Salmo del 13 maggio 2026

Egli è la lode per tutti

Sal 148,13-14


"13 Lodino il nome del Signore,

perché solo il suo nome è sublime:

la sua maestà sovrasta la terra e i cieli.


14 Ha accresciuto la potenza del suo popolo.

Egli è la lode per tutti i suoi fedeli,

per i figli d'Israele, popolo a lui vicino".


I Salmi ci accompagnano spesso nella lode, insegnandoci la bellezza del pregare con fiducia filiale; ogni cosa diventa occasione per rendere grazie al Signore, perché ha fatto meraviglie nell'intera storia dell'universo.
Il Salmo 148 è un inno di lode che sgorga dal cuore della bellezza della creazione. Tutte le creature, animate e non, lodano il loro creatore ognuna a modo loro. 
Cielo e terra sono uniti nel celebrare il Nome santo del Signore. 
È infatti questo lo spirito di preghiera e gratitudine che attraversa tutta quanta la Scrittura, dalla prima all'ultima pagina, e chi ci ha preceduto ce lo ha insegnato per arrivare al bene. 

"Lodino il nome del Signore,
perché solo il suo nome è sublime".
Non c'è Nome, cioè autorità, potere, forza, al di sopra del Dio creatore e Signore di tutte le cose. Nel suo Nome ogni cosa inizia, tutto ha in lui la sorgente e tutto trova in lui il proprio compimento. 
Il Signore è il solo buono con tutti, per questo è l'unico Dio che ha cura delle creature, come ripete incessantemente la fede biblica.

"La sua maestà sovrasta la terra e i cieli".
La sua azione, il suo influsso non conosce confini. La terra e i cieli sono pieni della sua presenza, della sua gloria, del suo amore. Quando gli occhi si aprono e scoprono la grandiosità del creato non possono far altro che innamorarsi di colui che l'ha fatto.
La presenza del Signore, come un manto, come un arcobaleno di pace, abbraccia, tiene in sé gli spazi e le dimore umane, rendendo ogni cosa luminosa.

"Ha accresciuto la potenza del suo popolo".
La sua potenza non è privilegio esclusivo: l'ha condivisa con chi ama, la dona a poveri ed inermi.
Un popolo schiavo, senza patria, senza eredità, senza terra, viene generato come un figlio alla libertà; per questo l'Israele biblico si vanta del suo Dio. È consapevole dei tanti benefici ricevuti e fa memoria delle opere che lo hanno fatto crescere come popolo partendo dalla mancanza di dignità e identità che opprimeva gli schiavi. 
Il Signore si è fatto vicino, compagno del cammino nel deserto, nella deportazione, nell'esilio, nelle distruzioni che hanno attraversato continuamente la Palestina.
Un popolo piccolo tra grandi potenze è emerso come prediletto del Signore. Questa la sua dignità più vera, quello che dovrebbe recuperare per affermarsi con dignità e verità tra le nazioni.

"Egli è la lode per tutti i suoi fedeli,
per i figli d'Israele, popolo a lui vicino".
Non solo la creazione è motivo di lode, ma anche la storia del popolo di Dio. Il Creatore e Signore è il Dio del suo popolo e il popolo gli appartiene in modo speciale. Questo legame è celebrato e cantato nel nostro Salmo. 
Ogni fedele è chiamato alla lode instancabile. Ogni figlio vive nella gratitudine per la grande bontà del suo Signore.

Link di approfondimento alla liturgia del giorno:


Prima lettura di At 17,15.22-18,1

Commento del 17/05/2023


Salmo 148,11-13

Commento del 08/05/2024


Vangelo di Gv 16,12-15

Commento del 28/05/2026


Commenti

  1. Ha accresciuto la potenza del suo popolo.
    Grazie Signore per questo dono incommensurabile
    Fammelo ingoiare
    Gustare
    Amen

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  2. "Solo il suo nome è sublime".
    Il suo nome è
    Creatore
    Signore
    Salvatore
    Padre.
    "Solo il suo nome è sublime".

    RispondiElimina

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