Vangelo del 27 novembre 2025
"In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina»".
Tutto è destinato a finire. Gesù lo ripete ogni volta che ne ha occasione, davanti al tempio che sembra costruito per durare in eterno, a Gerusalemme che sembra non debba mai essere distrutta, davanti ai potenti che pensano di avere la vita dei fratelli nelle loro mani. Ma è solo una brutta e pericolosa illusione.
Le parole di Gesù sono uno schiaffo che risveglia alla realtà. Questo non vuol dire che la promessa di eternità sia vana. Piuttosto il suo annuncio non si fonda certo sulle cose di questo mondo destinate a perire. Noi siamo sempre a caccia di sicurezze, ma nessun bene di questo mondo potrà mai darcele.
"Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria".
Gesù è Colui che il Padre ha mandato, espressione della sua gloria, rivelazione della sua potenza.
Nell'Esodo Dio si serve di una nuvola per manifestarsi presente in mezzo al suo popolo.
Il Figlio dell' uomo, il Messia, è dono del Padre e rende manifesto tutto quello che la nube indicava ma sembrava celare, andando oltre nella rivelazione, lui che "è immagine del Dio invisibile" (Col 1,15).
Luca prende in prestito il linguaggio apocalittico del libro di Daniele per mostrare realizzate le antiche profezie (cfr. Dn 7,13) e fare da ponte al nuovo annuncio del Regno (cfr. Ap 14,14).
"Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina".
Gesù ha raccontato di catastrofi e di guerre che sono segni dell'arrivo della fine di ogni cosa. Ma invece che terrorizzarsi i discepoli si devono rallegrare, perché sono anche segni della liberazione vicina.
Il Figlio dell'uomo è portatore di salvezza, è questa la sua missione, non certo quella di essere presagio di condanna e devastazione.
Gesù apre gli occhi a noi suoi discepoli, ci preparara amorevolmente liberandoci dalle paure e dalle letture catastrofiche di segni che, letti alla luce della sua morte e risurrezione, diventano motivo di speranza, capaci di farci rialzare il capo e rimetterci gioiosi alla sua sequela.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di Dn 6,12-28
Commento del 28/11/2019
Salmo tratto da Dn 3
Commento del 25/11/2021
Vangelo di Lc 21,20-28
Commento del 28/11/2024

la vostra liberazione è vicina
RispondiEliminaAl di là dei tempi e modi CHE SONO SOLO SUOI,di DIO
Io non posso che venga liberato dai miei nemici,quelli veri;quelli che affollano ancora il mio cuore!
Liberami!
Amen
Vieni Signore
RispondiEliminala Tua Presenza
è
Liberazione e Vita
"Alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina".
RispondiEliminaMeravigliosa indicazione.
Innalzare il capo,
con fiducia e speranza.
Il Liberatore è qui.
La liberazione è vicina.
È già gioia !