Prima lettura del 26 febbraio 2026

Tu liberi fino all’ultimo
Est 4,17 k-u

"In quei giorni, la regina Ester cercò rifugio presso il Signore, presa da un’angoscia mortale. Si prostrò a terra con le sue ancelle da mattina a sera e disse: «Tu sei benedetto, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe. Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all’infuori di te, o Signore, perché un grande pericolo mi sovrasta.

Io ho sentito dai libri dei miei antenati, Signore, che tu liberi fino all’ultimo tutti coloro che compiono la tua volontà. Ora, Signore, mio Dio, aiuta me che sono sola e non ho nessuno all’infuori di te.

Vieni in soccorso a me, che sono orfana, e poni sulle mie labbra una parola opportuna davanti al leone, e rendimi gradita a lui. Volgi il suo cuore all’odio contro chi ci combatte, a rovina sua e di quanti sono d’accordo con lui. Quanto a noi, liberaci dalla mano dei nostri nemici, volgi il nostro lutto in gioia e le nostre sofferenze in salvezza»". 


"Tu sei benedetto, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe. Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all’infuori di te, o Signore, perché un grande pericolo mi sovrasta.

Io ho sentito dai libri dei miei antenati, Signore, che tu liberi fino all’ultimo tutti coloro che compiono la tua volontà".


Da regina a condannata a morte: la storia di Ester, ebrea in esilio insieme al suo popolo, diventa il modello di come il Signore intervenga nella storia risollevando le sorti degli oppressi. Il libro biblico che porta il suo nome infatti racconta il salvataggio prodigioso che Dio realizza nei confronti di Ester e del suo popolo, oppresso e minacciato da potenti e arroganti nemici stranieri. 

Ester scopre un complotto per la distruzione del suo popolo e con grande coraggio ne parla al re, sventandolo. Si prepara al grande incontro con una preghiera intensa e commuovente. 

Gli ebrei celebrano ogni anno la festa di Purim, simile al nostro carnevale, che ricorda questa particolare esperienza di salvezza. È un memoriale della vita che il Signore ha per i suoi figli. 


"Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso all’infuori di te, o Signore, perché un grande pericolo mi sovrasta".

Una regina fa la preghiera del povero, che non ha più alcun appoggio umano e può sperare solo nel Signore. Quando il Signore è l'ultima spiaggia, la preghiera si fa insistente e si accresce la relazione fiduciosa.

Ester sa che il Signore ascolta e non rimane sordo alla sua invocazione.

Quello che fa più male è la solitudine davanti ai pericoli, non poter avere sostegno per decisioni che non si possono delegare. Ester sente il peso del suo ruolo ma sa che qualcuno c'è accanto a lei.


"Io ho sentito dai libri dei miei antenati, Signore, che tu liberi fino all’ultimo tutti coloro che compiono la tua volontà".

La memoria biblica, custodita sin da piccola ascoltando la Parola sacra, arriva in aiuto dissipando le tenebre del dolore; quel seme piantato tanti anni prima ora produce il suo frutto di speranza. 

Come i padri anche lei si mette nelle mani del Signore, il posto più sicuro per un figlio. 

Il Signore libera "fino all'ultimo", dice Ester nella sua preghiera. Non c'è scadenza per la sua promessa, non c'è limite alla sua fedeltà. E anche se i suoi tempi non sono i nostri, il Signore mostrerà certamente la sua gloria salvandoci dalla morte. 


Link di approfondimento alla liturgia del giorno:


Prima lettura di Est 4,17 k-u 

Commento del 10/03/2022


Salmo Sal 138 (137),1-2 

Commento del 29/09/2025


Vangelo di Mt 7,7-12 

Commento del 13/03/2025


Commenti

  1. Rifugio presso il Signore, presa da un’angoscia mortale.
    dove,altrimenti?
    Rifugio di tutti noi,soprattutto nel dolore
    La TUA forza è liberante,dona a tutti la consapevolezza della Tua presenza.
    Amen

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  2. "Tu liberi fino all’ultimo".
    È detto di Dio.
    Il Signore libera veramente,
    fino in fondo e per sempre.
    Il suo è un amore liberante, risanante, illuminante.
    Non è mai troppo tardi per lui,
    non è mai senza speranza per noi.

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