Prima lettura del 6 luglio 2026
Marito mio
Os 2,16.17b-18.21-22
"Così dice il Signore:
«Ecco, io la sedurrò,
la condurrò nel deserto
e parlerò al suo cuore.
Là mi risponderà
come nei giorni della sua giovinezza,
come quando uscì dal paese d'Egitto.
E avverrà, in quel giorno
- oracolo del Signore -
mi chiamerai: "Marito mio",
e non mi chiamerai più: "Baal, mio padrone".
Ti farò mia sposa per sempre,
ti farò mia sposa
nella giustizia e nel diritto,
nell'amore e nella benevolenza,
ti farò mia sposa nella fedeltà
e tu conoscerai il Signore»".
«Ecco, io la sedurrò,
la condurrò nel deserto
e parlerò al suo cuore.
Là mi risponderà
come nei giorni della sua giovinezza,
come quando uscì dal paese d'Egitto.
E avverrà, in quel giorno
- oracolo del Signore -
mi chiamerai: "Marito mio",
e non mi chiamerai più: "Baal, mio padrone".
Ti farò mia sposa per sempre,
ti farò mia sposa
nella giustizia e nel diritto,
nell'amore e nella benevolenza,
ti farò mia sposa nella fedeltà
e tu conoscerai il Signore»".
L'amore nonostante tutto, l'amore che va oltre ogni delusione: questo proclama con fede il profeta Osea, parlando dell'amore fedele di Dio per noi, usando immagini di tradimento eppure di perdono totale.
Il Signore è fedele per sempre e innamorato oltre misura! Le nostre infedeltà non lo fanno desistere, egli riparte sempre d'accapo, il fidanzamento tra lui e noi è rinsaldato continuamente.
Ci stupisce ogni volta Osea con la schiettezza delle sue parole che non si possono fraintendere: il Signore non smette di sedurre e corteggiare, il suo amore vince sempre! Come ci ricorda l'apostolo Paolo, niente e nessuno potrà mai fermarlo (cfr. Rm 8,35-39).
Osea, da profeta, crede all'amore di Dio incarnato nella crudezza delle nostre vicende, flagellato dal nostro peccato, ma tenace e inarrestabile. Il tempo del deserto, tempo in cui il popolo di schiavi liberati conosce e viene sedotto dal Signore, rimane il tempo della speranza a cui ispirarsi quando la crisi e il tradimento pesano come macigni sul nostro cuore.
Il Signore è fedele per sempre e innamorato oltre misura! Le nostre infedeltà non lo fanno desistere, egli riparte sempre d'accapo, il fidanzamento tra lui e noi è rinsaldato continuamente.
Ci stupisce ogni volta Osea con la schiettezza delle sue parole che non si possono fraintendere: il Signore non smette di sedurre e corteggiare, il suo amore vince sempre! Come ci ricorda l'apostolo Paolo, niente e nessuno potrà mai fermarlo (cfr. Rm 8,35-39).
Osea, da profeta, crede all'amore di Dio incarnato nella crudezza delle nostre vicende, flagellato dal nostro peccato, ma tenace e inarrestabile. Il tempo del deserto, tempo in cui il popolo di schiavi liberati conosce e viene sedotto dal Signore, rimane il tempo della speranza a cui ispirarsi quando la crisi e il tradimento pesano come macigni sul nostro cuore.
"Là mi risponderà".
Un amato non cerca altro che il suo amore venga ricambiato, che l'amata risuoni con la stessa onda di trasporto e tenerezza.
Il Signore è il primo a manifestare amore e la nostra vita è chiamata a lasciarsi prendere, a rispondere ad un richiamo che fa muovere in noi corde che nessun altro sa fare vibrare.
Un amato non cerca altro che il suo amore venga ricambiato, che l'amata risuoni con la stessa onda di trasporto e tenerezza.
Il Signore è il primo a manifestare amore e la nostra vita è chiamata a lasciarsi prendere, a rispondere ad un richiamo che fa muovere in noi corde che nessun altro sa fare vibrare.
"Come nei giorni della sua giovinezza,
come quando uscì dal paese d'Egitto".
È successo una volta, nel tempo dell'esodo per scappare dall'oppressione faraonica. E davanti all'infedeltà che sembra aver fatto scemare del tutto il sentimento di trasporto verso il Liberatore, è lui stesso a ricondurre idealmente il popolo nel deserto e a ricominciare a corteggiarlo, a riaccendere note di intimità affinché la relazione esclusiva riparta con lo stesso trasporto.
"Ti farò mia sposa per sempre" ripete il profeta, prestando la sua voce al Dio Amore. La riconciliazione continua, la cura amorevole incassante, impedisce che il legame si spezzi in modo irreparabile.
come quando uscì dal paese d'Egitto".
È successo una volta, nel tempo dell'esodo per scappare dall'oppressione faraonica. E davanti all'infedeltà che sembra aver fatto scemare del tutto il sentimento di trasporto verso il Liberatore, è lui stesso a ricondurre idealmente il popolo nel deserto e a ricominciare a corteggiarlo, a riaccendere note di intimità affinché la relazione esclusiva riparta con lo stesso trasporto.
"Ti farò mia sposa per sempre" ripete il profeta, prestando la sua voce al Dio Amore. La riconciliazione continua, la cura amorevole incassante, impedisce che il legame si spezzi in modo irreparabile.
"E avverrà, in quel giorno
- oracolo del Signore -
mi chiamerai: "Marito mio",
e non mi chiamerai più: "Baal, mio padrone".
- oracolo del Signore -
mi chiamerai: "Marito mio",
e non mi chiamerai più: "Baal, mio padrone".
Il popolo di Dio cade più volte nell'idolatria, adorando divinità straniere, feticci a cui si attribuiscono poteri salvifici.
Il fenicio Baal, nome che significa appunto signore, era stato il segno della deriva idolatrica introdotta da Gezabele e dal re Acab (cfr. 1 Re 16,31-32).
Uno è il Signore, Uno è il salvatore e pastore del suo popolo, e l'idolatria - prostituzione - viene superata solo dall'amore fedele del Signore. Lui, Unico sposo, appartiene al suo popolo. Questo è il fondamento roccioso di tutta la storia biblica e dell'esperienza dell'Alleanza.
Con Osea ognuno di noi può esultare sentendo per sé quest'appartenenza esclusiva, chiamando il Signore Amato mio e "Marito mio".
Uno è il Signore, Uno è il salvatore e pastore del suo popolo, e l'idolatria - prostituzione - viene superata solo dall'amore fedele del Signore. Lui, Unico sposo, appartiene al suo popolo. Questo è il fondamento roccioso di tutta la storia biblica e dell'esperienza dell'Alleanza.
Con Osea ognuno di noi può esultare sentendo per sé quest'appartenenza esclusiva, chiamando il Signore Amato mio e "Marito mio".
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di Os 2,16.17b-18.21-22
Commento del 08/07/2024
Salmo 145 (144),4-5
Commento del 08/11/2025
Vangelo di Mt 9,18-26
Commento del 04/07/2022

"La condurrò nel deserto".
RispondiEliminaNel silenzio, nella solitudine Tu, Signore della Vita parli. Sei Amore infinito, innamorato di ogni creatura, ci conduci a Te. Portami nel deserto, Signore, parla al mio cuore, riempilo di gioia infinita
tu conoscerai il. SIGNORE!
RispondiEliminaSI
In attesa di essere uno dei tuoi
"seguaci"
Quelli permeati di TE!
AMEN
"Ti farò mia sposa per sempre".
RispondiEliminaÈ la grande promessa.
È la Buona Notizia.
È il fondamento di ogni speranza.
È la sorgente di ogni gioia.
Per sempre: è il desiderio più grande.