Vangelo del 3 settembre 2026
"In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca».
Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti».
Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore».
Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone.
Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono".
Meravigliosa pagina del Vangelo di Luca in cui si racconta l'incontro dei primi discepoli con Gesù, che manifesta la sua grazia davanti all'umanità povera e disillusa.
Simone, che ha sentito parlare di Gesù, viene completamente travolto da tanto amore, viene inondato di compassione. È una vita diversa che all'improvviso gli si delinea davanti, forse desiderata ma mai trovata nella sua esperienza di credente affaticato da una religiosità complessa che avvantaggiava chi studiava, chi "conosceva", chi "sapeva". Il Signore lo raggiunge e la sua semplice routine quotidiana va a gambe all'aria.
Un significato nuovo, un orizzonte inedito si disegna per lui e i discepoli. Niente sarà come prima.
"In quel tempo, mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio".
Luca ci dipinge un'icona meravigliosa con al centro la Parola e l'umanità intorno. La Parola attrae, chiama, affascina, e beato chi si lascia prendere da questo fascino. La folla è quanto più di eterogeneo ci possa essere, composta da uomini, donne, bambini, vecchi, malati, emarginati, cercatori di Dio, smarriti, bisognosi di un pastore, affamati di vita, assetati di verità. Tutta questa folla ha finalmente trovato la Parola.
Gesù non si sottrae all'oppressione della folla, soffocante, ressa che accorre per sfamarsi, che sta affogando e cerca chi gli faccia la respirazione bocca a bocca.
Nessun romanticismo, nessuna sviolinata in questa descrizione dell'umanità che trova, affamata, il cibo che sazia la vita.
"Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda".
È tempo di iniziare la navigazione, di solcare il mare, di sciogliere gli ormeggi. Gesù sa che è tempo di iniziare. Le due barche ferme attirano la sua attenzione.
Che stupore scoprire che il Signore del creato guarda e ha bisogno di incontrare, di parlare all'uomo e sentire sue parole, di guardare negli occhi e di essere guardato!
Non è questo quello di cui abbiamo bisogno, non è l'antidoto alla nostra solitudine esistenziale che ci uccide?
Qui non solo inizia il cammino nuovo di poveri pescatori quasi sul punto di dichiarare il loro fallimento, ma inizia anche il cammino nuovo del Figlio che va a cercarsi amici, familiari, fratelli, sorelle e madre. Quelle persone da quel momento in poi, fino alla morte e oltre, saranno la sua famiglia, la sua dimora, i suoi.
È Dio che si cerca l'Adamo, che lo stana dalla sua vergogna perché non gli importa di condannare, ha bisogno di un amico, vuole godersi il giardino creato insieme a lui! (Gn 3,8-10).
"I pescatori erano scesi e lavavano le reti".
Immaginiamo l' incontro con Dio in situazioni straordinarie in luoghi di speciale natura spirituale. Ma è un incontro tra i più quotidiani, durante il lavoro di pescatori, che fa da sfondo alla manifestazione dell'amore sovrabbondante, esagerato, fuori misura di Dio per noi!
Il Padre non ha bisogno di effetti speciali, né di luoghi particolari, né di uomini eccezionali per rivelarsi. Luca di racconta una epifania con l'occhio di un cronista: vede cose straordinarie nell'ordinario di ogni giorno. Questa la grandezza incommensurabile dell'Incarnazione!
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di 1Cor 3,16-23
Commento del 05/09/2024
Salmo 24 (23),5-6
Commento del 20/12/2022
Vangelo di Lc 5,1-11
Commento del 03/09/2020
Commento del 20/12/2022
Vangelo di Lc 5,1-11
Commento del 03/09/2020

Abbiamo faticato...tutta la notte.
RispondiEliminaChi non ha lavorato di notte,non può capire cosa sia...
Chi non ha vegliato di notte,non sa cosa si vive
DOPO queste notti
LUI comunque è lì ad accogliere
P.S. Era presente anche nella notte,ma non sempre è percepito.
Grazie papà