Post

Salmo di domenica 26 luglio 2026

Immagine
Retti tutti i tuoi precetti Sal 119 (118),127-128 "127 Perciò amo i tuoi comandi, più dell'oro, dell'oro più fino. 128 Per questo io considero retti tutti i tuoi precetti e odio ogni falso sentiero". Dal Salmo più lungo, che canta le meraviglie della Parola di Dio, attingiamo nuova sapienza e nuova luce. È una contemplazione che consegna, con espressioni sempre attuali, la luce e la forza che vengono da Dio. Nei versetti che meditiamo le espressioni comandi, precetti, sentiero, sono sinonimi della Parola, che è donata alla nostra vita nelle varie circostanze e situazioni che caratterizzano il nostro vissuto. Ogni momento ha bisogno della Parola di conforto o incoraggiamento, correzione o lode, affinché lo spirito sia portato sempre oltre i problemi contingenti. Il salmista sottolinea la preziosità di questa Parola, la sua verità, la rettitudine con cui diventa strada sicura al nostro cammino.  "Perciò amo i tuoi comandi, più dell'oro, dell'oro più fino...

Seconda lettura di sabato 25 luglio 2026

Immagine
  In voi la vita 2Cor 4,7-15   "Fratelli, noi abbiamo un tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi.  In tutto, infatti, siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi, portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. Sempre infatti, noi che siamo vivi, veniamo consegnati alla morte a causa di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale. Cosicché in noi agisce la morte, in voi la vita. Animati tuttavia da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: «Ho creduto, perciò ho parlato», anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi. Tutto infatti è per voi, perché la grazia, accresciuta a opera di molti, f...

Prima lettura del 24 luglio 2026

Immagine
Si raduneranno nel nome del Signore Ger 3,14-17 "Ritornate, figli traviati – oracolo del Signore – perché io sono il vostro padrone. Vi prenderò uno da ogni città e due da ciascuna famiglia e vi condurrò a Sion. Vi darò pastori secondo il mio cuore, che vi guideranno con scienza e intelligenza. Quando poi vi sarete moltiplicati e sarete stati fecondi nel paese, in quei giorni – oracolo del Signore – non si parlerà più dell’arca dell’alleanza del Signore: non verrà più in mente a nessuno e nessuno se ne ricorderà, non sarà rimpianta né rifatta. In quel tempo chiameranno Gerusalemme «Trono del Signore» e a Gerusalemme tutte le genti si raduneranno nel nome del Signore e non seguiranno più caparbiamente il loro cuore malvagio". Ad un popolo infedele Dio risponde con la sua misericordia: è questo il messaggio del profeta Geremia per chi ha abbandonato le vie del Signore per affidarsi agli idoli e all'illusione di questo mondo. Una serie di promesse da parte del Signore per me...

Vangelo del 23 luglio 2026

Immagine
In questo è glorificato il Padre Gv 15,1-8 "In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli»". Una pagina del profeta Isaia, al capitolo 5, ispira a Gesù la bella immagine della vite...

Vangelo del 22 luglio 2026

Immagine
Andò ad annunciare Gv 20,1-2.11-18 "Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!». Maria stava all'esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l'uno dalla parte del capo e l'altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l'hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l'hai portato via tu, dimmi dove...

Salmo del 21 luglio 2026

Immagine
Mostraci la tua misericordia  Sal 85 (84),7-8 "7 Non tornerai tu a ridarci la vita, perché in te gioisca il tuo popolo? 8 Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza". Un canto di speranza si leva finito il tempo del pericolo e dell'umiliazione: così il Salmo 85 celebra la fine dell'esilio a Babilonia e si apre ad una supplica fiduciosa verso il Signore per il nuovo che ogni fedele invoca. Nella preghiera si incontrano il desiderio di pace di un popolo e l'infinita misericordia di Dio.  È singolare che la parola "terra" apra e chiuda il Salmo, e altre due volte ricorre nel corso della preghiera. La terra è promessa, prima di tutto, poi è sogno di ogni nomade, desiderio di stabilità, identità e appartenenza. Il popolo della terra che il Signore ha promesso in dono si ritrova finalmente a casa dopo il tempo dell'esilio in terra straniera. Questo l'ambito in cui si muove la preghiera, la certezza che il Signore non verrà meno all...

Vangelo del 20 luglio 2026

Immagine
Uno più grande di Giona Mt 12,38-42 "In quel tempo, alcuni scribi e farisei dissero a Gesù: «Maestro, da te vogliamo vedere un segno». Ed egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera pretende un segno! Ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona il profeta. Come infatti Giona rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’uomo resterà tre giorni e tre notti nel cuore della terra. Nel giorno del giudizio, quelli di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona! Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro questa generazione e la condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone!»" L'eterna richiesta di miracoli ha pressato gli antichi profeti e ora perseguita Gesù. È un po' l'ossessione di...