Salmo di domenica 5 aprile 2026- Pasqua di Risurrezione

Resterò in vita 

Sal 118 (117),16-17

 

"16 La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.

17 Non morirò, ma resterò in vita

e annuncerò le opere del Signore". 


Quanta gioia trasmettono coloro che credono e sperano fino in fondo nell'amore di Dio! Il Salmo 118 è proprio l'inno di chi ne ha guastato la presenza ed è di ispirazione per chi nella fede e nella vita si sente in cammino verso il Padre. 
Tante sono le tenebre che affliggono i nostri giorni, deserto e fatica sembrano non abbandonarci mai. Solo la certezza della fedeltà di Dio ci sostiene, dà forza, fa andare lo sguardo oltre i sepolcri sapendo che la Luce vince!
Il cuore di questa preghiera è la vicenda martoriata del Messia scartato e umiliato dal potere umano, ma incredibilmente esaltato e messo a fondamento di tutto il creato. Questa è la volontà dell'Amore sapiente di Dio che tutto volge in salvezza!
Questo Salmo dal giorno di Pasqua, e per tutto il tempo successivo di questo periodo liturgico, ci accompagna come un mantra che diffonde e contagia fiducia e speranza nel Dio della vita che non lascia nessuno nella morte. 

"La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze".
La differenza fondamentale tra gli idoli generati dalla paura umana e il Dio vivente è proprio il suo agire nella nostra storia. Egli tiene al nostro bene, si prende cura prevalendo sui mali che mortificano la vita. 
Questo ci toglie dalla paura che sia uno spettatore passivo, un occhio indagatore pronto a fare i conti al minimo sgarro. Non è il Signore della Scrittura colui che condanna! 
Il Padre fa meraviglie, con la forza inarrestabile del suo amore per tutti e per ognuno.
Il salmista lo vede pronto nella lotta, un prode che combatte e vince, che libera per rivelarci che siamo fatti per l'eternità insieme a lui. 
Nessuno ostacolo resiste all'intervento del Liberatore e del Salvatore dell'umanità. 

"Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore". 
La fede nella fedeltà divina, la fiducia nel suo amore per noi fa crescere la certezza che il Signore non ci abbandonerà in potere della morte, come ha promesso e fatto col Figlio.
Egli ci apre già da oggi la via verso la vita.
Il salmista vive e perciò annuncia, non è morto e può testimoniare di essere stato tratto dall'ineluttabilità dell'ultima tappa. 
La Risurrezione mostra che la Parola non viene incatenata da una pietra. Il Verbo fatto carne ha portato la vita divina in ognuno di noi. 
Colmi di stupore e gratitudine apriamo i nostri cuori alla gioia, crediamo all'annuncio dei discepoli, delle donne, di tutti quelli che lo hanno visto vivo con i segni della Passione. 
Che questa Pasqua sia per tutti luce che mai si spegne. 
Speriamo la pace che solo il Signore Risorto può regalare ai nostri cuori, accogliamo la Vita che sboccia nella nostra storia. 

Link di approfondimento alla liturgia del giorno:


Prima lettura di At 10,34a.37-43 

Commento del 31/03/2024


Salmo 118 (117),22-24 

Commento del 14/04/2023


Seconda lettura di Col 3,1-5.9-11 

Commento del 03/08/2025


Vangelo di Gv 20,1-9 

Commento del 20/04/2025


Commenti

  1. Non morirò.......
    Nonostanze tribolazioni,afflizioni,soprusi,....e tanto ...l'uomo non morirà!
    Si
    La Speranza è certezza OGGI .siamo tutti risorti con TE,ns.papà
    Grazie

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