Seconda lettura di domenica 2 agosto 2026
Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati.
Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore".
Paolo alla fine di una catechesi sull'amore di Dio che salva, ci regala questa certezza di fede. Egli passa in rassegna difficoltà e ostacoli che lui nella vita ha provato, ma ha anche sperimentato la passione con cui il Cristo lo ha attirato a sé per sempre.
Niente ha potuto separarlo dall'amore di Cristo, neanche il suo peccato o l'accanimento mortale verso altri credenti che lo avevano preceduto nella fede.
È meraviglioso calarsi in queste pagine e ascoltare Paolo come parla di sé stesso, come riesca ad esprime la sua fede! E' unico e appassionato, ed è affascinante leggere scritti di duemila anni fa che sembrano dettati oggi per ognuno di noi.
E' persuaso Paolo e questa fede indomita ce la trasmette come un padre verso i figli, come un maestro che non vuole insegnare altro ai suoi discepoli se non quello che gli abita nel cuore.
La fede gli dona questa certezza perché poggia sulla fiducia nella fedeltà dell'amore di Dio che rende possibile un legame duraturo in noi che siamo invece incostanti e sempre dubbiosi.
"Né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura".
Pensiamo a chi ha potere su di noi, a chi temiamo ci possa schiacciare, schiavizzare, imprigionare: ecco per l'apostolo nessuno di questi poteri che sono in cielo, o sulla terra, o sottoterra, potrà mai separarci dall'amore di Cristo.
Che bella notizia, distrugge la paura!
Morte e vita, angeli o demoni, creature di ogni specie, nessuno ha potere di rompere questo legame carnale che lui ha reso indelebile.
È consolante che nell'elenco ci sia la morte, quella che temiamo di più, quella che guardiamo da lontano perché ne sentiamo forte il potere divisivo.
"... Potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore".
E se anche ci fossero nemici esterni che ci vogliono strappare da questo amore, nessuno sarà più forte di chi ci tiene stretti a sé, né angeli e né diavoli diremmo noi oggi.
La fede scaccia ogni timore, anche quello, terribile e quasi inestirpabile, di esserci perduti!
Più il Vangelo mette radici nel nostro cuore e più la convinzione, la persuasione radicata di Paolo diventa la nostra, contro ogni altra parola che dicesse il contrario!
Diciamo insieme al nostro apostolo delle genti: noi siamo persuasi!
Sì, la fede ci fa affermare questo proprio quando avevamo temuto di non essere accolti più, ci fa entrare in questa esultanza che sgorga dal profondo perché tanto amore era impensabile, ed è realtà.
L'amore del Padre e del Figlio era oltre ogni nostro desiderio, eppure, oggi, è la nostra certezza!
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di Is 55,1-11
Commento del 07/01/2024
Salmo 145 (144),17-18
Commento del 18/10/2023
Seconda lettura di Rm 8,31-39
Commento del 30/10/2025
Vangelo di Mt 14,13-21
Commento del 04/08/2025

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