Prima lettura di domenica 12 aprile 2026
At 2,42-47
Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli.
Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno.
Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo.
Intanto il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati".
Insieme e perseveranti: Luca in questa pagina degli Atti degli Apostoli esalta queste due caratteristiche della prima comunità dei discepoli di Gesù.
Non si può essere discepoli solitari e interessati solo part time, non si edifica così una vera comunità, al massimo un'azienda! Tenere insieme i fratelli e restare perseveranti nell'ascoltare della Parola e nello spezzare il Pane non è compito solo dei "capi", ma di ognuno di noi. È la lucerna accesa dal fuoco del Risorto che è messa in alto e fa luce a chi la vede (cfr. Lc 8,16).
È custodire, facendolo crescere, il tesoro prezioso che Gesù ha lasciato ai suoi radunati nel suo nome.
Perché non ci basta un amore part time, non siamo fatti per contentini. È l'amore perseverante a cui siamo chiamati.
Nell'unità della fede e nella fiducia sul progetto d'amore del Padre possiamo rendere presente Gesù Risorto e il suo Vangelo.
"[Quelli che erano stati battezzati] erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere".
Sembra un piccolo programma ideale, quelli scritti nelle costituzioni, che ci sembrano utopia, ma sono parole, gesti, scelte con cui qualsiasi comunità cristiana deve misurarsi.
Tramontata la modalità del luogo, cioè il tempio, necessario per un incontro misterico con la divinità, le coordinate della relazione in presenza, con colui che è vivo in mezzo a noi, sono altre.
L'ascolto della Parola di Dio; la comunione, cioè lo stare insieme nel nome di Gesù; il dividere il Pane (quello eucaristico e non); la preghiera: questa è l'essenzialità che l'insieme dei battezzati deve abbracciare per fare una vera esperienza di comunità di fede.
"Un senso di timore era in tutti, e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli".
Nessuno si sente padrone di niente e di nessuno. Un senso di timore biblico (tanto diverso dalla paura) aiuta a stare con gli altri con semplicità e umiltà, sapendo che è il mistero divino a farci fratelli.
Quando uno pensa di essere a casa sua, di poter disporre di ogni cosa come ne ha voglia, di aver trovato il suo luogo di potere, distrugge il senso più profondo della comunità come corpo di Cristo.
"Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune; vendevano le loro proprietà e sostanze e le dividevano con tutti, secondo il bisogno di ciascuno".
"Tutti" e "ciascuno" dicono unità e diversità, convivono nel desiderio di unità e nel rispetto per la diversità individuale. È la prassi di Gesù che ha scelto i suoi senza impedire che fossero veri, anche con i loro difetti e le loro intemperanze.
Non c'è traccia, nella descrizione degli Atti, della tentazione di uniformismo che pretende in tutti lo stesso linguaggio, fare le cose nell'identico modo, tipo caserma.
La comunità dei credenti è bella ed originale proprio perché tiene unite queste due istanze, nel rispetto e nella fiducia reciproca.
Gli Atti degli Apostoli sono così attuali e necessari alla nostra conversione!
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Salmo 118 (117),21-29
Commento del 10/04/2021
Seconda lettura di 1Pt 1,3-9
Commento del 28/02/2022
Commento del 28/02/2022
Vangelo di Gv 20,19-31
Commento del 16/04/2023
Commento del 16/04/2023
"Erano perseveranti nell'insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere".
RispondiEliminaPerseverare nella fede.
Perseverare nell'amore.
Perseverare nell'ascolto.
Perseverare nella comunione.
Perseverare nella preghiera.
È la via dei discepoli di Gesù.
Il Signore ogni giorno aggiungeva alla comunità quelli che erano salvati!
RispondiEliminamenomale che ci sei...si dice spesso!
E qui menomale che sei TU che permetti la salvezza!
Per tutti ,senza bilancini.
Grazie papà.