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Seconda lettura di domenica 19 settembre 2026

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Il morire un guadagno  Fil 1,20c-24.27a "Fratelli, Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia. Per me infatti il vivere è Cristo e il morire un guadagno. Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero che cosa scegliere. Sono stretto infatti fra queste due cose: ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; ma per voi è più necessario che io rimanga nel corpo. Comportatevi dunque in modo degno del vangelo di Cristo". La fede di Paolo nella risurrezione traspare in ogni pagina dei suoi scritti. Non c'è discepolo del Cristo che non abbia il faro della vita dopo la morte ad illuminare ogni gesto, ogni desiderio, ogni annuncio. Non è una fede data dalla tradizione perché gran parte della religiosità giudaica riteneva l'aldilà una non vita, la fine di ogni esistenza reale.  La presenza di Cristo nella vita di un credente non è mai insignificante. Porta una luce e un sapore n...

Salmo del 19 settembre 2026

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Nell'ora della paura   Sal 56 (55),4-5  "4 Nell'ora della paura, io in te confido. 5 In Dio, di cui lodo la parola, in Dio confido, non avrò timore: che cosa potrà farmi un uomo?".  Al culmine della persecuzione e della paura fiorisce un cantico di fiducia: così ci sorprende il Salmo 56 e ci insegna la strada inesplorata di una preghiera che diventa sorgente di luce e forza.  Prigioniero dei suoi nemici, il salmista intona un lamento e piano piano il suo orizzonte si colora di fiducia, di pace, di confidenza mai provata. Vive sino in fondo la sua fragilità senza dimenticare le promesse del Dio fedele.  E' vero, ci sono tempi terribili da attraversare, ma si scopre che anche quelli sono preziosi; niente va perso perché il Signore custodisce come cosa preziosa ogni passo e ogni lacrima di chi è nel dolore.  Il Salmo è una preghiera che ci accompagna nella risalita, dal buio della paura alla luce dei viventi.  "Nell'ora della paura, io in te confido". P...

Vangelo del 18 settembre 2026

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E alcune donne Lc 8,1-3   "In quel tempo, Gesù se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni".   È un particolare della vita di Gesù molto importante ma meno conosciuto di altri. Il Maestro, missionario itinerante, passa per città e villaggi annunciando la Buona Notizia del Regno di Dio. Non è solo, ha un gruppo di discepoli che condividono la strada con lui, tra cui i dodici apostoli, che si sono buttati in questa missione unica e affascinante. Luca è l'unico degli evangelisti che segnala una presenza a dir poco stupefacente e insolita: un gruppo stabile di donne cammina al seguito di Gesù. Sono donne guarite, risanate, che hanno ricevuto vita dal suo Vang...

Vangelo del 17 settembre 2026

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La donna che lo tocca  Lc 7,36-50    "In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo. Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!». Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudic...

Prima lettura del 16 settembre 2026

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Ma non avessi la carità 1Cor 12,31-13,13 "Fratelli, desiderate intensamente i carismi più grandi. E allora, vi mostro la via più sublime. Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita. E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla. E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe. La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità. Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue c...

Vangelo del 15 settembre 2026

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Per la caduta e la risurrezione Lc 2,33-35   "In quel tempo, il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori»". Tanta meraviglia, stupore e poca comprensione: così Maria e Giuseppe ascoltano le parole del vecchio profeta Simeone sul bambino Gesù. Ci dovremmo  preoccupare di questo episodio dei santi genitori? Assolutamente no! Lo stupore e la meraviglia davanti alle opere di Dio sono la via maestra alla fede di ogni essere umano. La comprensione viene dopo, magari facendo memoria, riguardando e meditando da lontano le opere meravigliose che il Signore compie per noi.  Luca in questo brano del suo Vangelo ci mostra come avviene la conoscenza nello Spirito: per mezzo dell'amore. Il cuore arriva sempre pr...

Salmo del 14 settembre 2026

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È la loro roccia  Salmo 78 (77),34-35 "34 Quando li uccideva, lo cercavano e tornavano a rivolgersi a lui, 35 ricordavano che Dio è la loro roccia e Dio, l'Altissimo, il loro redentore". Il 78 è un Salmo sapienziale che ripercorre nella preghiera le tappe principali della storia dell'antico Israele. È un inno alla Legge e alla sua funzione nella storia di un popolo che, relazionandosi col suo Dio, trova misericordia e salvezza.  Tutto ruota intorno a due fuochi: l'infedeltà del popolo che promette un'alleanza che non mantiene, e dall'altro versante la pazienza, il perdono e la misericordia di Dio che non finisce mai.  La storia diventa così una scuola di fede, un ritrovare ogni volta una fedeltà nel Signore che si riteneva persa per sempre. Il racconto raggiunge il suo apice nella visione della luce di Dio e nell'esultanza dell'unzione di Davide come Messia e re del popolo santo.  È una storia che fa brillare la grazia di Dio nonostante l'infe...