Prima lettura di domenica 1 marzo 2026

Possa tu essere una benedizione 

Gn 12,1-4a


"In quei giorni, il Signore disse ad Abram:

«Vàttene dalla tua terra,

dalla tua parentela

e dalla casa di tuo padre,

verso la terra che io ti indicherò.

Farò di te una grande nazione

e ti benedirò,

renderò grande il tuo nome

e possa tu essere una benedizione.

Benedirò coloro che ti benediranno

e coloro che ti malediranno maledirò,

e in te si diranno benedette

Tutte le famiglie della terra».

Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore".


Cosa muove Abramo, perché lascia in fretta la sua terra, la parentela e la casa del padre? Eppure sono riferimenti chiari, necessari, radicati profondamente nell'animo umano che non ne dicono solo la nazione o il luogo di residenza, ma che fanno parte dell'identità, della memoria, del presente e della speranza futura. Allora perché il Signore con un ordine perentorio, "Vattene", sradica Abramo dalla sua vita e dai suoi affetti?

E' l'invito a camminare su una via nuova, un orizzonte che l'arameo errante non avrebbe mai pensato fuori dalla sua cerchia conosciuta, pur essendo nomade. Si apre così un futuro immensamente più grande e salvifico del comfort zone presente.

La benedizione è il cuore di questa esperienza: Abramo è benedetto da chi diventa per lui promessa della terra, parente stretto e Padre.

Ovunque arrivi il Signore dona benedizione, colma le impossibilità e regala fecondità.


"Farò di te una grande nazione
e ti benedirò".

Abramo ha 75 anni e nessun figlio. La sterilità nella cultura del suo tempo è morte, mancanza di continuità sociale, impossibilità di vita oltre la morte. È vecchio e senza futuro, non ha eredi, il suo nome non continuerà a vivere nella generazione che viene. Questo è quello che gli manca e in questa condizione mortale lo raggiunge la promessa del Dio vivente. Da Abramo nascerà una intera nazione. La sua non è più una condizione di maledizione (sterilità) ma diventa benedizione (fecondità). Dio si fa sentire nella vita rassegnata di quest'uomo portando i suoi doni e soprattutto la sua presenza di creatore e Padre.


"Renderò grande il tuo nome". 

Benedire non è un semplice augurio di bene; vuol dire portare fecondità, vita, gioia piena. Dio benedice, e chi cammina sulle sue vie porta benedizione. Quel nome destinato a scomparire per la sterilità, il Signore lo renderà grande per tutte le generazioni a seguire! 

Nessuna sterilità o limite umano è ostacolo all'amore di Dio per noi: egli fa fiorire il deserto e riporta la vita la dove non c'è. La grandezza del suo nome parte dalla sua debolezza e si afferma per grazia di Dio.


"E possa tu essere una benedizione".

Vecchiaia e sterilità trasformate in benedizione. Abramo non si poteva aspettare tanto. Il Signore supera ogni sua aspettativa. 

"Vattene" è il comando che riceve perché rimanere è morire sterile. E' spinto fuori dal suo piccolo mondo senza futuro verso un nuovo carico delle promesse di Dio. La prima benedizione è votare pagina, ricevere in dono la forza per ricominciare e sentire nascere nuovamente la speranza. Tutto questo diventa una benedizione seminata, un nutrimento che si contagia, si trasmette perché trabocca, è dono che raggiunge noi affinché venga condiviso col resto dell'umanità. 

Link di approfondimento alla liturgia del giorno:


Prima lettura di Gn 12,1-9 
Commento del 21/06/2021

Salmo 33 (32),4-6  

Commento del 26/05/2024


Seconda lettura di 2 Tm 1,8b-10 

Commento del 05/03/2023


Vangelo di Mt 17,1-9 

Commento del 08/03/2020


Commenti

  1. "E possa tu essere
    una benedizione".
    È il segreto più bello
    del mio esistere.
    La benedizione che ricevo, la dono.
    Il Dio benedicente
    mi rende benedizione.
    La mia vita come canale
    di benedizione.
    Alleluia !

    RispondiElimina
  2. Vattene
    Si
    Sradicati dal cantuccio
    Il mio posto è andare OLTRE,i miei limti,l'apparenza,le fantasticherie di un mondo creato da me......
    Vattene
    Amen

    RispondiElimina

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