Prima lettura del 20 ottobre 2026
Egli infatti è la nostra pace,
colui che di due ha fatto una cosa sola,
abbattendo il muro di separazione che li divideva,
cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne.
Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti,
per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo,
facendo la pace,
e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo,
per mezzo della croce,
eliminando in se stesso l’inimicizia.
Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani,
e pace a coloro che erano vicini.
Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri,
al Padre in un solo Spirito.
Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d’angolo lo stesso Cristo Gesù. In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito".
La riconciliazione, tema fondamentale per il Nuovo Testamento, non è mai una cosa astratta. Paolo in questo brano della lettera agli Efesini richiama quella avvenuta in Cristo tra giudei e pagani, i primi di "diritto" chiamati alla salvezza, i secondi invece esclusi. Per la legge i giudei erano i privilegiati, stando vicini alla sorgente della vita, mentre i pagani erano i lontani, non circoncisi, non appartenenti alla promessa.
Ma Paolo parla di un muro abbattuto da Cristo, e finalmente la salvezza sgorgata dalle crepe come una luce inarrestabile, diventando dono per tutti coloro che stavano "nelle tenebre e nell'ombra della morte" (Lc 1,72).
e pace a coloro che erano vicini".
Poiché il Cristo si è fatto tutto a tutti, ha riconciliato ogni peccatore al Padre per mezzo della sua carne. In un altra pagina di Paolo troviamo questa considerazione:
"Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per usare a tutti misericordia" (Rm 11,32).
Non c'è più distinzione tra giusti e ingiusti, meritevoli e non, ma tutti siamo peccatori da riconciliare, da salvare.
E' veramente Buona Notizia il dono della pace che dilaga per tutte le nazioni, popoli e lingue. Tutti accumunati dall'essere fratelli per mezzo dell'unica carne del Cristo che ha assunto la nostra povertà riempendola della ricchezza del Padre.
"Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri,
al Padre in un solo Spirito".
Bellissima immagine di unità, di familiarità tra di noi, e di noi con Dio!
E' il banchetto che fa da sfondo a questo annuncio, a cui accedevano solo coloro che erano stati invitati per stare al cospetto del re. Grazie al Cristo possiamo presentarci insieme, giudei e pagani, con l'abito adatto alla festa, come parenti stretti dello sposo.
Paolo annuncia che siamo uno nel Signore, animati dallo Spirito d'amore che abbatte le divisioni per aprirci alla comprensione reciproca, alla nuova Pentecoste universale, colorata di tutte le sfumature della diversità pacificata.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di Ef 2,12-22
Commento del 22/10/2024
Salmo 85 (84),9-10
Commento del 11/12/2023
Vangelo di Lc 12,35-38
Commento del 21/10/2025

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