Post

Prima lettura del 2 novembre 2026 - Commemorazione dei defunti

Immagine
Per sempre s’incidessero  Gb 19,1.23-27 "Rispondendo Giobbe prese a dire: «Oh, se le mie parole si scrivessero, se si fissassero in un libro, fossero impresse con stilo di ferro e con piombo, per sempre s’incidessero sulla roccia! Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere! Dopo che questa mia pelle sarà strappata via, senza la mia carne, vedrò Dio. Io lo vedrò, io stesso, i miei occhi lo contempleranno e non un altro»".  Attraversando una grande sofferenza, fiorisce, sulle labbra e nel cuore di Giobbe, una riflessione di fede nel Dio vivente: è lui che ha sempre l'ultima parola in ogni storia umana. Giobbe non vuole che il suo dolore e la sua esperienza vadano dimenticate; spera che sia incisa in modo indelebile nella pietra affinché ad altri arrivi  Nonostante la crudezza della prova, la sua speranza è riposta comunque in Dio, che sente come salvatore e liberatore.  Parlando del "mio redentore" il testo originale riporta il termin...

Prima lettura di domenica 1 novembre 2026 - Tutti i Santi

Immagine
Davanti al trono   Ap 7,2-4.9-14 "Io, Giovanni, vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio». E udii il numero di coloro che furono segnati con il sigillo: centoquarantaquattromila segnati, provenienti da ogni tribù dei figli d’Israele. Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello». E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adora...

Salmo del 31 ottobre 2026

Immagine
Una moltitudine in festa   Sal 42 (41),5 "5 Questo io ricordo e l'anima mia si strugge: avanzavo tra la folla, la precedevo fino alla casa di Dio, fra canti di gioia e di lode di una moltitudine in festa".   Lontano dal tempio e sbeffeggiato da chi non ama le Sante Dimore: l'orante del Salmo 42, in esilio a Babilonia, sfoga la nostalgia e il desiderio di tornare in patria per gustare la vicinanza e la cura paterna del suo Dio. È una preghiera fatta di memoria, ricordo di quel mondo ora lontano, ma che spera di rivedere.  Il memoriale delle feste passate rende sopportabile il dolore presente e attualizza la lode che non si ferma nella schiavitù.  Il salmista si rivolge al suo cuore per trovare coraggio e conforto, indicandoci una via di consolazione che può sostenere anche noi.  È certamente uno dei Salmi più belli e facili da pregare, che spinge a cercare la forza nel Signore, come una cerva che anela dissetarsi alla fonte della salvezza (v. 2). "Questo io ricor...

Prima lettura del 30 ottobre 2026

Immagine
Ricolmi Fil 1,1-11 "Paolo e Timòteo, servi di Cristo Gesù, a tutti i santi in Cristo Gesù che sono a Filippi, con i vescovi e i diaconi: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo. Rendo grazie al mio Dio ogni volta che mi ricordo di voi. Sempre, quando prego per tutti voi, lo faccio con gioia a motivo della vostra cooperazione per il Vangelo, dal primo giorno fino al presente. Sono persuaso che colui il quale ha iniziato in voi quest’opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù. È giusto, del resto, che io provi questi sentimenti per tutti voi, perché vi porto nel cuore, sia quando sono in prigionia, sia quando difendo e confermo il Vangelo, voi che con me siete tutti partecipi della grazia. Infatti Dio mi è testimone del vivo desiderio che nutro per tutti voi nell’amore di Cristo Gesù. E perciò prego che la vostra carità cresca sempre più in conoscenza e in pieno discernimento, perché possiate distinguere ciò che è meglio ed essere ...

Prima lettura del 29 ottobre 2026

Immagine
Rafforzatevi nel Signore Ef 6,10-20 "Fratelli, rafforzatevi nel Signore e nel vigore della sua potenza. Indossate l’armatura di Dio per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro la carne e il sangue, ma contro i Principati e le Potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. Prendete dunque l’armatura di Dio, perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. State saldi, dunque: attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace. Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno; prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio. In ogni occasione, pregate con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza...

Salmo del 28 ottobre 2026

Immagine
Narrano la gloria di Dio   Sal 19 (18),2-3 "2 I cieli narrano la gloria di Dio, l'opera delle sue mani annuncia il firmamento. 3 Il giorno al giorno ne affida il racconto e la notte alla notte ne trasmette notizia".   Guardare la natura ed accogliere la Parola di Dio con la stessa fede nel Signore: il Salmo 19 ci accompagna in questa duplice contemplazione, porta di conoscenza unificata dalla gratitudine e dal riconoscersi parte del tutto.  " La contemplazione è il linguaggio dell'anima, una conversazione silenziosa con l'universo e con Dio " (Plotino).  Il cielo, le stelle, il sole, tutto sembra sfilare nella lode davanti agli occhi del salmista che si gode questo spettacolo di luci e ombre. Il sole appare in tutto il suo splendore di sposo che va fiero e felice verso la stanza nuziale. Immagini ardite che dicono la meravigliosa coreografia che la natura forma sotto il nostro sguardo meravigliato e grato. Creazione e Torah manifestano la grandezza di Di...

Prima lettura del 27 ottobre 2026

Immagine
Purificandola con il lavacro  Ef 5,21-33 "Fratelli, nel timore di Cristo, siate sottomessi gli uni agli altri: le mogli lo siano ai loro mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, così come Cristo è capo della Chiesa, lui che è salvatore del corpo. E come la Chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli lo siano ai loro mariti in tutto. E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola con il lavacro dell’acqua mediante la parola, e per presentare a se stesso la Chiesa tutta gloriosa, senza macchia né ruga o alcunché di simile, ma santa e immacolata. Così anche i mariti hanno il dovere di amare le mogli come il proprio corpo: chi ama la propria moglie, ama se stesso. Nessuno infatti ha mai odiato la propria carne, anzi la nutre e la cura, come anche Cristo fa con la Chiesa, poiché siamo membra del suo corpo. Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua...