Prima lettura del 14 febbraio 2026
"In quei giorni, [ad Antiòchia di Pisìdia] Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono [ai Giudei]: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore:
"Io ti ho posto per essere luce delle genti,
perché tu porti la salvezza sino all'estremità della terra"».
"In quei giorni, [ad Antiòchia di Pisìdia] Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono [ai Giudei]".
Era consuetudine che gli apostoli, arrivati in una città, andassero alla sinagoga o dove di radunavano i credenti ebrei, per annunciare la Buona Notizia di Gesù.
Così fanno i nostri due annunciatori nel loro primo viaggio missionario facendo tappa ad Antiochia, ma in un primo momento il loro annuncio non viene accolto. Senza perdersi d'animo colgono in quel fallimento il segno che la novità del Vangelo non può che stare stretta in contenitori antichi (cfr. Mc 2,22).
"Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio".
L'antico Israele era convinto di essere eletto, non come primizia di tanti salvati, ma come unico destinatario della rivelazione divina.
Per questo Paolo e Barnaba parlano di necessità nel cominciare dalle sinagoghe. Infatti erano stati inviati dalla comunità degli apostoli a portare l'annuncio del Messia Gesù a chi il Messia lo attendeva da sempre.
Prendendo atto di questa durezza del cuore, Paolo nella lettera ai Romani scriverà:
"Io infatti non mi vergogno del Vangelo, perché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo, prima, come del Greco"
(Rm 1,16).
"Ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani".
I due missionari hanno fatto la loro parte sino in fondo. Respinti dai giudei si sentono liberati dal mandato esclusivo nelle sinagoghe e annunciano, a partire proprio da coloro che si ritenevano esclusivi destinatari della vita divina, che il messaggio sarebbe stato rivolto ai pagani.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di At 13,46-49
Commento del 14/02/2022
Salmo 117 (116)
Commento del 14/02/2020
Vangelo di Lc 10,1-9
Commento del 14/02/2025

"Noi ci rivolgiamo ai pagani".
RispondiEliminaAlleluia !
È così che il Vangelo è dato
all'umanità intera.
Sembrava un dono solo per il popolo eletto, è invece dono per tutti,
per ognuno.
I pagani, un tempo esclusi dai doni di Dio, sono finalmente i destinatari della Buona Notizia dell'amore
di Dio per noi.
Non ci sono più pagani,
ma figli bisognosi del Padre
e del suo amore senza limiti.
Amen. È questa la bella notizia, tutti, proprio tutti siamo figli suoi.
EliminaIo ti ho posto per essere luce delle genti.
RispondiEliminaAnch'io chiamato,investito..nel mio piccolo,nella mia quotidianità
All'annuncio;a parole!?
Vivere per LUI ,con la SUA logica.
Fa che sia possibile anche per me!
AMEN