Prima lettura del 29 marzo 2026 - Domenica delle Palme
Una lingua da discepolo Is 50,4-7 "Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo, perché io sappia indirizzare una parola allo sfiduciato. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli. Il Signore Dio mi ha aperto l'orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il mio dorso ai flagellatori, le mie guance a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto svergognato, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare confuso". Nella fatica, nel dolore, nell'esilio, alle soglie della morte, il Signore non dimentica nessuno e per tutti ha una parola di salvezza e di speranza. Il profeta Isaia parla al cuore di ogni sfiduciato e annuncia la fedeltà di Dio alla sua promessa di liberazione. Il profeta diventa un amplificatore di consolazione: accoglie nel suo orecchio la Parola, passa nel suo ...