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Prima lettura del 16 ottobre 2026

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Eredi, predestinati   Ef 1,11-14   "Fratelli, in Cristo siamo stati fatti anche eredi, predestinati – secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà - a essere lode della sua gloria, noi, che già prima abbiamo sperato nel Cristo. In lui anche voi, dopo avere ascoltato la parola della verità, il Vangelo della vostra salvezza, e avere in esso creduto, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato a lode della sua gloria".  Paolo continua nella sua lettera a lodare il Signore per il suo meraviglioso piano di salvezza.  Il noi e voi, che ritorna più volte nella lettera, indica da un lato gli ebrei, "eredi, predestinati", e i pagani dall'altro che di tutto questo sembravano essere esclusi.  Ma la Buona Notizia è destinata a tutti, anzi ai pagani, ultimi ad entrare alle nozze, viene annunziato per primi, da Paolo,...

Prima lettura del 15 ottobre 2026

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Grazia a voi e pace da Dio  Ef 1,1-10 "Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, ai santi che sono a Èfeso credenti in Cristo Gesù: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo. Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato. In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia. Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo la benevolenza che in lui si era proposto per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre...

Prima lettura del 14 ottobre 2026

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Il frutto dello Spirito  Gal 5,18-25   "Fratelli, se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete sotto la Legge. Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto: chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è Legge. Quelli che sono di Cristo Gesù hanno crocifisso la carne con le sue passioni e i suoi desideri. Perciò se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito".  Carne e Spirito, schiavitù e libertà, egocentrismo e grazia divina: Paolo riassume in questa antinomia la nostra condizione, di viventi in questo mondo ma liberarti dal Cristo. Tornare alla schiavitù della carne è vera follia. Guidati...

Salmo del 13 ottobre 2026

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Alzerò le mani Sal 119 (118),47-48   " 47 La mia delizia sarà nei tuoi comandi, che io amo. 48 Alzerò le mani verso i tuoi comandi che amo, mediterò i tuoi decreti".   Il Salmo 119, un lungo inno sapienziale che esalta la bellezza della Parola di Dio, medita lungo i 176 versetti tanti sinonimi che ne sondano l'incredibile ricchezza. I versetti della liturgia di oggi mettono in relazione il credente con la gioia e la lode che vengono dalla luminosa sapienza di questa Parola. Senza di lei il cammino procede nel buio, e il discernimento profondo, necessario nelle scelte fondamentali, diventa impossibile. La Parola di Dio è la luce ai passi, gioia e sapore dei giorni, roccia e forza per procedere con speranza. "La mia delizia sarà nei tuoi comandi, che io amo". Le immagini fanno crescere la comprensione e dicono come il salmista intenda i comandamenti: non certo come un giogo opprimente, ma nella familiarità di insegnamenti amabili e preziosi. La Parola di Dio, medi...

Prima lettura del 12 ottobre 2026

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Rallégrati, sterile Gal 4,22-24.26-27.31;5,1 "Fratelli, sta scritto che Abramo ebbe due figli, uno dalla schiava e uno dalla donna libera. Ma il figlio della schiava è nato secondo la carne; il figlio della donna libera, in virtù della promessa. Ora, queste cose sono dette per allegoria: le due donne infatti rappresentano le due alleanze. Una, quella del monte Sinai, che genera nella schiavitù, è rappresentata da Agar. Invece la Gerusalemme di lassù è libera ed è la madre di tutti noi. Sta scritto infatti: «Rallégrati, sterile, tu che non partorisci, grida di gioia, tu che non conosci i dolori del parto, perché molti sono i figli dell’abbandonata, più di quelli della donna che ha marito». Così, fratelli, noi non siamo figli di una schiava, ma della donna libera. Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù".   Paolo, scrivendo ai Galati, continua a farli riflettere sulla schiavitù della Legge antica e la l...

Seconda lettura di domenica 11 ottobre 2026

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Secondo la sua ricchezza  Fil 4,12-14.19-20 "Fratelli, so vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza. Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni. Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù. Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen". Un cuore libero davanti agli alti e bassi della vita: è quello che testimonia Paolo in questo brano della lettera ai fratelli di Filippi. Indigenza e povertà non tolgono all'apostolo la capacità di affrontare la vita con fiducia e disponibilità missionaria. Al v. 13 esprime una professione di fede motivante, in cui riconosciamo quella che lo spingeva sicuramente ad andare avanti con entusiasmo:  "Tutto posso in colui che mi dà la forza".  È il Cristo, che lo ha chiamato, la sua forza, ...

Prima lettura del 10 ottobre 2026

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Tutti voi siete uno in Cristo Gesù Gal 3,22-29 "Fratelli, la Scrittura ha rinchiuso ogni cosa sotto il peccato, perché la promessa venisse data ai credenti mediante la fede in Gesù Cristo. Ma prima che venisse la fede, noi eravamo custoditi e rinchiusi sotto la Legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata. Così la Legge è stata per noi un pedagogo, fino a Cristo, perché fossimo giustificati per la fede. Sopraggiunta la fede, non siamo più sotto un pedagogo. Tutti voi infatti siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo.  Non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù. Se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa". Tutti peccatori e tutti bisognosi di essere riscattati: il Salvatore mandato da Dio ha realizzato perciò la salvezza per tutti. La distinzione tra giusti e pec...