Seconda lettura di domenica 11 ottobre 2026
Secondo la sua ricchezza
Fil 4,12-14.19-20
"Fratelli, so vivere nella povertà come so vivere nell’abbondanza; sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all’abbondanza e all’indigenza. Tutto posso in colui che mi dà la forza. Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni. Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù. Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen".
Un cuore libero davanti agli alti e bassi della vita: è quello che testimonia Paolo in questo brano della lettera ai fratelli di Filippi. Indigenza e povertà non tolgono all'apostolo la capacità di affrontare la vita con fiducia e disponibilità missionaria. Al v. 13 esprime una professione di fede motivante, in cui riconosciamo quella che lo spingeva sicuramente ad andare avanti con entusiasmo:
"Tutto posso in colui che mi dà la forza".
È il Cristo, che lo ha chiamato, la sua forza, la sua speranza, la sua vera energia. Tuttavia nelle tribolazioni la vicinanza della comunità di Filippi è per Paolo di grande conforto e sostegno e per questo ringrazia con affettuosa riconoscenza.
"Tutto posso in colui che mi dà la forza".
È il Cristo, che lo ha chiamato, la sua forza, la sua speranza, la sua vera energia. Tuttavia nelle tribolazioni la vicinanza della comunità di Filippi è per Paolo di grande conforto e sostegno e per questo ringrazia con affettuosa riconoscenza.
"Avete fatto bene tuttavia a prendere parte alle mie tribolazioni".
La vicinanza di compagni di fede e di cammino è un dono prezioso nelle fatiche della vita. Per quanto Paolo sia forte e sa il suo ruolo unico all'interno delle comunità da lui fatte nascere, non disdegna il sostegno e la solidarietà di chi combatte la stessa battaglia.
E' lo stesso aiuto che auspichiamo nella nostra vita, perché non siamo svincolati dai fratelli, non possiamo pensarci come credenti indipendenti e autosufficienti. E' nella sofferenza e nelle tribolazioni, che la vita non evita a nessuno, che questo risalta con maggior forza.
La chiesa è interagente, ha ricevuto un annuncio dalla tradizione comunitaria e in essa si muove per annunciarlo a tutti coloro che attendono la salvezza gratuita del Padre. Prendere parte alla sofferenza dei fratelli non è un di più, un "buonismo", fa parte della missione avuta dal Cristo.
La vicinanza di compagni di fede e di cammino è un dono prezioso nelle fatiche della vita. Per quanto Paolo sia forte e sa il suo ruolo unico all'interno delle comunità da lui fatte nascere, non disdegna il sostegno e la solidarietà di chi combatte la stessa battaglia.
E' lo stesso aiuto che auspichiamo nella nostra vita, perché non siamo svincolati dai fratelli, non possiamo pensarci come credenti indipendenti e autosufficienti. E' nella sofferenza e nelle tribolazioni, che la vita non evita a nessuno, che questo risalta con maggior forza.
La chiesa è interagente, ha ricevuto un annuncio dalla tradizione comunitaria e in essa si muove per annunciarlo a tutti coloro che attendono la salvezza gratuita del Padre. Prendere parte alla sofferenza dei fratelli non è un di più, un "buonismo", fa parte della missione avuta dal Cristo.
“Dio volle santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse secondo la verità e lo servisse nella santità” (Lumen Gentium 2).
"Il mio Dio, a sua volta, colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza, in Cristo Gesù".
Del bene che Paolo ha ricevuto sarà lo stesso Signore Gesù Cristo a ricompensare questa generosa comunità, e lo farà con la sovrabbondanza che è tipica di Dio.
Fare il bene porta il bene nella nostra vita e fanno ridere quelle frasette che si sentono in cui è necessario tagliare i rapporti "inutili" che impoveriscono e non gratificano. Piuttosto nell'ottica del Vangelo il non tagliare, il recuperare fratelli che sembrano scottati da false concezioni di chiesa, è una necessità per la comunità ecclesiale.
Del bene che Paolo ha ricevuto sarà lo stesso Signore Gesù Cristo a ricompensare questa generosa comunità, e lo farà con la sovrabbondanza che è tipica di Dio.
Fare il bene porta il bene nella nostra vita e fanno ridere quelle frasette che si sentono in cui è necessario tagliare i rapporti "inutili" che impoveriscono e non gratificano. Piuttosto nell'ottica del Vangelo il non tagliare, il recuperare fratelli che sembrano scottati da false concezioni di chiesa, è una necessità per la comunità ecclesiale.
Il bene fatto nel nome del Signore non sarà mai perso, non è sprecato; Gesù stesso, che sembra aver sprecato la sua vita come profumo prezioso (cfr. Mc 14,4), senza tenere nulla per sé, ha fatto sì che la grazia raggiungesse tutti gli immeritevoli.
E quando siamo spaventati perché a noi non pensa nessuno, preoccupati che dobbiamo vedercela da soli altrimenti chi ci pensa, ricordiamo queste parole di Paolo: "Colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza". Non solo ascoltati e esauditi, ma sovrabbondanti di grazia inimmaginabile!
Il Signore è sempre pronto a venire incontro alle nostre debolezze e a "stra-benedire" il nostro cammino.
E quando siamo spaventati perché a noi non pensa nessuno, preoccupati che dobbiamo vedercela da soli altrimenti chi ci pensa, ricordiamo queste parole di Paolo: "Colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza". Non solo ascoltati e esauditi, ma sovrabbondanti di grazia inimmaginabile!
Il Signore è sempre pronto a venire incontro alle nostre debolezze e a "stra-benedire" il nostro cammino.
"Al Dio e Padre nostro sia gloria nei secoli dei secoli. Amen".
La riflessione di Paolo si conclude con una bella espressione di lode.
"Dio e Padre" sono ormai sinonimi. Gesù ci ha fatto conoscere il volto paterno di Dio e così ci ha rivelato la nostra identità, e ci ha aperto alla gioia di sentirci ed essere figli suoi.
L'Amore del Signore è per sempre, ci accompagnerà per i secoli eterni. Con questa certezza rassicuriamo il nostro cuore perché niente potrà separarci da lui e dai fratelli.
La riflessione di Paolo si conclude con una bella espressione di lode.
"Dio e Padre" sono ormai sinonimi. Gesù ci ha fatto conoscere il volto paterno di Dio e così ci ha rivelato la nostra identità, e ci ha aperto alla gioia di sentirci ed essere figli suoi.
L'Amore del Signore è per sempre, ci accompagnerà per i secoli eterni. Con questa certezza rassicuriamo il nostro cuore perché niente potrà separarci da lui e dai fratelli.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di Is 25,6-10
Commento del 03/12/2025
Salmo 23 (22),6
Commento del 23/03/2026
Seconda lettura di Fil 4,12-14.19-20
Commento del 15/10/2023
Vangelo di Mt 22,1-14
Commento del 21/08/2025

Colmera' ogni vostro bisogno!
RispondiEliminaSi
Tu sai più di me...quello di cui ho veramente bisogno!
Amen
" Il mio Dio, a sua volta,colmerà ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza con magnificenza,"
RispondiEliminaSei Dio Padre, che sa di cosa abbiamo realmente bisogno, sei il nostro Tutto, sfami ogni fame con abbondanza, colmi ogni vuoto, ogni sete è appagata alla sorgente del tuo Amore
"secondo la sua ricchezza con magnificenza".
RispondiEliminaÈ l'unità di misura di Dio.
I suoi doni li fa con questo metro.
Così risponde il Signore alle nostre richieste.
Così dona a noi la sua misericordia.
Così dona noi vita per sempre.