Prima lettura dell'1 luglio 2026

Non gradisco le vostre offerte 
Am 5,14-15.21-24

"Cercate il bene e non il male,
se volete vivere,
e solo così il Signore, Dio degli eserciti,
sarà con voi, come voi dite.
Odiate il male e amate il bene
e ristabilite nei tribunali il diritto;
forse il Signore, Dio degli eserciti,
avrà pietà del resto di Giuseppe.
«Io detesto, respingo le vostre feste solenni
e non gradisco le vostre riunioni sacre;
anche se voi mi offrite olocausti,
io non gradisco le vostre offerte,
e le vittime grasse come pacificazione
io non le guardo.
Lontano da me il frastuono dei vostri canti:
il suono delle vostre arpe non posso sentirlo!
Piuttosto come le acque scorra il diritto
e la giustizia come un torrente perenne»".

La speranza muove il cuore alla conversione. Il messaggio del profeta Amos è molto coinvolgente, perché senza la ricerca del bene non si può vivere, e questo richiede fiducia, mettere in discussione schemi antichi, abbandonare riti che non stanno in piedi. Allontanarsi dal male, fare il bene, meglio ancora essere buoni, sembra non andare più di moda, ma è un obiettivo che mai va perso di vista.
Davanti ad un popolo sfiduciato e stanco la voce del profeta è una medicina per il cuore e per la mente di chiunque ascolti. Si può vivere una religiosità disumana, senza attenzione per la carità e il servizio verso chi è nella difficoltà, ma si finisce per essere nemici l'uno dell'altro. Amos sottolinea la necessità per tutti di unire fede e vita. 

"Io detesto, respingo le vostre feste solenni
e non gradisco le vostre riunioni sacre"
Dalla corruzione dei giudici e dei potenti, Amos passa alla critica amareggiata di una religione fatta di riti e celebrazioni esteriori, a cui non corrispondono uguale intensità di attenzione e amore per i fratelli. 
Il profeta non ha mezzi termini: il Signore non gode di queste cose, non le ricerca e le condanna! 
E' la stessa denuncia di Isaia che apre il suo libro proprio con la descrizione di ciò che non è culto, perché non è gradito a Dio e, con le stesse parole sapienti di Amos, afferma: 
"Cessate di fare il male,
imparate a fare il bene,
cercate la giustizia" (Is 1,16-17).
Tanti soldi, tanta fatica per organizzare una festa solenne e ingraziarsi Dio e poi scoprire per bocca di un profeta che Dio detesta tutto questo!

"Anche se voi mi offrite olocausti,
io non gradisco le vostre offerte".
Gesù si pone sulla stessa onda dei profeti. Con tutta l'incisività possibile dirà: "Misericordia io voglio e non sacrifici" (Mt 9,13). A che servono i sacrifici rituali se poi la vita va in tutt'altra direzione? Una liturgia che non feconda la vita ha un senso? La risposta di Dio attraverso il profeta non lascia dubbi. E' una forte provocazione dire che gli olocausti al tempio Dio non li gradisce! la gran parte dei riti era proprio incentrata su questo, c'era anche un grande commercio che stava dietro all'immolazione degli animali. E dopo tutto scoprire che Dio non guarda e non gradisce, è un colpo durissimo alla religiosità che proponeva questo come mezzo per espiare i peccati!

"E le vittime grasse come pacificazione

io non le guardo". 

Le "vittime grasse" erano scelte tra gli armenti e le greggi per essere destinate al sacrificio rituale. Erano cresciute con i migliori pasture e crescevano opulenti e quindi più degne di essere immolate. Erano proprio i sacerdoti a dettare le regole degli animali migliori; il loro grasso veniva bruciato sull'altare e si innalzava un fumo più denso e, secondo loro, gradito alla divinità.

Ma Amos dice il contrario: è un sacrificio inutile e non gradito al Signore!

Inoltre la convinzione che fare pace è quietare l'ira di Dio, porta l'attenzione su un piano diverso dall'essenziale.

Il Signore della Scrittura è così diverso dagli dei greci, non è certo un guerriero che pretende vittime o un re sanguinario che va placato con regali sempre più importanti!

È la pacificazione il suo desiderio, che è molto di più dell'assenza di guerra che noi intendiamo per pace.

Il Signore ripudia il sacrificio e non solo quello degli animali, ma specialmente quello di vite umane innocenti! Volta lo sguardo da un'altra parte in segno di disapprovazione e svela la direzione giusta per i fedeli. 

La giustizia che sia diritto per i più poveri, la pace come costruzione di possibilità di crescita nel bene, nella cultura e nel rispetto reciproco, la fede come rapporto col Signore che educa a ricacciare il male perché contrario alla nostra vocazione: questo è il percorso indicato dai profeti, da Gesù e dalla chiesa che cammina ascoltando la Buona Notizia.


Link di approfondimento alla liturgia del giorno:


Prima lettura di Am 5,14-15.21-24

Commento del 01/07/2020


Salmo 50 (49),7-10

Commento del 04/03/2025


Vangelo di Mt 8,28-34

Commento del 30/06/2021


Commenti

  1. "Misericordia io voglio e non sacrifici".
    È memoria evangelica
    custodire nel cuore questa parola.
    Il mio Dio è ricco di misericordia
    e sorgente di amore.
    Non vuole sacrifici.
    Vuole il cuore non le cose.
    Vuole il cuore e niente altro.
    Il mio Dio è Misericordia
    e vuole misericordia.

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