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Vangelo del 24 aprile 2026

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Mangia questo pane   Gv 6,52-59 "In quel tempo, i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Gesù disse queste cose, insegnando nella sinagoga a Cafàrnao". Mangiare la Parola di Dio, mangiare Gesù pane del cielo, mangiare la sua carne: tanti modi per dire il dono totale, il cibo fondamentale ...

Prima lettura del 23 aprile 2026

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Egli lo battezzò At 8,26-40 "In quei giorni, un angelo del Signore parlò a Filippo e disse: «Àlzati e va’ verso il mezzogiorno, sulla strada che scende da Gerusalemme a Gaza; essa è deserta». Egli si alzò e si mise in cammino, quand’ecco un Etíope, eunùco, funzionario di Candàce, regina di Etiòpia, amministratore di tutti i suoi tesori, che era venuto per il culto a Gerusalemme, stava ritornando, seduto sul suo carro, e leggeva il profeta Isaìa. Disse allora lo Spirito a Filippo: «Va’ avanti e accòstati a quel carro». Filippo corse innanzi e, udito che leggeva il profeta Isaìa, gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?». Egli rispose: «E come potrei capire, se nessuno mi guida?». E invitò Filippo a salire e a sedere accanto a lui. Il passo della Scrittura che stava leggendo era questo: “Come una pecora egli fu condotto al macello e come un agnello senza voce innanzi a chi lo tosa, così egli non apre la sua bocca. Nella sua umiliazione il giudizio gli è stato negato, la sua dis...

Salmo del 22 aprile 2026

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Terribile nel suo agire   Sal 66 (65),5-6   "3 Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere! Per la grandezza della tua potenza ti lusingano i tuoi nemici. 4 A te si prostri tutta la terra, a te canti inni, canti al tuo nome». 5 Venite e vedete le opere di Dio, terribile nel suo agire sugli uomini".   Una comunità in festa loda il Signore e invita tutta la terra ad unirsi al suo canto perché Dio libera. È così che il Salmo 66 diventa preghiera nostra e di tutti con la memoria rivolta all'esperienza dell'esodo dall'Egitto.  Il passaggio del mare, il cammino nel deserto, le meraviglie operate dal Signore, la sapienza che il popolo ha appreso in quarant'anni insieme, diventano una rovìccia stabile a cui aggrappare la propria fede, motivo di lode e di benedizione.  Il Signore ha ascoltato la preghiera del suo popolo sofferente e si è preso cura di lui accompagnandolo verso la libertà. Nella prova e nella fatica il Signore è presente e opera a nostro vantaggio. Questa ...

Prima lettura del 21 aprile 2026

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Non imputare loro questo peccato At 7,51-8,1a "In quei giorni, Stefano [diceva al popolo, agli anziani e agli scribi:] «Testardi e incirconcisi nel cuore e nelle orecchie, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo. Come i vostri padri, così siete anche voi. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete diventati traditori e uccisori, voi che avete ricevuto la Legge mediante ordini dati dagli angeli e non l'avete osservata». All'udire queste cose, erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano. Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio e disse: «Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio». Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarl...

Vangelo del 20 aprile 2026

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Lo trovarono Gv 6,22-29 "Il giorno dopo, la folla, rimasta dall'altra parte del mare, vide che c'era soltanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie. Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?». Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell'uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le...

Vangelo di domenica 19 aprile 2026

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Davvero il Signore è risorto   Lc 24,13-35 "Ed ecco, in quello stesso giorno, [il primo della settimana], due [dei discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui...

Salmo del 18 aprile 2026

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Nutrirlo in tempo di fame Sal 33 (32),18-19   "18 Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme, su chi spera nel suo amore, 19 per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame".   Il Salmo 33 esalta il Signore che provvede con la sua sollecitudine al bene di ogni creatura. La provvidenza è infatti il nome che ci svela l'opera materna di Dio per tutti.  Dio Padre, più che onnipotente, si manifesta come onniamante, di tutta l'umanità afflitta da infermità terribili. La sua attenzione è su chi è povero di tutto e non riesce più a gridare il suo bisogno. Il Signore vede, parla, opera, non è indifferente o distante dalle nostre vicende. Questo agire incarnato viene definito con la parola "grazia", gratuità assoluta con cui il Signore ci colma dei suoi doni. Il suo amore e la sua attenzione benevola non hanno confini.  "Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme". La visione del Salmo non è certo quella dell'occhio indagatore, di un Dio...