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Prima lettura di domenica 4 ottobre 2026

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Essa ha prodotto acini acerbi   Is 5,1-7 "Voglio cantare per il mio diletto il mio cantico d’amore per la sua vigna. Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle. Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato viti pregiate; in mezzo vi aveva costruito una torre e scavato anche un tino. Egli aspettò che producesse uva; essa produsse, invece, acini acerbi. E ora, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, siate voi giudici fra me e la mia vigna. Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto? Perché, mentre attendevo che producesse uva, essa ha prodotto acini acerbi? Ora voglio farvi conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna: toglierò la sua siepe e si trasformerà in pascolo; demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata. La renderò un deserto, non sarà potata né vangata e vi cresceranno rovi e pruni; alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia. Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele; gli abitanti ...

Vangelo del 3 ottobre 2026

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I vostri nomi sono scritti nei cieli   Lc 10,17-24 "In quel tempo, i settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli». In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beat...

Salmo del 2 ottobre 2026

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Custodirti in tutte le tue vie Sal 91 (90),10-11 "10 Non ti potrà colpire la sventura, nessun colpo cadrà sulla tua tenda. 11 Egli per te darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie".   Il Signore è custode di ogni vita, libera dalla paura, protegge dalle avversità. È questa la fiducia che anima la preghiera del Salmo 91. Il Signore è una fortezza che protegge dal male, quello che ci fa più paura, che oscura le nostre notti. La guerra, la peste, gli assalti imprevisti della vita, i pericoli di notte e di giorno: tutto diventa attraversabile se il Signore è vicino! Il credente è affidato agli angeli che ne avranno cura, sono loro i messaggeri di Dio che vegliano sui suoi passi. È una preghiera che apre il cuore alla fiducia e all'abbandono nelle mani paterne e materne di Dio.  "Non ti potrà colpire la sventura, nessun colpo cadrà sulla tua tenda". Questo Salmo mi ricorda una ninna nanna che mio marito cantava la sera ai bambini per addormentarli....

Prima lettura dell'1 ottobre 2026

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Perché vi accanite contro di me  Gb 19,21-27b "Giobbe disse: «Pietà, pietà di me, almeno voi, amici miei, perché la mano di Dio mi ha percosso! Perché vi accanite contro di me, come Dio,e non siete mai sazi della mia carne?Oh, se le mie parole si scrivessero, se si fissassero in un libro, fossero impresse con stilo di ferro e con piombo, per sempre s’incidessero sulla roccia! Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! Dopo che questa mia pelle sarà strappata via, senza la mia carne, vedrò Dio.  Io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo contempleranno e non un altro»". La Liturgia si sofferma sulla figura di Giobbe, parabola del sofferente che si lamenta per tutti i guai che lo assillano ma non perde la fiducia nella giustizia di Dio. La sua fede fa allungare lo sguardo oltre la morte con la speranza e la certezza di incontrare finalmente il suo liberatore.  Sarà finalmente il momento tanto atteso della contemplazione e della pace.  Il lib...

Salmo del 30 settembre 2026

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A te grido aiuto Sal 88 (87),14-15 "14 Ma io, Signore, a te grido aiuto e al mattino viene incontro a te la mia preghiera. 15 Perché, Signore, mi respingi? Perché mi nascondi il tuo volto?"   Quando l'angoscia è tanta impedisce anche la preghiera, che si trasforma in un lamento cupo, assetato di consolazione, difficile da pronunciare. Il Salmo 88 è l'unico del salterio che finisce nell'oscurità. Il salmista sembra non vedere la luce in fondo al tunnel, neanche rivolgendosi al suo Signore. Sono parole che ci portano al centro dell'estrema fatica del vivere e danno voce alla sete di speranza che abita al fondo ad ogni cuore.  Il senso di abbandono, la fatica di risalire dal fondo tenebroso, l'incapacità di vedere una via d'uscita, possono esprimersi solo in un grido. Il Signore ascolta, comprende e accoglie ogni sospiro, ogni singhiozzo, ogni pena. "Ma io, Signore, a te grido aiuto e al mattino viene incontro a te la mia preghiera". Dopo una no...

Salmo del 29 settembre 2026

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Hai accresciuto in me la forza   Sal 1 38 (137),3-4   "3 Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto, hai accresciuto in me la forza.   4 Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra, quando ascolteranno le parole della tua bocca".   Scampato ad un grande pericolo, il salmista di apre nella preghiera ad una grande fiducia e gratitudine verso il Signore. È lo spirito del Salmo 138, una preghiera che educa il nostro cuore, accompagnandolo in un percorso di consapevolezza e riconoscenza. Il Signore ascolta e prende sul serio il grido dei figli che invocano e non hanno altro a cui aggrapparsi. La grandezza del Signore non gli impedisce di prendersi cura di noi, piccoli e poveri davanti alle grandi sfide della vita. Proprio in mezzo ai pericoli possiamo sperimentare la sua vicinanza e la sua mano paterna che protegge e salva. Egli risponde sempre, anche se la preghiera sembra andare a vuoto, donando forza e speranza.  "Nel giorno in cui ti ho invocato,...

Prima lettura del 28 settembre 2026

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I tuoi figli e le tue figlie  Gb 1,6-22 "Un giorno, i figli di Dio andarono a presentarsi al Signore e anche Satana andò in mezzo a loro. Il Signore chiese a Satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Dalla terra, che ho percorso in lungo e in largo». Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male». Satana rispose al Signore: «Forse che Giobbe teme Dio per nulla? Non sei forse tu che hai messo una siepe intorno a lui e alla sua casa e a tutto quello che è suo? Tu hai benedetto il lavoro delle sue mani e i suoi possedimenti si espandono sulla terra. Ma stendi un poco la mano e tocca quanto ha, e vedrai come ti maledirà apertamente!». Il Signore disse a Satana: «Ecco, quanto possiede è in tuo potere, ma non stendere la mano su di lui». Satana si ritirò dalla presenza del Signore. Un giorno accadde che, mentre i suoi figli e le sue figlie stavano mangiando e beve...