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Salmo dell'11 maggio 2026

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Cantate al Signore  Sal 149,1-2           "1 Alleluia. Cantate al Signore un canto nuovo; la sua lode nell'assemblea dei fedeli. 2 Gioisca Israele nel suo creatore, esultino nel loro re i figli di Sion". Una comunità in festa e felice di cantare insieme le lodi del Signore: è questo il senso del Salmo 149, che coinvolge chi lo legge e lo attira nella stessa gioia.  La comunità dei credenti diventa un unico coro di benedizioni e preghiere di gratitudine, immagine illuminante del senso profondo della vita in persone animate dalla fede nel Dio vivente. Siamo creature piccole e limitate, spesso nella fatica della testimonianza e nelle vicende faticose di questo nostro mondo, eppure segnate dalla gioia profonda perché amate infinitamente dal Signore. La vittoria viene dal Signore e dal suo essere sempre dalla parte dei deboli, degli emarginati. Grande è la consolazione che sostiene la speranza. "Alleluia" . Il grido di gioia è l'incipit del Salmo e signif...

Prima lettura di domenica 10 maggio 2026

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Pregarono per loro At 8,5-8.14-17 "In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città. Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samarìa aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo". Filippo, uno dei sette diaconi scelti dagli apostoli, con la sua predicazione diffonde la Buona Notizia di Cristo risorto tra i samaritani.  Tra giudei e samaritani esisteva un abisso scavato da recipro...

Salmo del 9 maggio 2026

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Perché buono è il Signore Sal 100 (99),3-5  "3 Riconoscete che solo il Signore è Dio: egli ci ha fatti e noi siamo suoi, suo popolo e gregge del suo pascolo. 4 Varcate le sue porte con inni di grazie, i suoi atri con canti di lode, lodatelo, benedite il suo nome; 5 perché buono è il Signore, il suo amore è per sempre, la sua fedeltà di generazione in generazione".   Servire in Signore nella gioia è l'invito che attraversa tutta la Scrittura e che oggi il Salmo 100 rivolge a tutti.  È un inno di festa che esalta la fedeltà di Dio alle sue promessa, la sua bontà manifestata verso tutti, il suo amore che dà vita ad ognuno di noi. La storia del popolo, che Dio si è scelto per manifestarsi all'intera umanità, è storia dell'amore di Dio per noi. Il salmista ha ben presente questo cammino di salvezza e fa memoria cantando e lodando il Signore per le sue meraviglie.  Creatore e liberatore, è lui la fonte della vita e pastore del suo popolo. La sua presenza non è mai manca...

Salmo dell'8 maggio 2026

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Innalzati sopra il cielo Sal 56 (57),10-12 "10 Ti loderò fra i popoli, Signore, a te canterò inni fra le nazioni: 11 grande fino ai cieli è il tuo amore e fino alle nubi la tua fedeltà. 12 Innàlzati sopra il cielo, o Dio, su tutta la terra la tua gloria".   Davide in fuga dal suo nemico sente tanta fiducia nel Signore, sua salvezza. È il tema del Salmo 57, una preghiera che trasforma la paura in lode, l'angoscia in canto. Si alternano suppliche di aiuto per la difficile prova ed espressioni di lode e di fiducia per il pericolo superato.  Il Salmo ci permette di camminare dentro la fede che sa alzare gli occhi al cielo durante il tempo della sofferenza per trovare braccia che salvano, e nello stesso tempo di stare con i piedi per terra affrontando i continui pericoli.  Il salmista riconosce in Dio la sorgente della grazia, dono gratuito e immeritato, frutto del suo amore e a questo si affida nonostante tutto. " Ti loderò fra i popoli, Signore, a te canterò inni fra le...

Prima lettura del 7 maggio 2026

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Perché cerchino il Signore  At 15,7-21 "In quei giorni, poiché era sorta una grande discussione, Pietro si alzò e disse loro: «Fratelli, voi sapete che, già da molto tempo, Dio in mezzo a voi ha scelto che per bocca mia le nazioni ascoltino la parola del Vangelo e vengano alla fede. E Dio, che conosce i cuori, ha dato testimonianza in loro favore, concedendo anche a loro lo Spirito Santo, come a noi; e non ha fatto alcuna discriminazione tra noi e loro, purificando i loro cuori con la fede. Ora dunque, perché tentate Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che né i nostri padri né noi siamo stati in grado di portare? Noi invece crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati, così come loro». Tutta l’assemblea tacque e stettero ad ascoltare Bàrnaba e Paolo che riferivano quali grandi segni e prodigi Dio aveva compiuto tra le nazioni per mezzo loro. Quando essi ebbero finito di parlare, Giacomo prese la parola e disse: «Fratelli, ascoltatemi. Simone ha riferito co...

Salmo del 6 maggio 2026

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Sal 122 (121),1-2   I nostri piedi alle tue porte "1 Quale gioia, quando mi dissero: «Andremo alla casa del Signore!». 2 Già sono fermi i nostri piedi alle tue porte, Gerusalemme!". Il Salmo 122 fa parte dei canti di pellegrinaggio ed è portatore di profonda gioia. L'arrivo alla città santa corona un'attesa lunga, un incontro tanto desiderato e lo stupore per la sua bellezza coglie il salmista come i tanti pellegrini alla vista delle sue mura. La preghiera per la pace sgorga dai cuori dei pellegrini che sentono di tornare nella propria agognata casa.  Qui la parola pace assume una forza sacra, un potere divino, che il pellegrino vuole estendere al mondo intero. La stessa città, Gerusalemme (Ieru-shalàim), contiene nel suo nome la parola "shalom", pace.  Iniziare ad intravederla da lontano, camminare verso di essa, diventa simbolo di una intensa esperienza dell'amore di Dio che attende ogni figlio e figlia. "Quale gioia, quando mi dissero: Andremo al...

Vangelo del 5 maggio 2026

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Se mi amaste Gv 14,27-31 "In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate. Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco»".   In Gesù la fede accoglie la pace, quella vera, che viene dal Signore. Le parole del Vangelo di Giovanni ci mostrano tutta la forza di riconciliazione e di pace che nasce dalla sua morte e risurrezione. Lui è la Pace, quella vera che il mondo non sa donare, perché la sua morte distrugge gli ostacoli a questo dono, la sua risurrezione la rende dono universale.  Tutt...