Salmo del 15 maggio 2026
"4 Egli ci ha sottomesso i popoli,
sotto i nostri piedi ha posto le nazioni.
5 Ha scelto per noi la nostra eredità,
orgoglio di Giacobbe che egli ama".
Bellissimo inno è il Salmo 47, celebrativo della grandezza del Signore, riconosciuto re di tutta la terra. È una festa! Tutti sono invitati, esprimendo la gioia con strumenti musicali e cori. Si celebra la grandezza dell'amore universale allungando lo sguardo sino alla fine dei tempi, quando sarà evidente la vittoria di Dio su ogni altro potere.
Il re di Israele che sale al Tempio in modo solenne diventa simbolo della regalità universale di Dio. In effetti colui che si insedia sul trono per tutti i popoli è il Dio dei padri. A lui spetta il nome di Re e tutti sono felici di stare sotto la sua protezione, sicuri che la sua vittoria distrugga i nemici e prevalga sulle tenebre come il sorgere del sole.
sotto i nostri piedi ha posto le nazioni".
Strano sentire che un piccolo popolo possa vantarsi di avere sottomesso le potenze mondiali dell'epoca, i colossi di Babilonia, l'Assiria e l'Egitto.
In effetti Israele è stato sempre un vaso d'argilla schiacciato tra potenze che se la contendevano per il passaggio obbligato lungo la costa. Ma Israele si riconosce il piccolo, l'umile, che incredibilmente non soccombe, che riesce a stare a galla nonostante tutto, vedendo i suoi nemici naufragare e sparire nel nulla come la pula del grano (cfr. Sal 1,4).
Questo è il motivo per cui i piccoli nella Scrittura continuino a cantare al Signore per le meraviglie operate sopra i potenti rovesciati dai troni (cfr. Lc 1,52). L'identità di prediletti è rivendicata davanti a coloro che vorrebbero cencellarne l'esistenza e farli scomparire come fastidiosi e inutili.
È il Signore la forza del suo popolo, è lui che conduce con passo sicuro i suoi figli quando sono deboli e succubi dei potenti.
E' un insegnamento per coloro che dimenticano la loro precarietà e da sottomessi si fanno uccisori e omicidi dei fratelli, pur avendo subito sopraffazioni e genocidi, diventando loro stessi aguzzini e carnefici. Nessuno può tenere per sé il privilegio dei figli facendone un'arma contro i fratelli.
orgoglio di Giacobbe che egli ama".
L'eredità non è esclusività: dall'Israele biblico si allarga come unzione su tutte le nazioni. Eredi sono i figli, non gli schiavi o gli estranei.
Il Salmo proclama che l'eredità di Dio è destinata ad allargarsi a tutti i popoli. L'Israele biblico è punto di partenza verso il resto del mondo. L'amore di Dio è un manto accogliente che abbraccia tutti come lo sguardo di una mamma orgogliosa dei suoi figli perché li ama.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di At 18,9-18
Commento del 30/05/2025
Salmo 47 (46),6-8
Commento del 21/01/2023
Vangelo di Gv 16,20-23
Commento del 10/05/2024

"Ha scelto per noi la nostra eredità"
RispondiEliminaÈ Padre, conosce ognuno di noi e sa di cosa abbiamo bisogno. Sceglie di salvarci, sceglie di donarsi, per essere Lui stesso nostra eredità.
"Ha scelto per noi la nostra eredità".
RispondiElimina"Per noi", è il mantra delle opere di Dio.
Il suo amore diventa fare per noi nella creazione e nella redenzione.
Siamo nel suo cuore e fa ogni cosa per noi.
È così il mio Dio.
Egli ci ha sottomesso i popoli,
RispondiEliminasotto i nostri piedi ha posto le nazioni.
I PICCOLI li esalti sempre,il grande del mondo non ti fa paura!!!!!
Io dico,d'essere cristiano...
I piccoli devo esaltare,desiderare di farlo; i potenti di questo mondo non mi faranno paura!
Amen