Vangelo del 15 aprile 2026
"In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio.
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio".
E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio".
Gesù rivela a Nicodemo il cuore della relazione tra Dio e il mondo, tra il Signore e noi: l'amore è senza limiti e senza condizioni!
Non è scontata per nulla un'affermazione del genere! Infatti stupisce un maestro in Israele come Nicodemo che ha bisogno di rinascere con un'altra ottica, quella del Padre che "ha tanto amato il mondo da dare il Figlio"!
Questo è il senso della morte di Gesù, il significato profondo della sua croce.
Sono Parole chiave queste in Giovanni, che andrebbero lette come testo di verifica prima di meditare qualunque altra pagina del libro sacro.
L'amore di Dio per noi è il senso di tutto, della creazione e della redenzione, della Passione e della Risurrezione.
Non è scontata per nulla un'affermazione del genere! Infatti stupisce un maestro in Israele come Nicodemo che ha bisogno di rinascere con un'altra ottica, quella del Padre che "ha tanto amato il mondo da dare il Figlio"!
Questo è il senso della morte di Gesù, il significato profondo della sua croce.
Sono Parole chiave queste in Giovanni, che andrebbero lette come testo di verifica prima di meditare qualunque altra pagina del libro sacro.
L'amore di Dio per noi è il senso di tutto, della creazione e della redenzione, della Passione e della Risurrezione.
E' innegabile che ci siano opere concrete di male, che "brillano" per la loro nefandezza, per gli interessi economici arroganti che vengono sbandierati come progresso e rivendicati come meriti per il Nobel della pace!
La luce, "venuta nel mondo", diventa giudizio, denuncia chi ama "più le tenebre che la luce" e fa opere di male e distruzione dei fratelli.
La luce, "venuta nel mondo", diventa giudizio, denuncia chi ama "più le tenebre che la luce" e fa opere di male e distruzione dei fratelli.
"Invece chi fa la verità viene verso la luce".
Giovanni ci ricorda che "Dio è luce e in lui non c'è tenebra alcuna" (1Gv 1,5).
Fare la verità, cioè vivere e fare scelte guidate dal desiderio di rispondere all'amore di Dio, ci fa camminare nella luce e verso la luce. E' un'attrazione che viene dal Padre, che ci spinge a cercarlo proprio quando le tenebre sembrano più fitte e invalicabili.
Dio "ci ha amati per primo" (1Gv 4,19) e noi possiamo rispondere vivendo con lo stile di Gesù, ispirati dai suoi gesti e dalle sue parole.
Questa tensione ci fa venire veramente alla luce, ci fa rinascere alla vita che non marcisce nell'egoismo e nella paura.
Dio "ci ha amati per primo" (1Gv 4,19) e noi possiamo rispondere vivendo con lo stile di Gesù, ispirati dai suoi gesti e dalle sue parole.
Questa tensione ci fa venire veramente alla luce, ci fa rinascere alla vita che non marcisce nell'egoismo e nella paura.
"Perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio".
Operare in Dio significa fondare sull'amore e sulla sua fedeltà la nostra vita, liberandola da tutti i gioghi mortali che trascinano nel non senso e nell'egoismo.
Fare in Dio le nostre opere è libertà, è approdo, pienezza di figli che vivono di fiducia vera e di speranza profonda.
Anche se gli sberleffi dei potenti dicono il contrario, il bene non sarà mai inutile, la verità non sarà mai sconfitta, l'amore è sempre la risposta più vitale ad ogni situazione della nostra storia e di quella dell'umanità intera.
Operare in Dio significa fondare sull'amore e sulla sua fedeltà la nostra vita, liberandola da tutti i gioghi mortali che trascinano nel non senso e nell'egoismo.
Fare in Dio le nostre opere è libertà, è approdo, pienezza di figli che vivono di fiducia vera e di speranza profonda.
Anche se gli sberleffi dei potenti dicono il contrario, il bene non sarà mai inutile, la verità non sarà mai sconfitta, l'amore è sempre la risposta più vitale ad ogni situazione della nostra storia e di quella dell'umanità intera.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di At 5,17-26
Commento del 10/04/2024
Salmo 34 (33),6-7
Commento del 29/06/2024
Vangelo di Gv 3,16-21
Commento del 30/04/2025

"Invece chi fa la verità viene verso la luce".
RispondiEliminaE' più comdo vivere nelle tenebre;la luce ci schiaccia?!
Le tenebre offuscono i corrotti,i soprusi (vedi Trumpismo di oggi);la luce del Papa acceca,abbaglia..dà fastidio ...
La luce ci deve aiutare a vedere le cose con la LUCE di DIO!
Domada?Cammino nella luce o nelle tenebre?
Prego molto su questo.
"Chi fa la verità viene verso la luce".
RispondiEliminaLa via verso luce attrae ogni cuore.
È via di festa, è via di pace.
Fare verità è amare con i fatti.
Non più solo parole, ma cuore, mani, piedi, in movimento per servire.
"Chi fa la verità viene verso la luce".