Prima lettura del 2 novembre 2026 - Commemorazione dei defunti
Per sempre s’incidessero Gb 19,1.23-27 "Rispondendo Giobbe prese a dire: «Oh, se le mie parole si scrivessero, se si fissassero in un libro, fossero impresse con stilo di ferro e con piombo, per sempre s’incidessero sulla roccia! Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! Dopo che questa mia pelle sarà strappata via, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo contempleranno e non un altro»". Attraversando una grande sofferenza, fiorisce, sulle labbra e nel cuore di Giobbe, una riflessione di fede nel Dio vivente: è lui che ha sempre l'ultima parola in ogni storia umana. Giobbe non vuole che il suo dolore e la sua esperienza vadano dimenticate; spera che sia incisa in modo indelebile nella pietra affinché ad altri arrivi Nonostante la crudezza della prova, la sua speranza è riposta comunque in Dio, che sente come salvatore e liberatore. Parlando del "mio redentore" il testo originale riporta il termin...