Vangelo del 16 aprile 2026
"Chi viene dall'alto, è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza.
Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui".
Questo brano, poco citato del Vangelo di Giovanni, ci presenta il Battista mentre sta predicando e prima che venga messo in prigione (cfr. Gv 3,24).
Nelle parole che seguono profetizza il legame profondo fra la Pasqua e la Pentecoste, verso la quale camminiamo in questi giorni. E' lo Spirito che ci permette di accogliere il Vangelo e di custodirne la memoria viva nel nostro cuore e nella nostra fede.
Il Padre non è tirchio con noi: "senza misura egli dà lo Spirito", secondo lo stile di larghezza e abbondanza che caratterizza sempre i suoi doni.
L'amore lega il Padre al Figlio; è Vita che si dona per l'eternità reciprocamente, è iniziativa e risposta d'amore tra i due.
Il Figlio, ricco della fiducia del Padre, riceve tutto nelle sue mani e non lo tiene per sé gelosamente (cfr. Fil 2,6), ma lo elargisce in abbondanza.
Tutto è nelle mani del Figlio, ma quello che ci riempie di gratitudine è che quel tutto ci è stato riversato in grembo senza limiti, senza condizioni!
"Chi crede nel Figlio ha la vita eterna".
La Buona Notizia è che abbiamo modo di uscire dalla morte, dal potere oppressivo del peccato e dalle tenebre del male: la fede nel Cristo Risorto è forza liberante per noi!
Credere in lui ci riscatta dal peccato e ci toglie di dosso la morte che ci uccide ogni giorno, ad ogni gioia, ad ogni passo, per la paura che ne abbiamo. La paura della morte ci condiziona in modo terribile.
Credere in Gesù e nel suo amore per noi è già vita eterna, è il centuplo di bene, pace e libertà che già da oggi possiamo sperimentare.
Noi partiamo da una situazione di caducità che investe ogni ambito dell'esistenza. Pur se non lo riconosciamo, siamo nella morte, questo è il nostro punto di partenza.
E' rimanere nella morte, essere destinati alla risurrezione ma continuare a languire nella paura e nelle tenebre.
Sentir parlare dell'ira ci fa sempre intimorire, ma sbagliamo perché "l'ira di Dio", che nella Scrittura ricorre spesso, non è la rabbia contro di noi, ma la sua radicale opposizione al male e al peccato.
È un modo umano il fatto che la Scrittura parli di gelosia, di ira, di vendetta divina.
La vicenda di Gesù, le sue parole, i segni, i fatti da lui compiuti hanno dimostrato che non c'è condanna nel Padre, che l'Amore è donato in sovrabbondanza nel Figlio e nello Spirito, legame che li unisce e che ci attrae a loro.
Destinati alla morte, siamo attirati, gratificati e ricolmi di Vita: questo il dono dello Spirito del Risorto che ci abita e ci rivitalizza.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di At 5,27-33
Commento del 28/04/2022
Salmo 34 (33),19-20
Commento del 11/04/2024
Vangelo di Gv 3,31-36
Commento del 01/05/2025

Egli attesta ciò che ha visto e udito!
RispondiEliminaFa che possa sempre parlare di TE
Vivere quello che mi hai fatto vedere ed Ascoltare.
Amen
🙏
Elimina"Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa".
RispondiEliminaQuando la parola Padre è vera,
è vera anche la parola Figlio.
Il Padre ama il Figlio.
Il Figlio riceve ogni cosa dal Padre.
Il Padre è felice per il Figlio.
Il Figlio è felice per il Padre.
"Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa".