Prima lettura del 15 luglio 2026

 Come fango di strada
Is 10,5-7.13-16

"Così dice il Signore: Oh! Assiria, verga del mio furore, bastone del mio sdegno! Contro una nazione empia io la mando e la dirigo contro un popolo con cui sono in collera, perché lo saccheggi, lo depredi e lo calpesti come fango di strada. Essa però non pensa così e così non giudica il suo cuore, ma vuole distruggere e annientare non poche nazioni. Poiché ha detto: «Con la forza della mia mano ho agito e con la mia sapienza, perché sono intelligente; ho rimosso i confini dei popoli e ho saccheggiato i loro tesori, ho abbattuto come un eroe coloro che sedevano sul trono. La mia mano ha scovato, come in un nido, la ricchezza dei popoli. Come si raccolgono le uova abbandonate, così ho raccolto tutta la terra. Non vi fu battito d'ala, e neppure becco aperto o pigolìo». Può forse vantarsi la scure contro chi se ne serve per tagliare o la sega insuperbirsi contro chi la maneggia? Come se un bastone volesse brandire chi lo impugna e una verga sollevare ciò che non è di legno! Perciò il Signore, Dio degli eserciti, manderà una peste contro le sue più valide milizie; sotto ciò che è sua gloria arderà un incendio come incendio di fuoco".

Il profeta Isaia esalta il Dio dei padri come il Signore della storia in assoluto! Tutto è nelle sue mani e l'ardire di nazioni che si ergono come dominatrici dei popoli finisce in rovina.
È il caso dell'Egitto con la divinità del faraone in Esodo, di Babilonia con la deportazione ad opera di Nabucodonosor.
Qui vediamo l'Assiria, super potenza all'epoca di Isaia, circa 700 a. C. che spadroneggia in tutto il medio Oriente.

"Così dice il Signore:
Oh! Assiria, verga del mio furore,
bastone del mio sdegno!".

L'Assiria non è la superpotenza di cui tutti hanno timore. Per il profeta è usata da Dio per punire la Siria, Israele e Giuda (cfr. Is 10,1-10).
Anche i nemici del popolo hanno un tempo in cui il potere sembra impossibile da fermare, eppure il loro tempo è limitato. Come detto chiaramente in Daniele 7,25 e nell'Apocalisse: i tempi del male rimangono mozzati quando sembrano arrivate al tre, alla pienezza (cfr. Ap 12,14).

"Contro una nazione empia io la mando
e la dirigo contro un popolo con cui sono in collera".

È un flagello l'Assiria per i popoli vicini, ma sempre verga nelle mani divine, agisce affinché il Signore corregga chi ama.
Ciò non toglie che anche l'Assiria, mossa da sete di conquista cadrà inesorabilmente e anche questo è per la Scrittura, segno della superiorità di Dio su ogni idolo umano, comprese le superpotenze e i super dittatori.porterà poi al suo stesso giudizio.
l’Assiria era come un bastone nella Sua mano, usato per correggere.
La verga era, in aggiunta al bastone, il mezzo con cui il pastore guidava e correggeva il percorso delle pecore affinché non si perdessero lontano da lui.
Ogni fedele può affermare: "il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza" (Sal 23,4). Non strumenti di punizione o sottomissione, ma uso di tutti i mezzi che ci impediscono di perderci.

"Perché lo saccheggi, lo depredi
e lo calpesti come fango di strada". 

Israele ha pensato con le sue forze di poter contrastare e battere l'Assiria. Questo è stato l'inizio di un decadimento inesorabile che ha trascinato alla fine del regno del Nord prima e di Giuda poi.
Le vicende storiche che colpiscono Israele sono lette dai sapienti come richiamo alla verità e alla conversione del cuore.
Tutta la nostra vita, nel bene e nel male, è nelle mani del Padre: "sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore" (Rm 14,8).
Siamo suoi e ciò ci consola davanti a superpotenze attuali che sembrano invincibili. 
Il Signore realizzi il suo progetto, fermi gli intenti mortali, butti nel fango cannoni e bombe e sorga presto la salvezza per tutti i popoli della terra.

Link di approfondimento alla liturgia del giorno:

Prima lettura di Is 10,5-7.13-16 
Commento del 13/07/2022

Salmo 94 (93),5-7 
Commento del 17/07/2024

Vangelo di Mt 11,25-30
Commento del 29/04/2020

Commenti

  1. "Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore".
    È la logica del "Padre nostro",
    a cui chiediamo ogni cosa,
    a cui affidiamo ogni cosa.
    Niente nella vita è senza di lui.
    Mai nella morte si è senza di lui.
    Gli apparteniamo.
    Lui è il nostro Dio.
    Noi siamo suoi.
    Per sempre.

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  2. "ciò che è sua gloria arderà un incendio
    come incendio di fuoco".
    Brucia ogni nemico, Signore, il tuo Amore avvolge, purifica, guida, attira.

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  3. Ho raccolto tutta la terra.
    Grazie Signore per questa Tua azione di misericordia e compassione.
    Oggi sono assieme a Te.
    Grazie

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