Vangelo del 6 agosto 2026
"In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti»".
Gesù, luce tra Mosè ed Elia, colui che rischiara nel modo perfetto la Legge e gli scritti profetici. E' manifestazione eccelsa, squarcio nella comprensione di Dio e nella missione del Figlio suo.
Cosa scoprono sul monte i tre apostoli che assistono a questa scena sconvolgente? Che Gesù è il cuore della Sacra Scrittura, è.la sua vita e la sua Parola che danno luce a tutto, esegesi divina di ogni Parola della Scrittura.
Mosè ed Elia conversano con Gesù: la Legge e i Profeti è nel dialogo con Gesù che rivelano il loro mistero. Al cuore di questa esperienza dello Spirito resta una Parola che è una indicazione preziosa: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
Per i tre apostoli che sono sul monte con Gesù è una scoperta perché ancora non avevano conosciuto in questa veste il loro amico. Gesù, e quello che annuncia, sono la Parola definitiva di Dio per loro.
Il cammino dei discepoli diventa possibile nell'ascolto continuo di Gesù, Logos di Dio.
"All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore".
È il sacro timore che prende l'uomo quando si sente sfiorato dal divino. Si prostrano faccia a terra come davanti ad un re potente. Sono schiantati a terra e credono di non reggere ad una tale teofania.
"Ma Gesù si avvicinò, li toccò"
Ma Gesù rimane l'amico che conforta e fa sentire una vicinanza comprensiva.
"Li toccò" come toccava i malati, gli indemoniati, coloro che si sentivano indegni e impuri. E' il guaritore, il consolatore, il divino che tocca l'umano per rassicurare e rialzare.
Con la sua vicinanza indica loro l'atteggiamento giusto davanti al Padre: "Alzatevi e non temete".
Siamo figli davanti al Padre, è necessario avere occhi che non temono per vederlo bene, fiduciosi nella sua grazia per attingere alla fonte della misericordia.
Da figli, in piedi, nella gioia: così stanno i discepoli di Gesù davanti al Signore!
"Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo".
Ora la Parola udita diventa indicazione preziosa: scomparsi Mosè ed Elia, che lasciano il posto a colui che anche loro attendevano e annunciavano, rimane solo Gesù, da ascoltare e da seguire.
E' necessario fare questo salto di maturità per degli ebrei credenti che avevano nella Parola scritta la sola sacralità concreta che conoscevano.
Adesso è donato, a loro e a tutti, un Figlio, Parola fatta carne, colui di cui tutta la Scrittura era gravida.
Alzando gli occhi al Padre, risollevati dalla terra che credevamo essere l'unica dimensione possibile, si scorge solo Gesù, piena rivelazione del suo amore per noi, dimensione divina che tocca la nostra vita e la porta allo sguardo dell'Amato.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di Dn 7,9-10.13-14
Commento del 06/08/2025
Salmo 97 (96),1-2
Commento del 27/12/2025
Vangelo di Mt 17,1-9
Commento del 08/03/2020

"Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo."
RispondiEliminaSolo Tu Signore l'oggetto del nostro sguardo di amore, il fine della nostra vita, il centro del nostro operare
"Gesù si avvicinò, li toccò".
RispondiEliminaIl Verbo si è fatto carne.
Il Verbo si avvicina.
Il Verbo tocca e si fa toccare.
È l'Emmanuele.
È il mio Dio.
"Alzatevi e non temete"
RispondiEliminaIL timore di Dio è
"sentirsi" figli;
è
sentirsi IL discepolo amato.
Dio è Amore e l'Amore esorcizza; scaccia via la paura.
Credi nell'Amore:
questa è la fede.
Cosa scelgo...fiducia o paura?
Pa' ...donami la volontà per scegliere la Fiducia e la Forza e la perseveranza di viverla 🙏😇
Donami di "Gustare" l'Amore Tuo che mi ha voluta, ancor prima che nascessi.
Donami di Riconoscerti nel figlio Tuo l'amato, in cui hai posto il Tuo compiacimento...
Ti ringrazio per avercelo donato💝
Maria Maddalena
Signore è bello
RispondiEliminaSi
È bello stare con Te
Tu che mi doni tutto Te stesso
Posso scendere...con Te
Grazie