Prima lettura del 6 novembre 2026

L’esempio che avete in noi 
Fil 3,17-4.1

"Fratelli, fatevi insieme miei imitatori e guardate quelli che si comportano secondo l’esempio che avete in noi. 
Perché molti – ve l’ho già detto più volte e ora, con le lacrime agli occhi, ve lo ripeto – si comportano da nemici della croce di Cristo. La loro sorte finale sarà la perdizione, il ventre è il loro dio. 
Si vantano di ciò di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra. 
La nostra cittadinanza infatti è nei cieli e di là aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso, in virtù del potere che egli ha di sottomettere a sé tutte le cose.
Perciò, fratelli miei carissimi e tanto desiderati, mia gioia e mia corona, rimanete in questo modo saldi nel Signore, carissimi!" 

Cristo fa la differenza tra una semplice speranza umana basata sul nostro ottimismo e sulla buona volontà e la salvezza che ci viene dalla sua croce, dall'amore che nemmeno la morte ha potuto fermare. Paolo in questa pagina della lettera ai Filippesi torna su uno dei suoi argomenti preferiti: la salvezza che dipende dalla sola grazia, dono dell'amore misericordioso di Dio per noi. 
L'apostolo si offre come riferimento per come vivere la fede. Comportarsi come lui, nella gratitudine e nella gioia, a servizio dei fratelli, è la vera ricchezza, la strada che porta alla pienezza. I nemici della croce, quelli cioè che esaltano le ragioni e la forza umana come via di auto salvezza, vedono ben presto il fallimento dei loro mezzi, percorrono una via che si perde nel nulla. 

"Fratelli, fatevi insieme miei imitatori e guardate quelli che si comportano secondo l’esempio che avete in noi". 
C'è uno stile di vita nuovo che il cristiano impara dai credenti che lo precedono. E' questa la tradizione della chiesa, quel tesoro immenso di cuori, di aspirazioni, di visioni e riflessioni che vengono in nostro aiuto quando il cammino sembra procedere nelle tenebre. Noi siamo imitatori di Cristo, nasciamo dal suo insegnamento, ma questo non toglie che la fede di persone eccezionali come Paolo non possano essere un percorso facilitato per la nostra fragilità.
Non siamo soli nel discernimento spirituale, non abbandonati nella prova: possiamo attingere a gesti e parole ispirate dal Vangelo e dallo Spirito di Cristo risorto in santi che come noi hanno affidato la loro vita al Padre. 

"Perché molti – ve l’ho già detto più volte e ora, con le lacrime agli occhi, ve lo ripeto – si comportano da nemici della croce di Cristo".
Alcuni hanno il nome di cristiano ma poi tornare allo stile di vita a cui avevano aderito prima di conoscere il Cristo. Facendo così si rende inutile il sacrificio della croce (cfr. 1Cor 1,17), che ha portato nel mondo, in modo inedito, i segni dell'amore di Dio per noi.
Colpisce il fatto che Paolo supplichi fino a piangere per il dispiacere. Egli tiene ad ogni fratello e sorella e vedere la deriva di un annuncio così fondamentale, gli procura molta sofferenza. L'appello cerca di risvegliare le coscienze, di riportare all'essenzialità del Vangelo la loro fede traballante. 
Anche se la fede a volte ci sembra un salto nel buio, abbiamo il faro della Parola e le tante mani della tradizione dei fratelli che si tendono per farci arrivare fino al Padre.

Link di approfondimento alla liturgia del giorno:

Prima lettura di Fil 3,17-4,1 
Commento del 04/11/2022

Salmo 122 (121),1-2  
Commento del 06/05/2026

Vangelo di Lc 16,1-8
Commento del 10/11/2023

Commenti

  1. Imitatori......
    Sono disposto a farmi trovare?
    Cristo si spende ogni giorno per me!
    Sempre!
    Fa che mi trovi!
    Sia un TUO testimone di vita vera...non quella della mia logica.
    Amen

    RispondiElimina
  2. "aspettiamo come salvatore il Signore Gesù Cristo, il quale trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso"
    Chi sono realmente, Signore? Se non quella parte più profonda che ti appartiene e che è eterna? Grazie Signore, con Te risorgerò

    RispondiElimina

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