Prima lettura del 3 marzo 2026
"Ascoltate la parola del Signore,
capi di Sòdoma;
prestate orecchio all'insegnamento del nostro Dio,
popolo di Gomorra!
«Lavatevi, purificatevi,
allontanate dai miei occhi il male delle vostre azioni.
Cessate di fare il male,
imparate a fare il bene,
cercate la giustizia,
soccorrete l'oppresso,
rendete giustizia all'orfano,
difendete la causa della vedova».
«Su, venite e discutiamo
- dice il Signore.
Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto,
diventeranno bianchi come neve.
Se fossero rossi come porpora,
diventeranno come lana.
Se sarete docili e ascolterete,
mangerete i frutti della terra.
Ma se vi ostinate e vi ribellate,
sarete divorati dalla spada,
perché la bocca del Signore ha parlato»".
Dalla voce poetica di un grande profeta, Isaia, raccogliamo preziose indicazioni per imparare a vivere tendendo al bene. È necessaria la docilità, il desiderio autentico di Dio, la spinta a fare la felicità dei fratelli, per camminare sereni sulle vie di Dio.
Il male ci porta morte, toglie luce, ci soffoca e ci opprime. Isaia si appassiona al suo annuncio, quasi volesse strappare, con la forza della sua parola, questo cammino che ci trascina in un baratro.
Poveri, orfani, vedove, emarginati, hanno bisogno di giustizia, di salvezza, di essere riportati alla vita.
"Cessate di fare il male,
imparate a fare il bene".
È un mantra che deve entrare nel nostro modo di pensare, deve influenzare le nostre decisioni, dare l'orientamento fondamentale alla nostra vita.
Dare il nome giusto a ciò che viviamo, discernere ciò che ci porta vita e ciò che invece ce la toglie, è un lavoro paziente su di noi guidato dalla Parola, un cammino di sapienza che è necessario percorrere per arrivare a realizzarci e a dare dignità ai fratelli.
"Cercate la giustizia,
soccorrete l'oppresso".
Fare giustizia nella Scrittura è chiaramente eliminare le disparità che creano povertà ed emarginazione. Oppressi, orfani e vedove erano esempi di persone tra le più disagiate dell'antichità; non avevano davanti a sé un futuro roseo e aspettavano una mano clemente per essere risollevate. Non potevano infatti avere aiuto per diritto o per "giustizia sociale".
Solo la misericordia, che i profeti annunciavano, diventava la loro possibilità di sopravvivenza.
Cercare la giustizia non è impegno da poco, è un lavoro prima su sé stessi e poi un lottare contro i meccanismi disumani che schiacciano chi non ha i cosiddetti santi in paradiso.
difendete la causa della vedova".
L'orfano e la vedova sono la fragilità che grida giustizia alla società vincente e opulenta.
Rendere giustizia è restituire dignità, difendere chi è svantaggiato, missione sempre urgente in ogni tempo e specialmente oggi, quando i diritti fondamentali, sanciti da tutte le nazioni, vengono aboliti nella pratica e sbeffeggiati dall'arroganza dei potenti.
L'orfano ha bisogno che qualcuno difenda il suo diritto ad una casa, ad un lavoro, alle cure; la vedova va salvata da chi dissangua il suo patrimonio. La fede diventa carità quando si realizza nel servizio, nell'amore vero che non toglie ma dona.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di Is 1,10.16-20
Commento del 18/03/2025
Salmo 50 (49),21
Commento del 19/01/2026
Vangelo di Mt 23,1-12
Commento del 23/08/2025

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