Salmo del 1 aprile 2026 - Mercoledì Santo

La vergogna mi copre la faccia
Sal 69 (68),8-10

"8 Per te io sopporto l'insulto

e la vergogna mi copre la faccia;


9 sono diventato un estraneo ai miei fratelli,

uno straniero per i figli di mia madre.


10 Perché mi divora lo zelo per la tua casa,

gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me".


Immerso in una profonda angoscia il salmista eleva il suo canto, la sua preghiera è un grido che esprime il bisogno di essere salvato. 
Il Salmo 69 ha immagini di forte turbamento ma anche di tanta fiducia nella bontà divina che si fa presente nel dolore. 
Solo, incompreso, calunniato, resta solo il Signore a cui quest'uomo sofferente si appoggia, con la certezza che egli è fedele alla sua promessa. Sa di non poter accampare meriti davanti al Signore, la prova gli ha fatto toccare con mano la propria fragilità. Ma il Signore si prende cura degli afflitti, ascolta i poveri che lo invocano e non li delude. 
Angoscia, inquietudine, turbamento non sono rimossi, si possono vivere stando alla presenza del Signore. La bontà di Dio fa meraviglie per noi e il salmista di questo ha memoria e ne mantiene la certezza. 

"Per te io sopporto l'insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre".
Nella preghiera questo uomo rimette i suoi sentimenti profondi e intimi; con chi confidarsi quando ci si sente sbeffeggiati e soli?
La sua fedeltà alla religione dei padri gli costa insulti ed emarginazione, ma non molla. Non cede alle facile soluzione del "si salvi chi può", neanche se a proporgliela sono proprio coloro che fanno parte dei suoi affetti più cari. 
Ogni credente prima o poi sperimenta un senso di estraneità per non essere allineato con le logiche di questo mondo. D'altronde Gesù l'ha detto esplicitamente dei suoi discepoli:
"Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo" (Gv 17,14).

"Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me".
Ai discepoli verranno in mente queste parole vedendo Gesù scacciare i mercanti dal tempio (cfr Gv 2,17), segno evidente del Messia che avvalora la profezia. 
L'amore per Dio e per ciò che si riferisce a lui, come ad esempio il Tempio nel senso più alto del termine, diventano una colpa agli occhi di chi perseguita questo uomo di fede in preghiera. In fin dei conti chi "insulta" Dio insulta anche quelli che con lui hanno a che fare. 
Il bene, l'amore, la luce, nel nostro mondo sono stranamente avversati e derisi. È uno scandalo che ogni credente subisce inspiegabilmente. 
Solo la fede sincera permette di perseverare senza essere abbattuti da questa situazione paradossale. La croce che ha subito Gesù la subiscono anche coloro che lo amano. 
Certi di essere accompagnati e sostenuti nell'ora del dolore, affidiamo tutte le nostre angosce al Salvatore che vince il mondo amandolo, che dimostra la sua forza nel lasciarsi perfino insultare e uccidere per non infierire sul nostro peccato.

Link di approfondimento alla liturgia del giorno:


Prima lettura di Is 50,4-9

Commento del 05/04/2023


Salmo 69 (68),30-31 

Commento del 03/11/2025


Vangelo di Mt 26,14-25 

Commento del 16/04/2025


Commenti

  1. Sono diventato un estraneo ai miei fratelli!
    Si
    stare da parte ,avere buoni propositi,oggi è veramente "strano"...
    La massa,il branco(quelli che la pensano allo stesso modo)sono plagiati da una cultura che si sta sempre più strutturando nel non buono....
    Signore dammi coraggio,forza ed un briciolo della TUA capacità a resistere!
    amen

    RispondiElimina
  2. "Gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me".
    È il mistero della croce.
    È il mistero del dolore innocente.
    È il mistero dell'ingiustizia vissuta dal Messia.
    È il mistero della salvezza
    che di manifesta li dove
    nessuno se l'aspettava.
    È il mistero della croce.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Perché un blog con questo titolo?!

Prima lettura del 31 ottobre 2019

Salmo 23 per il mio papà

Vangelo del 12 gennaio 2019

Vangelo dei domenica 13 gennaio 2019