morte   Fil 2,5-11 "Fratelli, abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:  egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo,  diventando simile agli uomini.  Dall’aspetto riconosciuto come uomo,  umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte  e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome,  perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre". La lettera di Paolo ai Filippesi ci consegna un meraviglioso inno che ha al centro Cristo e i suoi sentimenti. Egli ha provato nella sua carne la nostra stessa fatica, eppure ha accettato di farsi servo, di svuotarsi per amore nostro, di mettersi alla nostra altezza, o meglio, alla nostra bassezza!  E' così fondament...

Prima lettura del 2 novembre 2026 - Commemorazione dei defunti

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Per sempre s’incidessero  Gb 19,1.23-27 "Rispondendo Giobbe prese a dire: «Oh, se le mie parole si scrivessero, se si fissassero in un libro, fossero impresse con stilo di ferro e con piombo, per sempre s’incidessero sulla roccia! Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! Dopo che questa mia pelle sarà strappata via, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo contempleranno e non un altro»".  Attraversando una grande sofferenza, fiorisce, sulle labbra e nel cuore di Giobbe, una riflessione di fede nel Dio vivente: è lui che ha sempre l'ultima parola in ogni storia umana. Giobbe non vuole che il suo dolore e la sua esperienza vadano dimenticate; spera che sia incisa in modo indelebile nella pietra affinché ad altri arrivi  Nonostante la crudezza della prova, la sua speranza è riposta comunque in Dio, che sente come salvatore e liberatore.  Parlando del "mio redentore" il testo originale riporta il termin...

Prima lettura di domenica 1 novembre 2026 - Tutti i Santi

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Davanti al trono   Ap 7,2-4.9-14 "Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio». E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele. Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello». E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adora...

Salmo del 31 ottobre 2026

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Una moltitudine in festa   Sal 42 (41),5 "5 Questo io ricordo e l'anima mia si strugge: avanzavo tra la folla, la precedevo fino alla casa di Dio, fra canti di gioia e di lode di una moltitudine in festa".   Lontano dal tempio e sbeffeggiato da chi non ama le Sante Dimore: l'orante del Salmo 42, in esilio a Babilonia, sfoga la nostalgia e il desiderio di tornare in patria per gustare la vicinanza e la cura paterna del suo Dio. È una preghiera fatta di memoria, ricordo di quel mondo ora lontano, ma che spera di rivedere.  Il memoriale delle feste passate rende sopportabile il dolore presente e attualizza la lode che non si ferma nella schiavitù.  Il salmista si rivolge al suo cuore per trovare coraggio e conforto, indicandoci una via di consolazione che può sostenere anche noi.  È certamente uno dei Salmi più belli e facili da pregare, che spinge a cercare la forza nel Signore, come una cerva che anela dissetarsi alla fonte della salvezza (v. 2). "Questo io ricor...

Prima lettura del 30 ottobre 2026

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Ricolmi Fil 1,1-11 "Paolo e Timòteo, servi di Cristo Gesù, a tutti i santi in Cristo Gesù che sono a Filippi, con i vescovi e i diaconi: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo. Rendo grazie al mio Dio ogni volta che mi ricordo di voi. Sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù. È giusto, del resto, che io provi questi sentimenti per tutti voi, perché vi porto nel cuore, sia quando sono in prigionia, sia quando difendo e confermo il Vangelo, voi che con me siete tutti partecipi della grazia. Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell’amore di Cristo Gesù. E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere ...

Prima lettura del 29 ottobre 2026

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Rafforzatevi nel Signore Ef 6,10-20 "Fratelli, rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Indossate l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace. Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio. In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza...

Salmo del 28 ottobre 2026

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Narrano la gloria di Dio   Sal 19 (18),2-3 "2 I cieli narrano la gloria di Dio, l'opera delle sue mani annuncia il firmamento. 3 Il giorno al giorno ne affida il racconto e la notte alla notte ne trasmette notizia".   Guardare la natura ed accogliere la Parola di Dio con la stessa fede nel Signore: il Salmo 19 ci accompagna in questa duplice contemplazione, porta di conoscenza unificata dalla gratitudine e dal riconoscersi parte del tutto.  " La contemplazione è il linguaggio dell'anima, una conversazione silenziosa con l'universo e con Dio " (Plotino).  Il cielo, le stelle, il sole, tutto sembra sfilare nella lode davanti agli occhi del salmista che si gode questo spettacolo di luci e ombre. Il sole appare in tutto il suo splendore di sposo che va fiero e felice verso la stanza nuziale. Immagini ardite che dicono la meravigliosa coreografia che la natura forma sotto il nostro sguardo meravigliato e grato. Creazione e Torah manifestano la grandezza di Di...