Salmo del 12 maggio 2026
"2 Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
3 Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza".
Il Salmo 138 è un inno di ringraziamento e di fiducia. Ogni occasione è adatta per celebrare la bontà di Dio, la sua fedeltà perché è lui il protettore e il salvatore del suo popolo.
Il salmista sa che il Signore ascolta; tante volte ha toccato con mano la sua vicinanza e il suo provvedere quando la povertà è la precarietà sembrano essere le uniche prospettive dell'esistenza.
È una preghiera fatta con tutto il cuore che esprime grande fiducia nel Dio dei padri. Dalle sue altezze inarrivabili il Signore si china verso gli umili e li ascolta.
In mezzo alle difficoltà della vita è lui che soccorre, che libera dai nemici, che risonanza speranza.
"Rendo grazie al tuo nome per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome".
Il salmista indica due motivi di gratitudine: l'amore eterno e la fedeltà al suo Nome! Sono due doni vitali che vanno insieme, motivi di certezza, riccia a cui aggrapparsi.
E non è qualcosa di immaginario: le sue opere, in favore del suo popolo schiavo di volta in volta sotto opprimenti faraoni, l'hanno reso celebre tra i popoli vicini ad Israele.
Chi prega ringraziando non si rivolge ad un Dio indistinto e senza volto. Sa a chi rendere grazie per i doni ricevuti.
Continuamente attingiamo alla grazia, spesso senza rendercene conto; allora è salvifico rendere grazie perché accresce la consapevolezza di quanto amore siamo circondati e quanto porti gioia comunicarlo agli altri.
Ecco perché la preghiera dei Salmi spesso si fa ringraziamento, innalzando la lode a colui che dona tutto se stesso.
"Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza".
Il Signore risponde alle grida di aiuto dando nuova vita e nuova forza. Non è una risposta magica, che fa scomparire il problema come spesso vorremmo noi, ma una risposta concreta che rende capaci di vivere sino in fondo le croci della propria esistenza.
Portandole nel suo nome anche le croci diventano leggere.
La forza che il Signore dona ci rende capace di vivere la nostra esistenza fino in fondo, senza illusioni né fughe. Ed è proprio nella nostra vita reale che sperimentiamo la sua provvidenza e il suo sostegno.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di At 16,22-34
Commento del 27/05/2025
Salmo 138 (137),1-2
Commento del 29/09/2025
Vangelo di Gv 16,5-11
Commento del 07/05/2024
"Hai accresciuto in me la forza".
RispondiEliminaQuando viene da te Signore
è la forza dell'amore,
della compassione,
della mitezza.
Accresi in me la forza
che viene da te.
Dammi la forza che viene da te,
la forza che non mi fa perdere
la pace,
che mi rende più capace
di misericordia.
Nel giorno in cui ti ho invocato.....
RispondiEliminaMi hai risposto
Anche NON secondo la mia logica
Sei così,mi sei vicino sempre,ANCHE diversamente dalla mia logica.
Grazie