Vangelo del 4 novembre 2026
"In quel tempo, una folla numerosa andava con Gesù. Egli si voltò e disse loro:
«Se uno viene a me e non mi ama più di quanto ami suo padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle e perfino la propria vita, non può essere mio discepolo. Colui che non porta la propria croce e non viene dietro a me, non può essere mio discepolo.
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo»".
Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: “Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro”.
Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l’altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.
Così chiunque di voi non rinuncia a tutti i suoi averi, non può essere mio discepolo»".
La sapienza di Gesù, come per gli antichi maestri, è raccolta in una serie di detti che spiazzano le nostre convinzioni portando nuova luce e spiragli di comprensione. Spiazzano perché vanno oltre il nostro modo di vedere, sono fari di luce che illuminano le nostre scelte quotidiane, e introducono nella conoscenza vera del Signore.
La pagina del Vangelo di Luca che meditiamo si introduce a tre aspetti fondamentali del nostro discepolato: il nostro amore e il suo centro; prendere sul serio la propria vita così com'è; il distacco necessario per vivere oltre l'apparenza. Gesù smaschera la nostra tentazione di salvare capra e cavoli, di tenere i piedi in due staffe, e ci mostra la via della lucidità, del discernimento, della conseguente scelta davanti alle esigenze del suo Vangelo.
La pagina del Vangelo di Luca che meditiamo si introduce a tre aspetti fondamentali del nostro discepolato: il nostro amore e il suo centro; prendere sul serio la propria vita così com'è; il distacco necessario per vivere oltre l'apparenza. Gesù smaschera la nostra tentazione di salvare capra e cavoli, di tenere i piedi in due staffe, e ci mostra la via della lucidità, del discernimento, della conseguente scelta davanti alle esigenze del suo Vangelo.
"Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine?"
È una domanda retorica che fa risaltare l'ovvia necessità di misurare i propri mezzi sull'impegno necessario per affrontare uno dei problemi cruciali della vita.
Se per questioni economiche ci si mette tanta attenzione e impegno per non rimetterci, a maggior ragione l'attenzione è necessaria per la crescita della propria interiorità davanti al Signore.
La superficialità, l'approssimazione, non aiutano a discernere i passi da compiere e le scelte da fare nel bene per noi e per gli altri. Sedersi, riflettere, guardare con attenzione, sono i gesti necessari che aprono ad un serio impegno, che abbia la caratteristica della fedeltà e della perseveranza.
Se per questioni economiche ci si mette tanta attenzione e impegno per non rimetterci, a maggior ragione l'attenzione è necessaria per la crescita della propria interiorità davanti al Signore.
La superficialità, l'approssimazione, non aiutano a discernere i passi da compiere e le scelte da fare nel bene per noi e per gli altri. Sedersi, riflettere, guardare con attenzione, sono i gesti necessari che aprono ad un serio impegno, che abbia la caratteristica della fedeltà e della perseveranza.
"Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro".
Quante cose abbiamo iniziato nella foga di un ritiro, di una giornata di spiritualità, di un pellegrinaggio e non abbiamo mai finito! Quante "opere incompiute " nella nostra storia!
Illudersi che basti la buona volontà è da bambini, non pone fondamenta ad una crescita reale della nostra interiorità. Inoltre ci facciamo prendere alle volte da forme di superstizione che mettono a posto la coscienza, che ci appagano con gesti "sufficienti" come se camminare sulle vie del Vangelo significasse fare qualunque cosa, qualsiasi devozione. Ma sappiamo bene quanta insoddisfazione ci rimane dentro!
Quante cose abbiamo iniziato nella foga di un ritiro, di una giornata di spiritualità, di un pellegrinaggio e non abbiamo mai finito! Quante "opere incompiute " nella nostra storia!
Illudersi che basti la buona volontà è da bambini, non pone fondamenta ad una crescita reale della nostra interiorità. Inoltre ci facciamo prendere alle volte da forme di superstizione che mettono a posto la coscienza, che ci appagano con gesti "sufficienti" come se camminare sulle vie del Vangelo significasse fare qualunque cosa, qualsiasi devozione. Ma sappiamo bene quanta insoddisfazione ci rimane dentro!
"Tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: « Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro»".
Tutti conosciamo questa derisione, fatta o subita, davanti ai lavori fatti a metà, magari iniziati con grandi proclami e affollate conferenze stampa. Gesù chiede ai suoi discepoli di essere persone vere, non immagini da copertina e neanche influencer gettonati.
La chiamata a servire, ad evangelizzare, ad amare, richiede risposte semplici e vere, modeste e anche nascoste, che vadano sino in fondo, nonostante la fatica a non arrendersi davanti ai tanti intoppi inevitabili.
Gli eventi speciali, i raduni straordinari, i bagni di folla, troppo spesso non lasciano traccia e non realizzano quella carità che il Vangelo ci chiede di organizzare, quotidianamente, semplicemente affinché porti quella vita che solo l'amore sa dare.
Col Salmo 127 possiamo dire:
"1 Se il Signore non costruisce la casa,
invano si affaticano i costruttori".
Quanto è necessario che la nostra vita sia edificata sul Cristo, roccia della nostra salvezza, fondamenta che non vacilla e che conduce alla meta che lui ha voluto per ognuno di noi!
La chiamata a servire, ad evangelizzare, ad amare, richiede risposte semplici e vere, modeste e anche nascoste, che vadano sino in fondo, nonostante la fatica a non arrendersi davanti ai tanti intoppi inevitabili.
Gli eventi speciali, i raduni straordinari, i bagni di folla, troppo spesso non lasciano traccia e non realizzano quella carità che il Vangelo ci chiede di organizzare, quotidianamente, semplicemente affinché porti quella vita che solo l'amore sa dare.
Col Salmo 127 possiamo dire:
"1 Se il Signore non costruisce la casa,
invano si affaticano i costruttori".
Quanto è necessario che la nostra vita sia edificata sul Cristo, roccia della nostra salvezza, fondamenta che non vacilla e che conduce alla meta che lui ha voluto per ognuno di noi!
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di Fil 2,12-18
Commento del 06/11/2024
Commento del 06/11/2024
Salmo 27 (26),13-14
Commento del 30/03/2026
Vangelo di Lc 14,25-33
Commento del 05/11/2025

..finire il lavoro,qualcosa che s'inizia a fare e non si porta a COMPIMENTO!
RispondiEliminaSi
Quante opere incompiute
Le opere da me iniziate
Il mio modello dev'essere la compiutezza;un pizzico della TUA compiutezza,mio papà-
Stammi vicino.Amen