Salmo del 10 luglio 2026

Più bianco della neve 
Sal 51 (50),8-9 

"8 Ma tu gradisci la sincerità nel mio intimo,

nel segreto del cuore mi insegni la sapienza.


9 Aspergimi con rami d'issòpo e sarò puro;

lavami e sarò più bianco della neve". 


Il Salmo 51 è una scuola di preghiera, ma non fa sviolinate; prende le mosse da quanto c'è di più brutto nella nostra vita: il peccato. Una certezza accompagna il salmista: riconoscere la propria colpa rende il cuore libero e nella fede si gioisce per la misericordia infinita del Signore. 
Nessun peccato di questo mondo potrà mai essere più grande della misericordia del Signore! È un cammino importante e necessario perché è risalita dalle tenebre del peccato alla luce dell'amore di Dio. 
Il Salmo esalta il cuore che, pur se umiliato dal peccato, cerca e si affida al Signore che riattivi, con la sua forza, la via della vita. 

"Ma tu gradisci la sincerità nel mio intimo,
nel segreto del cuore mi insegni la sapienza".
Siamo convinti che il Signore veda tutto, ossessionati che sondi troppo la nostra interiorità, timorosi della condanna che ne possa venire. Ma lo sguardo del Signore è veramente penetrante. Non vede solo il male che c'è in noi, ma comprende l'incapacità di contrastrarlo, la debolezza, la necessità che abbiamo del suo intervento.
Inoltre sa vedere la sincerità di un cuore che, pur tormentato dal peccato, non smette di essere educato  e di ricercare alla sua sapienza.
È una considerazione molto coraggiosa quella del salmista: la saggezza riempie tutto il creato, ha dato la vita a tutto, eppure continua a prendersi cura dei cuori feriti e confusi dal peccato, insegnando parole d'amore. 
Il re Davide è l'esempio più lampante di un fedele che pecca tantissimo, eppure non si sente abbandonato da Dio, continua ad essere il discepolo scelto e consacrato per una missione!

"Aspergimi con rami d'issòpo e sarò puro".
E' descritto un rito liturgico di purificazione che esce dal tempio ed entra nella vita quotidiana, dove non c'è un altare con una vittima da sacrificare, ma un cuore oppresso dalla colpa. L'opera purificatrice di Dio compie meraviglie nelle pieghe nascoste delle nostre semplici esistenze.
Il peccato tinge di morte la nostra storia, il perdono del Signore la profuma di nuova freschezza.

 

"Lavami e sarò più bianco della neve".
Molto bella questa immagine che vede il Signore come una rugiada che ripulisce, come una benedizione che gronda su tutto e riporta bianco ciò che sembrava nero per sempre! 
Il bianco è un colore della vittoria, di festa, dice luce che si irradia, contrasta il grigio che tinge a volte il nostro intimo. Il bianco ben si addice alla gioia di sapersi perdonati. 
Rinati dall'acqua sorgiva della grazia possiamo anche noi sentirci liberati da colpe che ci portiamo dentro da anni. Il Signore azzera le colpe, rinuncia alle condanne: arrendiamoci al perdono immeritato che ci viene donato oggi, in abbondanza e per sempre.

Link di approfondimento alla liturgia del giorno:


Prima lettura di Os 14,2-10 

Commento del 13/03/2026


Salmo 51 (50),3-4

Commento del 21/02/2024


Vangelo di Mt 10,16-23

Commento del 12/07/2024


Commenti

  1. "nel segreto del cuore mi insegni la sapienza."
    Nel profondo del cuore, dove ci sei Tu mio Signore e mio Dio il peccato non entra, non sporca, non distrugge. Nel segreto del cuore Tu mi insegni che non sono il mio peccato, sono tua figlia, amata e salvata dal Tuo grande Amore

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  2. Intimo
    Si
    fammi intimo ,sempre di più con Te
    farai di me uno che si confronta,si ferma a meditare...
    facendo memoria del vissuto e non ricadere....
    stessi errori---
    Amen

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  3. "Nel segreto del cuore
    mi insegni la sapienza".
    Non legge, ma sapienza.
    Non dall'alto, ma di dentro.
    Il Padre vive nel segreto,
    vede nel segreto.
    Nel segreto insegna sapienza.
    Il mio cuore è nella gioia.

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