Prima lettura del 4 luglio 2026

Ne mangeranno il frutto 
Am 9,11-15

"Così dice il Signore:
«In quel giorno rialzerò la capanna di Davide,
che è cadente;
ne riparerò le brecce, ne rialzerò le rovine,
la ricostruirò come ai tempi antichi,
perché conquistino il resto di Edom
e tutte le nazioni
sulle quali è stato invocato il mio nome.
Oracolo del Signore, che farà tutto questo.
Ecco, verranno giorni
– oracolo del Signore –
in cui chi ara s’incontrerà con chi miete
e chi pigia l’uva con chi getta il seme;
i monti stilleranno il vino nuovo
e le colline si scioglieranno.
Muterò le sorti del mio popolo Israele,
ricostruiranno le città devastate
e vi abiteranno,
pianteranno vigne e ne berranno il vino,
coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto.
Li pianterò nella loro terra
e non saranno mai divelti da quel suolo
che io ho dato loro»". 

Il libro del profeta Amos si chiude con un penetrante messaggio di speranza: il Signore, fedele al suo patto, ricostruirà il regno di Davide, dopo le terribili sconfitte subite negli ultimi anni, come una capanna distrutta ha bisogno di essere rialzata. Ma non solo, l'opera del Signore farà molto di più: farà germogliare un giardino fecondo, fruttificare campi con grande raccolto. 
Il dono del Signore è sempre più grande del bisogno al quale risponde. Amos guarda lontano e le sue parole fanno rinascere il desiderio del Messia futuro che porterà al popolo di Dio consolazione vera e duratura. 
In ogni caso il profeta è tale perché è certo che il Signore non abbandona mai il suo popolo, è sempre pronto a farlo rinascere. Così si manifesta il giudizio di Dio: distrugge il male e rialza i suoi figli. 

"Muterò le sorti del mio popolo Israele,

ricostruiranno le città devastate

e vi abiteranno".

Solo il Signore può cambiare le sorti del suo popolo sconfitto e reso schiavo. Da morte a vita: è l'opera continua di Dio!
Il Signore dà la forza di ricostruire, di recuperare speranza e fiducia per il presente e per l'avvenire. Finalmente il popolo di Dio potrà vivere nella dignità che gli è stata donata con la liberazione dall'esilio e dalla schiavitù. 
Il Signore muta le sorti: quando ci sentiamo affogare in problemi più grandi di noi, quando ci sentiamo perduti, dovremmo ricordarci questa certezza di Amos. Il Signore muta le sorti. Lui solo sa farlo.

"Pianteranno vigne e ne berranno il vino,
coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto". 
La fatica segna l'esistenza di tutti (cfr. Gn 3,17) ma con questa azione salvifica il popolo non lo farà più da schiavo, lavorando perché altri ne godano i frutti. Nella terra che gli è stato promessa e donata, il popolo potrà finalmente sentirsi a casa sua, padrone e custode di campi e vigne, per la gioia presente e delle generazioni a venire. 
La promessa non è solo per l'antico Israele: tutti potranno avere una stabile dimora, veder crescere piante che danno il frutto dopo anni, come la vite. Desiderio di stabilità e promessa si incrociano e combaciano.

Questo fa e farà il Signore per l'umanità intera.


Link di approfondimento alla liturgia del giorno:


Prima lettura di Am 9,11-15 

Commento del 06/07/2024


Salmo 85 (84),9-10 

Commento del 11/12/2023


Vangelo di Mt 9,14-17 

Commento del 02/07/2022


Commenti

  1. "Pianteranno vigne e ne berranno il vino,
    coltiveranno giardini e ne mangeranno il frutto".
    Il Dio fedele, promette.
    E nasce la speranza, la fiducia,
    l'attesa.
    Il Dio fedele ha parlato.
    E il futuro comincia.

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  2. "Li pianterò nella loro terra
    e non saranno mai divelti da quel suolo
    che io ho dato loro»".
    Sei Tu il luogo dove dimora la mia vita, e l'umanità intera, dove niente e nessuno può strapparci dalle tue braccia.

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  3. Signore
    Tu ci apri
    un cammino
    di Speranza
    e di Pace.
    Ti benedico

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  4. Rialzero'
    Si ,
    Sii sempre efficace
    Dona a chi.non può, qualcuno che "rialza"
    Amen

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