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Prima lettura del 16 settembre 2026

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Ma non avessi la carità 1Cor 12,31-13,13 "Fratelli, desiderate intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime. Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita. E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe. La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue c...

Vangelo del 15 settembre 2026

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Per la caduta e la risurrezione Lc 2,33-35   "In quel tempo, il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori»". Tanta meraviglia, stupore e poca comprensione: così Maria e Giuseppe ascoltano le parole del vecchio profeta Simeone sul bambino Gesù. Ci dovremmo  preoccupare di questo episodio dei santi genitori? Assolutamente no! Lo stupore e la meraviglia davanti alle opere di Dio sono la via maestra alla fede di ogni essere umano. La comprensione viene dopo, magari facendo memoria, riguardando e meditando da lontano le opere meravigliose che il Signore compie per noi.  Luca in questo brano del suo Vangelo ci mostra come avviene la conoscenza nello Spirito: per mezzo dell'amore. Il cuore arriva sempre pr...

Salmo del 14 settembre 2026

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È la loro roccia  Salmo 78 (77),34-35 "34 Quando li uccideva, lo cercavano e tornavano a rivolgersi a lui, 35 ricordavano che Dio è la loro roccia e Dio, l'Altissimo, il loro redentore". Il 78 è un Salmo sapienziale che ripercorre nella preghiera le tappe principali della storia dell'antico Israele. È un inno alla Legge e alla sua funzione nella storia di un popolo che, relazionandosi col suo Dio, trova misericordia e salvezza.  Tutto ruota intorno a due fuochi: l'infedeltà del popolo che promette un'alleanza che non mantiene, e dall'altro versante la pazienza, il perdono e la misericordia di Dio che non finisce mai.  La storia diventa così una scuola di fede, un ritrovare ogni volta una fedeltà nel Signore che si riteneva persa per sempre. Il racconto raggiunge il suo apice nella visione della luce di Dio e nell'esultanza dell'unzione di Davide come Messia e re del popolo santo.  È una storia che fa brillare la grazia di Dio nonostante l'infe...

Prima lettura del 13 settembre 2026

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  Come può chiedere la guarigione Sir 27,33-28,9 "Rancore e ira sono cose orribili, e il peccatore le porta dentro. Chi si vendica subirà la vendetta del Signore, il quale tiene sempre presenti i suoi peccati. Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati. Un uomo che resta in collera verso un altro uomo, come può chiedere la guarigione al Signore? Lui che non ha misericordia per l’uomo suo simile, come può supplicare per i propri peccati? Se lui, che è soltanto carne, conserva rancore, come può ottenere il perdono di Dio? Chi espierà per i suoi peccati? Ricòrdati della fine e smetti di odiare, della dissoluzione e della morte e resta fedele ai comandamenti. Ricorda i precetti e non odiare il prossimo, l’alleanza dell’Altissimo e dimentica gli errori altrui". Relazioni sociali e parola sono al centro della nostra vita. Non possiamo pensare di essere immuni ad un clima sociale che rivendica libertà nell'arroganza e nella violenza. Il ...

Prima lettura del 12 settembre 2026 - Nome di Maria

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Comunione con il corpo di Cristo 1Cor 10,14-22 "Miei cari, state lontani dall’idolatria. Parlo come a persone intelligenti. Giudicate voi stessi quello che dico: il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché vi è un solo pane, noi siamo, benché molti, un solo corpo: tutti infatti partecipiamo all’unico pane. Guardate l’Israele secondo la carne: quelli che mangiano le vittime sacrificali non sono forse in comunione con l’altare? Che cosa dunque intendo dire? Che la carne sacrificata agli idoli vale qualcosa? O che un idolo vale qualcosa? No, ma dico che quei sacrifici sono offerti ai demòni e non a Dio. Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demòni; non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni. O vogliamo provocare la gelosia del Signore? Siamo forse ...

Salmo dell11 settembre 2026

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Concede grazia e gloria Sal 84 (83),12 12 Perché sole e scudo è il Signore Dio; il Signore concede grazia e gloria, non rifiuta il bene a chi cammina nell'integrità". In cammino con il cuore orientato a Gerusalemme e i piedi mossi dal desiderio di incontrare il Dio vivente nel suo santuario: è questo il clima di preghiera in cui ci fa entrare il Salmo 84.  Il pellegrinaggio è un cammino fisico e spirituale allo stesso tempo, che coinvolge tutta intera la persona, emotivamente e fisicamente, che non lascia niente come prima. Perché allora intraprendere un pellegrinaggio se mette in una condizione di fatica e di precarietà? La risposta è che andare alla "casa del Signore" è via di felicità ed esperienza di beatitudine! Il cammino fatto con fede riproduce in miniatura quello totale di tutta una vita. È segnato da pianto e gioia, da desiderio e paura, da fatica e riposo, eppure il desiderio dell'incontro trasforma ogni cosa in benedizione.  Tutta la fatica della stra...

Prima lettura del 10 settembre 2026

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Noi siamo per lui 1Cor 8,1b-7.11-13 "Fratelli, la conoscenza riempie di orgoglio, mentre l’amore edifica. Se qualcuno crede di conoscere qualcosa, non ha ancora imparato come bisogna conoscere. Chi invece ama Dio, è da lui conosciuto. Riguardo dunque al mangiare le carni sacrificate agli idoli, noi sappiamo che non esiste al mondo alcun idolo e che non c’è alcun dio, se non uno solo. In realtà, anche se vi sono cosiddetti dèi sia nel cielo che sulla terra – e difatti ci sono molti dèi e molti signori –, per noi c’è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui; e un solo Signore, Gesù Cristo, in virtù del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo grazie a lui. Ma non tutti hanno la conoscenza; alcuni, fino ad ora abituati agli idoli, mangiano le carni come se fossero sacrificate agli idoli, e così la loro coscienza, debole com’è, resta contaminata. Ed ecco, per la tua conoscenza, va in rovina il debole, un fratello per il quale Cristo è morto! Peccando cos...