Prima lettura dell'1 agosto 2026
"In quei giorni, i sacerdoti e i profeti dissero ai capi e a tutto il popolo: «Una condanna a morte merita quest’uomo, perché ha profetizzato contro questa città, come avete udito con i vostri orecchi!».
Ma Geremìa rispose a tutti i capi e a tutto il popolo: «Il Signore mi ha mandato a profetizzare contro questo tempio e contro questa città le cose che avete ascoltato. Migliorate dunque la vostra condotta e le vostre azioni e ascoltate la voce del Signore, vostro Dio, e il Signore si pentirà del male che ha annunciato contro di voi.
Quanto a me, eccomi in mano vostra, fate di me come vi sembra bene e giusto; ma sappiate bene che, se voi mi ucciderete, sarete responsabili del sangue innocente, voi e tutti gli abitanti di questa città, perché il Signore mi ha veramente inviato a voi per dire ai vostri orecchi tutte queste parole».
I capi e tutto il popolo dissero ai sacerdoti e ai profeti: «Non ci deve essere condanna a morte per quest’uomo, perché ci ha parlato nel nome del Signore, nostro Dio». La mano di Achikàm, figlio di Safan, fu a favore di Geremìa, perché non lo consegnassero al popolo per metterlo a morte".
Geremia è processato dal potere, religioso e civile, perché le sue profezie non sono gradite ai capi, non giovano alla loro politica e ai loro interessi. I potenti non sopportano di essere messi in discussione, né che premonizioni su eventi incontrollati possano destabilizzare la loro credibilità.
Il profeta non può che ribadire il fatto che lui parli a nome del Signore; in effetti è Dio che stanno rifiutando non accettando l'annuncio!
Ogni profeta ha due amori, Dio e il suo popolo, e desidera rimanere fedele ad entrambi. Questo gli rende la vita difficile e spesso lo pone in bilico tra la vita e la morte.
"Il Signore mi ha veramente inviato a voi per dire ai vostri orecchi tutte queste parole".
Geremia non parla per sé stesso ne il suo messaggio è di parte. È del Signore la Parola rivolta al popolo: lui si prende cura dei suoi figli proprio attraverso i profeti. La fede sincera riconosce la verità del messaggio e l'autorità del mandante.
Il profeta è solo un mezzo che a sua volta lotta con una Parola scomoda, non facile da accoglierla nella sua vita.
"I capi e tutto il popolo dissero ai sacerdoti e ai profeti: «Non ci deve essere condanna a morte per quest’uomo, perché ci ha parlato nel nome del Signore, nostro Dio»".
Finalmente la Parola non violenta apre una breccia nei cuori induriti.
Il messaggio profetico chiama al pentimento e al rinnovamento del cuore. Davanti all'evidenza di versare il sangue innocente di chi dice la verità, si rendono conto dell'errore e risparmiano Geremia dalla morte.
I capi e il popolo riconoscono Geremia come profeta inviato da Dio anche se ha profetato "contro" di loro. Ovvero ha profetato contro il loro peccato, contro il male delle loro opere. Dio è nemico del male mai degli uomini. Il profeta denuncia il male e chiama a conversione.
"La mano di Achikàm, figlio di Safan, fu a favore di Geremìa, perché non lo consegnassero al popolo per metterlo a morte".
Con il voto favorevole di Achikàm, Geremia non è condannato a morte. La volontà del Signore si serve anche dei capi per salvare la vita del profeta e per far ragionare coloro che erano stati accecati dallo zelo esagerato nel tutelare il tempio.
La scena sa di miracolo: il popolo, aizzato dai capi avversi, lo voleva morto ma infine lo assolve.
E' una pagina dura, che dice la lotta che la Parola profetica deve fare davanti agli ostacoli del cuore. Geremia sa che il messaggio non è suo e si mette nelle mani di chi lo accusa dimostrando una totale arrendevolezza affinché i suoi fratelli non si macchino di un omicidio.
Mettersi nei panni di Geremia ci apre gli occhi davanti al fatto che tanta intransigenza, tanti giudizi affrettati che rifiutano e negano la verità, portano letteralmente ad uccidere i fratelli.
L'altalena tra la vita e la morte, tra l'angoscia e la speranza è quella che vivono i missionari, i profeti, gli uomini di fede, che rimangono totalmente inermi davanti alla persecuzione. La forza del disarmo, della pace, del bene, fermi la mano dei carnefici e faccia brillare in tutta la sua forza la Parola del Padre.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di Ger 26,11-16.24
Commento del 01/08/2020
Salmo 69 (68),30-31
Commento del 03/11/2025
Vangelo di Mt 14,1-12
Commento del 03/08/2024

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