Prima lettura del 14 febbraio 2026

Noi ci rivolgiamo ai pagani 
At 13,46-49

"In quei giorni, [ad Antiòchia di Pisìdia] Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono [ai Giudei]: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore:

"Io ti ho posto per essere luce delle genti,

perché tu porti la salvezza sino all'estremità della terra"».

Nell'udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero. La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione".

Paolo e Barnaba compiono un passo epocale, impensabile per la mentalità ebraica che riteneva l'essere popolo eletto un privilegio da proteggere davanti a qualsiasi influenza pagana.
I profeti infatti avevano definito il Messia "luce delle genti", ma la priorità dell'annuncio spettava al popolo eletto da Dio. Ora, superata questa chiusura, i missionari cristiani non hanno confini politici, linguistici, culturali o religiosi per il loro servizio. 
Annunciare la novità del Cristo fra le genti è prima di tutto ritenere "spazzatura" (cfr. Fil 3,5-8) l'essere fedeli irreprensibili della Legge e aprire le porte all'universalità della salvezza. È l'inizio della corsa del Vangelo sino agli estremi confini della terra, a partire dall'universalità della salvezza in ogni carne iniziata nell'incarnazione, e manifestata per tutti dalla vita e dalla resurrezione di Gesù. 

"In quei giorni, [ad Antiòchia di Pisìdia] Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono [ai Giudei]".

Era consuetudine che gli apostoli, arrivati in una città, andassero alla sinagoga o dove di radunavano i credenti ebrei, per annunciare la Buona Notizia di Gesù. 

Così fanno i nostri due annunciatori nel loro primo viaggio missionario facendo tappa ad Antiochia, ma in un primo momento il loro annuncio non viene accolto. Senza perdersi d'animo colgono in quel fallimento il segno che la novità del Vangelo non può che stare stretta in contenitori antichi (cfr. Mc 2,22).


"Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio".

L'antico Israele era convinto di essere eletto, non come primizia di tanti salvati, ma come unico destinatario della rivelazione divina.

Per questo Paolo e Barnaba parlano di necessità nel cominciare dalle sinagoghe. Infatti erano stati inviati dalla comunità degli apostoli a portare l'annuncio del Messia Gesù a chi il Messia lo attendeva da sempre. 

Prendendo atto di questa durezza del cuore, Paolo nella lettera ai Romani scriverà:

"Io infatti non mi vergogno del Vangelo, perché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo, prima, come del Greco" 

(Rm 1,16).


"Ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani". 

I due missionari hanno fatto la loro parte sino in fondo. Respinti dai giudei si sentono liberati dal mandato esclusivo nelle sinagoghe e annunciano, a partire proprio da coloro che si ritenevano esclusivi destinatari della vita divina, che il messaggio sarebbe stato rivolto ai pagani.

Penso che un simile annuncio abbia stravolto la comunità giudaica e chiaramente abbia attirato l'odio e la volontà di sopprimerli in tutte le comunità ebraiche da lì in poi.
Annunciare Parole divine ai pagani era gettare le perle ai porci, un vero sacrilegio, cioè contrario a quella che si riteneva la volontà di Dio.
E' un fallimento che apre all'evangelizzazione senza confini, portata in ogni luogo e che ha raggiunto anche noi.
Paolo diventerà l'apostolo delle genti, di coloro che rispondono con una fede appassionata all'annuncio di essere amati e degni della vita del Padre.

Link di approfondimento alla liturgia del giorno:


Prima lettura di At 13,46-49 

Commento del 14/02/2022


Salmo 117 (116) 

Commento del 14/02/2020


Vangelo di Lc 10,1-9 

Commento del 14/02/2025


Commenti

  1. "Noi ci rivolgiamo ai pagani".
    Alleluia !
    È così che il Vangelo è dato
    all'umanità intera.
    Sembrava un dono solo per il popolo eletto, è invece dono per tutti,
    per ognuno.
    I pagani, un tempo esclusi dai doni di Dio, sono finalmente i destinatari della Buona Notizia dell'amore
    di Dio per noi.
    Non ci sono più pagani,
    ma figli bisognosi del Padre
    e del suo amore senza limiti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Amen. È questa la bella notizia, tutti, proprio tutti siamo figli suoi.

      Elimina
  2. Io ti ho posto per essere luce delle genti.
    Anch'io chiamato,investito..nel mio piccolo,nella mia quotidianità
    All'annuncio;a parole!?
    Vivere per LUI ,con la SUA logica.
    Fa che sia possibile anche per me!
    AMEN

    RispondiElimina

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