Prima lettura del 10 aprile 2026
"In quei giorni, Pietro e Giovanni stavano parlando al popolo, [dopo la guarigione dello storpio,] quando sopraggiunsero i sacerdoti, il comandante delle guardie del tempio e i sadducèi, irritati per il fatto che essi insegnavano al popolo e annunciavano in Gesù la risurrezione dai morti. Li arrestarono e li misero in prigione fino al giorno dopo, dato che ormai era sera. Molti però di quelli che avevano ascoltato la Parola credettero e il numero degli uomini raggiunse circa i cinquemila.
Il giorno dopo si riunirono in Gerusalemme i loro capi, gli anziani e gli scribi, il sommo sacerdote Anna, Càifa, Giovanni, Alessandro e quanti appartenevano a famiglie di sommi sacerdoti. Li fecero comparire davanti a loro e si misero a interrogarli: «Con quale potere o in quale nome voi avete fatto questo?».
Allora Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo. In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati»."
Il giorno dopo si riunirono in Gerusalemme i loro capi, gli anziani e gli scribi, il sommo sacerdote Anna, Càifa, Giovanni, Alessandro e quanti appartenevano a famiglie di sommi sacerdoti. Li fecero comparire davanti a loro e si misero a interrogarli: «Con quale potere o in quale nome voi avete fatto questo?».
Allora Pietro, colmato di Spirito Santo, disse loro: «Capi del popolo e anziani, visto che oggi veniamo interrogati sul beneficio recato a un uomo infermo, e cioè per mezzo di chi egli sia stato salvato, sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, che voi avete crocifisso e che Dio ha risuscitato dai morti, costui vi sta innanzi risanato. Questo Gesù è la pietra, che è stata scartata da voi, costruttori, e che è diventata la pietra d’angolo. In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati»."
La vicenda del Figlio si ripercuote sui figli che sono stati portati con Parole e fatti alla misericordia del Padre. E' normale che la loro vita ne sia stata influenzata, affascinata e poi convinta di essere sulla strada giusta che porta alla completezza e alla verità.
Pietro e Giovanni si trovano ad affrontare l'odio dei capi religiosi che cercavano di impedire ad ogni costo che la loro fama ricalcasse quella del Messia che avevano tolto di mezzo.
Ma niente può fermare il loro ardore e anche il carcere e i tribunali non sono che un momento passeggero per poi ricominciare ad annunciare nel mondo l'amore di Dio per tutti.
Pietro e Giovanni si trovano ad affrontare l'odio dei capi religiosi che cercavano di impedire ad ogni costo che la loro fama ricalcasse quella del Messia che avevano tolto di mezzo.
Ma niente può fermare il loro ardore e anche il carcere e i tribunali non sono che un momento passeggero per poi ricominciare ad annunciare nel mondo l'amore di Dio per tutti.
"Il giorno dopo si riunirono in Gerusalemme i loro capi, gli anziani e gli scribi, il sommo sacerdote Anna, Caifa, Giovanni, Alessandro e quanti appartenevano a famiglie di sommi sacerdoti".
Ricominciano le riunioni dei capi, gli stessi che hanno condannato Gesù. Ora è il tempo di perseguitare i suoi discepoli. Si ha l'impressione che siano lì nel tempio solo per quello: giudicare e condannare chiunque si azzardi ad occuparsi di cose religiose. È il loro terreno, il loro potere da esercitare e non accettano intrusi. Sono loro i professionisti del sacro. I profeti non troveranno mai spazio tra i loro banchi.
"Li fecero comparire davanti a loro e si misero a interrogarli: «Con quale potere o in quale nome voi avete fatto questo?»".
Il Vangelo di Giovanni ci aiuta nella comprensione di questa pagina degli Atti degli Apostoli.
Infatti Giovanni nel suo Vangelo ricorda le Parole del Maestro che danno conforto nella persecuzione:
"Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato" (Gv 15,20-21).
Gesù li aveva preparati anche annunciandone la motivazione: non conoscono il Padre! Non accettano che lui sia il suo inviato.
E' proprio questo che muove le loro macchinazioni: sono alla ricerca della verità partendo dal potere, dall'egemonia teologica e non riescono a concepire che un potere diverso, quello del servizio e della donazione, si faccia largo spodestando il loro.
"Con quale potere": perché è indubbio che un potere li assista visto che fanno le opere del Maestro: liberare dalle catene della morte, far camminare e riportare alla vita i malati.
Ma è un potere diverso dall'élite religiosa. Si chiama fede, fiducia, desiderio di vita eterna, amore di Dio ricevuto e donato.
È nel nome di Gesù, già rifiutato e ucciso, che gli apostoli operano prodigi. Questo potere sarà sempre contrastato perché dona vita in modo gratuito. I capi e i sommi sacerdoti non conoscono la gratuità.
Non possiamo che essere toccati da una pagina come questa, ora che pochi pazzi pieni di armi cercano di imporre un dominio totale uccidendo e bombardando nazioni intere.
Il Nome del Signore sarà sempre Luce che vince le tenebre. Risuoni ancora per operare con potenza e sbaragliare i pensieri mortali di quelli che vorrebbero schiacciare e distruggere la vita dei fratelli (cfr. Lc 1,52).
Il Vangelo di Giovanni ci aiuta nella comprensione di questa pagina degli Atti degli Apostoli.
Infatti Giovanni nel suo Vangelo ricorda le Parole del Maestro che danno conforto nella persecuzione:
"Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato" (Gv 15,20-21).
Gesù li aveva preparati anche annunciandone la motivazione: non conoscono il Padre! Non accettano che lui sia il suo inviato.
E' proprio questo che muove le loro macchinazioni: sono alla ricerca della verità partendo dal potere, dall'egemonia teologica e non riescono a concepire che un potere diverso, quello del servizio e della donazione, si faccia largo spodestando il loro.
"Con quale potere": perché è indubbio che un potere li assista visto che fanno le opere del Maestro: liberare dalle catene della morte, far camminare e riportare alla vita i malati.
Ma è un potere diverso dall'élite religiosa. Si chiama fede, fiducia, desiderio di vita eterna, amore di Dio ricevuto e donato.
È nel nome di Gesù, già rifiutato e ucciso, che gli apostoli operano prodigi. Questo potere sarà sempre contrastato perché dona vita in modo gratuito. I capi e i sommi sacerdoti non conoscono la gratuità.
Non possiamo che essere toccati da una pagina come questa, ora che pochi pazzi pieni di armi cercano di imporre un dominio totale uccidendo e bombardando nazioni intere.
Il Nome del Signore sarà sempre Luce che vince le tenebre. Risuoni ancora per operare con potenza e sbaragliare i pensieri mortali di quelli che vorrebbero schiacciare e distruggere la vita dei fratelli (cfr. Lc 1,52).
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di At 4,1-12
Commento del 09/04/2021
Salmo 118 (117),22-24
Commento del 14/04/2023
Vangelo di Gv 21,1-14
Commento del 25/04/2025

«Con quale potere o in quale nome voi avete fatto questo?»".
RispondiEliminaCon il potere dell' amore.
Nel nome di Gesù.
Si può ridere di queste risposte.
Intanto la vita è data al mondo.
Il dolore trova consolazione.
La luce illumina le tenebre.
Potere,scarto,sotterfugi,soprusi .Non fanno parte del vocabolario divino.
RispondiEliminaA questa letteratura devo attingere;mansuetudine, altruismo,dono gratuito.
Amen