Salmo dell'11 maggio 2026

Cantate al Signore 
Sal 149,1-2

          "1 Alleluia.
Cantate al Signore un canto nuovo;
la sua lode nell'assemblea dei fedeli.

2 Gioisca Israele nel suo creatore,
esultino nel loro re i figli di Sion".

Una comunità in festa e felice di cantare insieme le lodi del Signore: è questo il senso del Salmo 149, che coinvolge chi lo legge e lo attira nella stessa gioia. 
La comunità dei credenti diventa un unico coro di benedizioni e preghiere di gratitudine, immagine illuminante del senso profondo della vita in persone animate dalla fede nel Dio vivente. Siamo creature piccole e limitate, spesso nella fatica della testimonianza e nelle vicende faticose di questo nostro mondo, eppure segnate dalla gioia profonda perché amate infinitamente dal Signore.
La vittoria viene dal Signore e dal suo essere sempre dalla parte dei deboli, degli emarginati. Grande è la consolazione che sostiene la speranza.

"Alleluia". Il grido di gioia è l'incipit del Salmo e significa "lodate Dio". Così la preghiera ci indica il tono con cui proseguirà. 
Lodare Dio in ogni circostanza della vita è indice di grande fiducia nel Signore: "State sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie" (1Tes 5,16-18).

"Cantate al Signore un canto nuovo;
la sua lode nell'assemblea dei fedeli".

Per la lode e con il canto di gratitudine è radunata l'assemblea di quanti conoscono la bontà del Padre. 
Radunati dal suo amore il canto si fa nuovo, certi della sua benevolenza benediciamo la sorgente di ogni vita e di ogni dono. 
È un invito rivolto a quanti credono e sperano nel Signore. 

"Gioisca Israele nel suo creatore,
esultino nel loro re i figli di Sion".

Gioia ed esultanza per il Signore e Salvatore si innalza dal popolo ma anche da tutto l'universo. Chi ha creato ogni cosa ha cura di tutto e salva continuamente le sue creature dalla morte. 
Il popolo è primizia e ha sperimentato più volte questa dedizione amorevole, ha imparato che non è mai solo e risponde con il canto festoso all'opera del Signore. 
Il cuore va educato e il canto di lode fa puntare lo sguardo sulla provvidente vicinanza di Dio.
Solo ringraziando si diventa capaci di superare le paure e di accompagnare i fratelli oltre i confini dell'ovvio e del risaputo, fino alla dimora nuova, quella per tutti, quella del Padre.

Link di approfondimento alla liturgia del giorno:

Prima lettura di At 16,11-15 
Commento del 26/05/2025

Salmo 149,2-3 
Commento del 28/09/2023

Vangelo di Gv 15, 26-16,4a 
Commento del 06/04/2024

Commenti

  1. Rendere grazie a Dio in ogni tempo e in ogni luogo è non permettere alla tristezza di rubare la gioia, è forza per affrontare ogni difficoltà, è fidarsi ed affidarsi al Padre che sa solo amare

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  2. Alleluia
    perché il SIGNORE gradisce il suo popolo e adorna di salvezza gli umili.
    Si
    La gioia permea anche chi mi viene in contatto.
    La speranza e la fiducia nel dopo
    Donami la TUA voglia di gridare che non è l'ultima parola !(su un fatto accaduto)
    La speranza non delude.
    Amen

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  3. "Alleluia".
    È grido di gioiosa lode.
    È grido che mette in fuga
    la tristezza.
    È canto che apre alla lode.
    Un vero mantra di luce.
    "Alleluia".

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