Prima lettura di domenica 10 maggio 2026

Pregarono per loro
At 8,5-8.14-17

"In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo. E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo parlare e vedendo i segni che egli compiva. Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti paralitici e storpi furono guariti. E vi fu grande gioia in quella città.
Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samarìa aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni. Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo".

Filippo, uno dei sette diaconi scelti dagli apostoli, con la sua predicazione diffonde la Buona Notizia di Cristo risorto tra i samaritani. 
Tra giudei e samaritani esisteva un abisso scavato da reciproche scomuniche e Gesù per primo aveva superato la rigida separazione annunciando il Vangelo del Regno alla donna samaritana e ai suoi compaesani, come racconta il Vangelo di Giovanni al quarto capitolo o prendendosi cura e guarendo lebbrosi come ci dice Luca (cfr. Lc 17,11-19). 
Con l'evangelizzazione anche agli eretici e ai pagani è annunciato il Vangelo ed effuso il dono dello Spirito Santo. È la comunione del Dio Amore che rompe naturalmente le barriere, che supera gli steccati creati dalla follia umana ammantata di religiosità e che si spende nella ricerca fanatica di purità. 
Mediante la preghiera e l'imposizione delle mani il dono che Gesù ci ha lasciato, morendo e risorgendo, si diffonde senza limitazioni a tutti.

"Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samarìa aveva accolto la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni".
La comunità di Gerusalemme, la "chiesa madre", segue l'espandersi del Vangelo oltre i confini della Giudea. Come per i pagani, anche i samaritani abbracciano la fede e Pietro e Giovanni vengono inviati a verificare. 
La prima comunità dei discepoli di Gesù ha dovuto imparare a superare paletti di predilezione, ostacoli che la vecchia mentalità religiosa aveva creato e alimentato. Tutto è nuovo, la fede acquista un sapore veramente universale e non esclusivo, aperto alla diversità che diventa ricchezza condivisa.

"Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora disceso sopra nessuno di loro".
Vangelo e dono dello Spirito vanno di pari passo. I samaritani hanno ricevuto e creduto al Vangelo e ora sono pronti ad accogliere il Dono di Dio per eccellenza. È quello che gli apostoli Pietro e Giovanni sono venuti a portare, lieti  che altri fratelli e si aggiungano alla chiesa. Per questo pregano, invocano il Signore che scenda e li riempi del suo amore. Pregare è prendersi carico della vita dei nuovi fratelli, accoglierli e affidarli alle mani amorevoli del Padre.

"Ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù". 
Il battesimo nel nome di Gesù unisce alla sua morte e risurrezione. È un segno sacramentale, lega in modo evidente la nostra esistenza alla vita di Gesù Cristo, la nostra sorte alla sua. 
Mediante il battesimo si passa dal vivere insalvabilmente alla consapevolezza che la vita ci viene donata in pienezza dal Cristo risorto, vittorioso sulla morte. 
È la Pasqua di Gesù che diventa la nostra Pasqua. 
L'imposizione delle mani trasmette quello che a loro volta gli apostoli hanno ricevuto: il dono dello Spirito è così prezioso che va condiviso con più fratelli possibile. Così l'opera iniziata con l'annuncio del Vangelo da parte di Gesù raggiunge i luoghi che si pensava fossero impossibili da salvare e accogliere. 

Link di approfondimento alla liturgia del giorno:


Prima lettura di At 8,1-8 

Commento del 07/05/2025


Salmo 66 (65),5-6  

Commento del 22/04/2026


Seconda lettura di 1Pt 3,15-18 

Commento del 17/05/2020


Vangelo di Gv 14,15-21 

Commento del 14/05/2023


Commenti

  1. "Ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù".
    Nel nome di Gesù vivere,
    nel nome di Gesù morire,
    nel nome di Gesù vivere.
    Immersi nel suo nome
    e nella sua vita,
    per sempre.
    È vita vera.
    È libertà.
    È salvezza.

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  2. E vi fu grande gioia in quella città.
    Si
    Mette entusiasmo,libera da blocchi mentali atavici
    fa volare l'incontro con la PAROLA

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