Prima lettura del 10 febbraio 2026
"In quei giorni, Salomone si pose davanti all’altare del Signore, di fronte a tutta l’assemblea d’Israele e, stese le mani verso il cielo, disse:
«Signore, Dio d’Israele, non c’è un Dio come te, né lassù nei cieli né quaggiù sulla terra! Tu mantieni l’alleanza e la fedeltà verso i tuoi servi che camminano davanti a te con tutto il loro cuore.
Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra? Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non possono contenerti, tanto meno questa casa che io ho costruito!
Volgiti alla preghiera del tuo servo e alla sua supplica, Signore, mio Dio, per ascoltare il grido e la preghiera che il tuo servo oggi innalza davanti a te! Siano aperti i tuoi occhi notte e giorno verso questa casa, verso il luogo di cui hai detto: “Lì porrò il mio nome!”. Ascolta la preghiera che il tuo servo innalza in questo luogo.
Ascolta la supplica del tuo servo e del tuo popolo Israele, quando pregheranno in questo luogo. Ascoltali nel luogo della tua dimora, in cielo; ascolta e perdona!»"
Meditiamo insieme proprio una preghiera del grande re, figlio di Davide, investito della predilezione del Signore per il bene del popolo. Con le mani e il cuore elevati verso il cielo unisce sé stesso e tutto Israele al Padre, in un rito intimo ed intenso di supplica e lode.
Salomone ha ricevuto in dono da Dio un cuore che ascolta ed è certo che a sua volta sia ascoltato. È una relazione vera che si esprime in un dialogo; l'ascolto da entrambe le parti ci dice quanto l'amore del Signore scenda sui suoi figli per incontrarli e salvarli.
"In quei giorni, Salomone si pose davanti all’altare del Signore, di fronte a tutta l’assemblea d’Israele e stese le mani verso il cielo".
"Signore, Dio d’Israele, non c’è un Dio come te, né lassù nei cieli né quaggiù sulla terra!"
"Tutti gli dèi delle nazioni sono un nulla,
ma il Signore ha fatto i cieli (Sal 96,5).
La riflessione teologica sul lungo cammino dell'Esodo è approdata, durante l'esilio babilonese, ad una verità fondamentale: chi ha liberato il popolo dalla schiavitù è lo stesso unico Signore che ha creato cielo e terra.
"Tu mantieni l’alleanza e la fedeltà".
Affermazione fondamentale che attraversa tutta la Scrittura! Possiamo affidarci perché lui è il Fedele, attingiamo alla salvezza perché l'alleanza è fatta sul suo nome e non sul nostro!
Questa è l'esperienza del padre Abramo che avrebbe voluto stringere un patto alla pari con Dio, ma si ritrova un'alleanza fondata solo sulla fedeltà divina (cfr. Gn 15,7-17).
Salomone invoca ancora una volta quell'alleanza e quella fedeltà che da sempre è rivolta verso i suoi figli.
E' un grande insegnamento della Scrittura per la nostra vita. Non siamo costanti, né coerenti come vorremmo, infedeli e ottusi nelle scelte fondamentali con i fratelli.
Ma la fedeltà, che il Signore ci dimostra sempre, ci fa sereni sulla direzione presa dal nostro cuore, fiduciosi nell'invocare la sua presenza e il suo sostegno, quello che non verrà mai a mancare per tutti noi.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di 1Re 8,22-23. 27-30
Commento del 11/02/2020
Salmo 84 (83),4-5
Commento del 06/02/2024
Vangelo di Mc 7, 1-13
Commento del 11/02/2025

"Stese le mani verso il cielo".
RispondiEliminaSono il segno di un cuore orientato verso il cielo, verso il cuore paterno e materno di Dio.
Le mani e il cuore ora esprimono
la fiducia e la gioia
della preghiera.
Le mani stanche di fatica,
ora si elevano per lo Spirito.
Il cuore carico di tanti pensieri, diventa leggero nella fiducia.
Ascolta la preghiera che il tuo servo innalza in questo luogo.
RispondiEliminaSempre
sempre
Ascolti il grido di tutti,siamo TUOI ...figli
Non ci deluderai....mai!
Grazie
Il mio cuore è sereno solo quando prega e spera in TE
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