Prima lettura del 7 luglio 2026

Ho scritto numerose leggi 
Os 8,4-7.11-13

"Così dice il Signore:
«Hanno creato dei re
che io non ho designati;
hanno scelto capi
a mia insaputa.
Con il loro argento e il loro oro
si sono fatti idoli,
ma per loro rovina.
Ripudio il tuo vitello, o Samarìa!
La mia ira divampa contro di loro;
fino a quando non si potranno purificare?
Viene da Israele il vitello di Samarìa,
è opera di artigiano, non è un dio:
sarà ridotto in frantumi.
E poiché hanno seminato vento,
raccoglieranno tempesta.
Il loro grano sarà senza spiga,
se germoglia non darà farina
e, se ne produce, la divoreranno gli stranieri.
Èfraim ha moltiplicato gli altari,
ma gli altari sono diventati per lui
un’occasione di peccato.
Ho scritto numerose leggi per lui,
ma esse sono considerate come qualcosa di estraneo.
Offrono sacrifici
e ne mangiano le carni,
ma il Signore non li gradisce;
ora ricorda la loro iniquità,
chiede conto dei loro peccati:
dovranno tornare in Egitto»". 

La fede orienta la vita: così dovrebbe essere! Eppure sappiamo bene che tante altre attrazioni deturpano il nostro volto e la nostra esistenza!
Il profeta Osea denuncia la scelta dei re, che in principio erano unti dai profeti su volere del Signore, come nella storia di Davide, con criteri deleteri che avevano portato a svendersi ad idoli fasulli. 
È il rischio che corre ogni credente, quello di ragionare a partire dai propri interessi, amplificati dalle tante paure che oscurano lo sguardo sul futuro. Il popolo di Dio ha designato re senza tenere conto delle scelte divine, si è plasmato idoli con le proprie mani, ha dimenticato che la sua prosperità dipendeva dalla relazione feconda e fondante con il Dio dei padri.

"Èfraim ha moltiplicato gli altari".

La tentazione di fare anziché accogliere è la smania che cova dentro la nostra esperienza di fede.
Le "cose" di Dio non si fabbricano né si conquistano, si ricevono come suo dono e si benedicono con la lode. Senza questo passaggio l'idolatria è un rischio sempre più reale proprio nei più devoti "lavoratori" delle nostre parrocchie.

"Ma gli altari sono diventati per lui
un’occasione di peccato".
Costruire per gli idoli, creare gesti e modi di devozione fini a sé stessi, porta ad una deriva spirituale che il profeta identifica con il peccato. 
Il versetto denuncia un inganno, un'illusione. Da sacrifici per ingraziarsi divinità create ad hoc per le proprie esigenze, si finisce per sfociare in un'idolatria funzionale che in effetti si rivela, a lungo andare, una drammatica illusione, deriva morale e spirituale. 

"Ho scritto numerose leggi per lui,
ma esse sono considerate come qualcosa di estraneo".
È il risvolto dell' illusione che scambia il falso con il vero, la Parola di Dio con promesse senza fondamento, come se fosse un impedimento alla nostra felicità o inutili alla nostra vita.
Bellissima la sottolineatura del Signore che parla di sé in prima persona come uno scrittore di indicazioni preziose che promuovono la vita, la regolano, la portano al massimo compimento di benedizione.
Le leggi del Signore non sono un trattato di diritto penale o civile, sono lontanissime da quelle che ci facciamo noi per limitare gli abusi e i delitti. Sono invece sapienza, condensato del suo messaggio che servono a guidare sulla via della vita. 
Gli idoli inesistenti possono solo portare sulla via della paura, della schiavitù e della morte. 
"La legge del Signore è perfetta" nel senso di quella giusta per farci camminare nel bene, e "rinfranca l'anima" (Sal 19,8) perché non opprime ma consola e solleva da pesi sacrificali inutili e mai voluti dal Padre nostro. 

Link di approfondimento alla liturgia del giorno:


Prima lettura di Os 8,4-7.11-13

Commento del 05/07/2022


Salmo 115 (114),4-8 

Commento del 09/07/2024


Vangelo di Mt 9,32-38 

Commento del 06/07/2021


Commenti

  1. ...... idoli,
    ma per loro rovina!
    Donami sempre lucidità di Spirito
    per rendere vani i miei progetti che NON sono da TE!
    Amen

    RispondiElimina
  2. "Ho scritto numerose leggi per lui,
    ma esse sono considerate come qualcosa di estraneo".
    Solo la legge scritta nel cuore rimane.
    L'amore è riversato in noi.
    Non più estranei ma figli.
    L'amore non è estraneo a nessuno.

    RispondiElimina

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