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Salmo del 29 agosto 2026

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Mia fortezza tu se i Sal 71 (70),3-4   "3 Sii tu la mia roccia, una dimora sempre accessibile; hai deciso di darmi salvezza: davvero mia rupe e mia fortezza tu sei! 4 Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio,  dal pugno dell’uomo violento e perverso".  Il Salmo 71 è una delle preghiere che più toccano il cuore, ispirato da grande fiducia, da un rapporto maturato in una lunga vita da credente.  Ormai vecchio il salmista si affida al Dio fedele supplicandolo sicuro di essere ascoltato.  Il salmista ha memoria dell'amore di Dio per lui fin dalla sua giovinezza, addirittura sin dal grembo materno. E ora che sente che la vita sta scorrendo via veloce, solo a lui sa di potersi affidare. La fine della preghiera è intrisa di gratitudine e desiderio di annunciate a tutti quanto sia amabile il suo Dio e Signore. "Sii tu la mia roccia, una dimora sempre accessibile". Bella questa immagine del Signore: egli è una casa sempre accessibile, aperta a chi arriva, senza porte o ...

Prima lettura del 28 agosto 2026

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E' piaciuto a Dio salvare 1Cor 1,17-25 "Fratelli, Cristo non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo. La parola della croce infatti è stoltezza per quelli che si perdono, ma per quelli che si salvano, ossia per noi, è potenza di Dio. Sta scritto infatti: «Distruggerò la sapienza dei sapienti e annullerò l’intelligenza degli intelligenti». Dov’è il sapiente? Dov’è il dotto? Dov’è il sottile ragionatore di questo mondo? Dio non ha forse dimostrato stolta la sapienza del mondo? Poiché infatti, nel disegno sapiente di Dio, il mondo, con tutta la sua sapienza, non ha conosciuto Dio, è piaciuto a Dio salvare i credenti con la stoltezza della predicazione. Mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani; ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci, Cristo è potenza di Dio e sapienza di D...

Salmo del 27 agosto 2026

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Voglio raccontare la tua grandezza   Sal 145 (144),6-7 " 6 Parlino della tua terribile potenza: anch'io voglio raccontare la tua grandezza. 7 Diffondano il ricordo della tua bontà immensa, acclamino la tua giustizia". Chi è il Dio a cui il salmista si rivolge? È il Signore misericordioso, instancabile amico dell'umanità, lento all'ira e grande nell'amore, la cui tenerezza si espande su ogni creatura. È sostegno dei deboli e di tutti ha cura.   Il Salmo 145 è un canto di lode che ne celebra la grandezza, la bontà e la provvidenza. È lui il vero re di tutti e da lui sgorga ogni benedizione.  A questo Salmo fanno eco le celebri parole di Agostino: "L'uomo, che è una particella della tua creazione, ti vuole lodare! Tu fai sì che procuri gioia il fatto di lodarti, poiché tu ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquieto finche non trovi riposo in te". "Parlino della tua terribile potenza: anch'io voglio raccontare la tua grandezza". Q...

Prima lettura del 26 agosto 2026

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Vi dia la pace sempre  2Ts 3,6-10.16-18 "Fratelli, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, vi raccomandiamo di tenervi lontani da ogni fratello che conduce una vita disordinata, non secondo l’insegnamento che vi è stato trasmesso da noi. Sapete in che modo dovete prenderci a modello: noi infatti non siamo rimasti oziosi in mezzo a voi, né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato duramente, notte e giorno, per non essere di peso ad alcuno di voi. Non che non ne avessimo diritto, ma per darci a voi come modello da imitare. E infatti quando eravamo presso di voi, vi abbiamo sempre dato questa regola: chi non vuole lavorare, neppure mangi. Il Signore della pace vi dia la pace sempre e in ogni modo. Il Signore sia con tutti voi. Il saluto è di mia mano, di Paolo. Questo è il segno autografo di ogni mia lettera; io scrivo così. La grazia del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti voi".   I primi cristiani hanno dovuto imparare a vivere un nuovo stile...

Prima lettura del 25 agosto 2026

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Le tradizioni che avete appreso   2Ts 2,1-3.13-17 "Riguardo alla venuta del Signore nostro Gesù Cristo e al nostro radunarci con lui, vi preghiamo, fratelli, di non lasciarvi troppo presto confondere la mente e allarmare né da ispirazioni né da discorsi, né da qualche lettera fatta passare come nostra, quasi che il giorno del Signore sia già presente. Nessuno vi inganni in alcun modo! Noi dobbiamo sempre rendere grazie a Dio per voi, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha scelti come primizia per la salvezza, per mezzo dello Spirito santificatore e della fede nella verità. A questo egli vi ha chiamati mediante il nostro Vangelo, per entrare in possesso della gloria del Signore nostro Gesù Cristo. Perciò, fratelli, state saldi e mantenete le tradizioni che avete appreso sia dalla nostra parola sia dalla nostra lettera. E lo stesso Signore nostro Gesù Cristo e Dio, Padre nostro, che ci ha amati e ci ha dato, per sua grazia, una consolazione eterna e una buona speranza, confort...

Prima lettura del 24 agosto 2026

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Alte mura con dodici porte  Ap 21,9b-14 "Uno dei sette angeli mi parlò e disse: «Vieni, ti mostrerò la promessa sposa, la sposa dell’Agnello». L’angelo mi trasportò in spirito su di un monte grande e alto, e mi mostrò la città santa, Gerusalemme, che scende dal cielo, da Dio, risplendente della gloria di Dio. Il suo splendore è simile a quello di una gemma preziosissima, come pietra di diaspro cristallino. È cinta da grandi e alte mura con dodici porte: sopra queste porte stanno dodici angeli e nomi scritti, i nomi delle dodici tribù dei figli d’Israele. A oriente tre porte, a settentrione tre porte, a mezzogiorno tre porte e a occidente tre porte. Le mura della città poggiano su dodici basamenti, sopra i quali sono i dodici nomi dei dodici apostoli dell’Agnello".   L'Apocalisse, ultimo libro della Bibbia, finisce con una scena di nozze, alleanza intima e profonda tra la Gerusalemme del cielo, come sposa, e il Signore dell'universo, sposo fedele.  È un'immagine mo...

Prima lettura di domenica 23 agosto 2026

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Metterò il tuo potere nelle sue mani   Is 22,19-23 "Così dice il Signore a Sebna, maggiordomo del palazzo: «Ti toglierò la carica, ti rovescerò dal tuo posto. In quel giorno avverrà che io chiamerò il mio servo Eliakìm, figlio di Chelkìa; lo rivestirò con la tua tunica, lo cingerò della tua cintura e metterò il tuo potere nelle sue mani. Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme e per il casato di Giuda. Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide: se egli apre, nessuno chiuderà; se egli chiude, nessuno potrà aprire. Lo conficcherò come un piolo in luogo solido e sarà un trono di gloria per la casa di suo padre»".   Siamo intorno al 700 avanti Cristo e il funzionario infedele Sebna viene destituito e sostituito dal servo fedele Eliakìm. Un passaggio di potere alla corte di Gerusalemme ispira il profeta Isaia. Forte è la speranza in un potente che realizzi il dono di Dio in mezzo al suo popolo, non per calcolo politico ma per la forza dell'amore.  Una chiave ...