Salmo del 2 settembre 2026

Comprende tutte le opere
Sal 33 (32),13-15 

"13 Il Signore guarda dal cielo:
egli vede tutti gli uomini;

14 dal trono dove siede
scruta tutti gli abitanti della terra,

15 lui, che di ognuno ha plasmato il cuore
e ne comprende tutte le opere".

Il Salmo 33 è un inno al Signore della storia e dell'universo, eppure il salmista non lo sente come un Dio lontano, troppo in alto. È sempre l'amico fedele e vicino, colui che ha cura di tutte le sue creature e di ognuno di noi.
Per vivere abbiamo bisogno dello sguardo di chi ci ama e ci comprende, cioè prende con sé i nostri dubbi e le nostre certezze, le nostre opere ma anche i nostri fallimenti. 

"Signore guarda dal cielo:
egli vede tutti gli uomini".
Molto bella l'immagine di Dio che vede e comprende, caratteristica unica ma tanto travisata che ha fatto temere questo sguardo che scende nel profondo, a cui nulla è nascosto.
Ma scrutare è penetrare nell'intimo, capire senza dover parlare, sintonizzarsi sui sentimenti, sugli sguardi d'amore e anche sugli spasmi muti di dolore. 
Nessuno capisce meglio del Creatore i figli che ha plasmato e in cui ha inalato il suo soffio vitale, traendoli dal grembo della terra come una levatrice.
E' sguardo di madre che non rifiuta i guai di un figlio, che com-prende e anche soffre di ciò che vede, ma non abbandona mai.

"Dal trono dove siede
scruta tutti gli abitanti della terra".
Vedere, scrutare, non ha niente a che vedere con spiare e giudicare. Il Signore vede tutti gli uomini, nessuno gli è lontano o indifferente, nessuno è trascurato dalla sua attenzione benevola. 
Il salmista non teme lo sguardo di Dio, se ne sente rassicurato e protetto. Un altro Salmo così prega:
"Scrutami, o Dio, e conosci il mio cuore,
provami e conosci i miei pensieri;
vedi se percorro una via di dolore
e guidami per una via di eternità" (Sal 139,23-24). 
Il Signore guardando ricrea, scrutando trova i nemici e li distrugge, salva dalla morte e attira a sé.

"Lui, che di ognuno ha plasmato il cuore
e ne comprende tutte le opere".
Chi meglio del creatore conosce le sue creature? Il Signore ci ha plasmati, ci ha fatto con attenzione amorevole, ci conosce veramente in ogni più piccola piega dell'interiorità. 
Lui solo conosce il nostro cuore e non si ritrae, comprende veramente il nostro agire, ha compassione e tenerezza della nostra fragilità. 
Incontrare così il Dio vivente è di grande consolazione! 
Ci toglie dalla triste solitudine degli incompresi e ci dona la gioia della vicinanza paterna, di poter essere finalmente liberi di mostrarci come siamo senza condanne, nella verità. 

Link di approfondimento alla liturgia del giorno:

Prima lettura di 1Cor 3,1-9
Commento del 31/08/2022

Salmo 33 (32),20-22
Commento del 19/04/2022

Vangelo di Lc 4,38-44 
Commento del 04/09/2024

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