Prima lettura dell'8 luglio 2026

Demolirà i loro altari 
Os 10,1-3.7-8.12

"Vite rigogliosa era Israele,
che dava sempre il suo frutto;
ma più abbondante era il suo frutto,
più moltiplicava gli altari;
più ricca era la terra,
più belle faceva le sue stele.
Il loro cuore è falso;
orbene, sconteranno la pena!
Egli stesso demolirà i loro altari,
distruggerà le loro stele.
Allora diranno: «Non abbiamo più re,
perché non rispettiamo il Signore.
Ma anche il re, che cosa potrebbe fare per noi?».
Perirà Samarìa con il suo re,
come un fuscello sull’acqua.
Le alture dell’iniquità, peccato d’Israele,
saranno distrutte,
spine e cardi cresceranno sui loro altari;
diranno ai monti: «Copriteci»
e ai colli: «Cadete su di noi».
Seminate per voi secondo giustizia
e mieterete secondo bontà;
dissodatevi un campo nuovo,
perché è tempo di cercare il Signore,
finché egli venga
e diffonda su di voi la giustizia".

"È tempo di cercare il Signore" proclama Osea ad un popolo disorientato dall'idolatria e ripiegato sul proprio benessere. 
È tempo di fare un cammino nuovo lontano dalle vie già battute che non portano da nessuna parte, una ricerca intima, profonda affinché riemerga la propria identità comunitaria di popolo e personale di ogni fedele. 
L'adorazione di divinità pagane porta solo morte e distruzione. Con fatica e tribolazione i cuori  vanno orientati come in una bussola al polo attrattivo che risintonizza il proprio essere. I momenti difficili della vita diventano così "Kairos" occasioni giuste, opportune e provvidenziali per rinascere. 
Nella prova ci scopriamo bisognosi di sostegno e conforto e gli idoli muti si mostrano per quelli che sono: inefficaci e inutili. Solo il Dio vivente ha compassione di noi e ci risolleva.

"Il loro cuore è falso;
orbene, sconteranno la pena!"
Un cuore che si illude è più pericoloso di un cuore di pietra.
L'illusione porta a speranze fasulle, alla follia che fa credere alle nostre forze come risolutive. Non è vero che tutto prima o poi si aggiusta magicamente, dimenticando le proprie responsabilità. La falsità porta un frutto di nuove sofferenze. 
L'illusione ha in sé la sua stessa pena. 

"Egli stesso demolirà i loro altari,
distruggerà le loro stele".
Il Dio vivo, il Dio vero, distrugge personalmente ogni segno di idolatria e fa crollare gli idoli fabbricati dalle mani e dalla paura degli uomini.
Non permette che il suo popolo viva nell'inganno, non permette che la falsità lo strappi dalle sue mani. Per questo è detto un "Dio geloso" (Es 34,14). Egli ci ama, lotta e vince i nemici della nostra vita.

"Allora diranno: «Non abbiamo più re,
perché non rispettiamo il Signore".
Toccare il fondo per poi risalire è una grazia! Gli occhi ottenebrati sono guariti dalla cataratta del peccato, si aprono di nuovo sulla realtà vedendola com'è veramente allo sguardo del Padre. Il cuore sa a chi affidarsi veramente per avere vita.
È il momento in cui si riconosce dove tutto si è perso per una nebbia fitta che ci ha avvolti. Riconoscere che senza il Signore non c'è vero bene è un inizio prezioso per riprendere il cammino.

"Ma anche il re, che cosa potrebbe fare per noi?"
Delusione e amarezza seguono sempre l'illusione e l'inganno.
Rimasto senza re per la sua infedeltà, il popolo cade nella sfiducia. Si era illuso di avere una guida illuminata e adesso si sente orfano. È un circolo vizioso dal quale non se ne esce da soli. 
Spesso siamo superficiali con le cose più importanti della nostra vita, ma la perdita di fiducia è il danno più terribile dell'essersi affidati a chi non ha cura di noi. 
Solo il Signore "può fare", può riportare il nostro cuore alla serenità che sembra perduta per sempre. Egli è Re che non schiavizza, che condivide la sua regalità con ognuno di noi e ci attira alla sua dimora.

Link di approfondimento alla liturgia del giorno:

Prima lettura di Os 10,1-3.7-8.12 
Commento del 08/07/2020

Salmo 105 (104),4-5 
Commento del 10/07/2024

Vangelo di Mt 10,1-7 
Commento del 09/07/2025

Commenti

  1. Non abbiamo più re,
    perché non rispettiamo il Signore.
    Ma anche il re, che cosa potrebbe fare per noi?
    Ad un senso di analisi più o meno accurata ,segue una sorta di dichiarazione di pressapochismo....
    Esserci o non esserci ,cambia poco?
    E' possibile?
    Signore donami la consapevolezza ferma stabile che senza TE non sono nulla!
    Amen

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  2. "È tempo di cercare il Signore".
    Oggi ti cerco Signore, perché so che sei qui da sempre, per lasciarti trovare

    RispondiElimina
  3. "È tempo di cercare il Signore".
    È l'eternità che entra
    nel mio tempo.
    È tempo di desiderio.
    È tempo di speranza.
    È tempo di silenzio.

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