Prima lettura del 21 aprile 2026
At 7,51-8,1a
"In quei giorni, Stefano [diceva al popolo, agli anziani e agli scribi:] «Testardi e incirconcisi nel cuore e nelle orecchie, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo. Come i vostri padri, così siete anche voi. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete diventati traditori e uccisori, voi che avete ricevuto la Legge mediante ordini dati dagli angeli e non l'avete osservata». All'udire queste cose, erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano. Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio e disse: «Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio». Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Sàulo. E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: «Signore, non imputare loro questo peccato». Detto questo, morì.
Sàulo approvava la sua uccisione".
Il libro degli Atti degli Apostoli racconta la storia di questo discepolo, servo (diacono in greco) alla mensa dei poveri, che ha unito annuncio e servizio sino alla fine.
La resistenza alla Parola di Gesù si concretizza come chiusura all'annuncio dei suoi discepoli. Ma la Parola di Dio non può essere fermata, continua la sua corsa attraverso la bocca di nuovi evangelizzatori. Stefano resta tra i discepoli primo testimone (martire in greco) con la sua vita e la sua morte, incarnando la stessa donazione totale del Maestro.
Morte terribile destinata a particolari peccati come quello della blasfemia, di cui è accusato Stefano. Non era una morte immediata, era una punizione pesante, che non solo creava tanta sofferenza prima della morte, ma era morte per mano di tutti, condanna collettiva, ripudio pubblico di colui che aveva offeso una certa idea di Dio.
La cattiveria umana, benedetta dalla religione, è capace di atrocità impensabili. Il fanatismo e l'assoluto rifiuto di dialogo hanno sempre prodotto morte, in ogni religione, nella nostra come in quella degli altri.
Le Parole di Gesù sulla croce risuonano sulle labbra del suo fedele discepolo Stefano.
La certezza che il Signore non ci abbandoni nel sepolcro e ci liberi dalla morte spinge i discepoli di Gesù a pregare come lui ha fatto nel momento cruciale, proprio quello in cui sembra che il Padre sia più lontano.
"Sia che viviamo sia che moriamo siamo del Signore" (Rm 14,8), la nostra vita è sempre al sicuro nelle sue mani paterne e materne.
Questa è la stessa preghiera di intercessione che Gesù ha fatto a favore dei suoi uccisori. Ci sembra impossibile che Gesù l'abbia pronunciata, e ancora di più è enorme sulla bocca di Stefano!
Eppure ricambiare il male ricevuto con il bene si impara alla scuola del Vangelo.
E' molto di più che perdono, è anche intercessione a favore di chi perseguita e fa il male.
Con queste ultime Parole, in ginocchio, sotto la raffica delle pietre lanciate da chi di peccati ne aveva, si addormenta nel Signore il martire Stefano.
Il brano si conclude con una sottolineatura che dice tutto il dramma del fanatismo e della persecuzione. E' la prima annotazione che ci parla di Saulo-Paolo.
È cittadino romano per cui, oltre al nome ebraico che ricorda il primo re di Israele, ha un nome romano che significa "piccolo".
Approva l'uccisione, non è solo spettatore, giudice e carnefice con gli altri, e avrà sentito quelle parole eroiche e amorevoli rivolte da Stefano anche lui, affinché quel peccato non gli fosse imputato.
Saulo, accanito persecutore della nuova comunità dei discepoli, sarà fermato dal Signore che dichiara la persecuzione come fatta direttamente a lui (cfr. At 9,3-5).
Le Parole di Stefano diventano vero Vangelo e non sono andate perse; hanno la potenza del seme, piantato nelle orecchie di tutti coloro che le hanno ascoltate.
Anni dopo Paolo porterà questo annuncio fruttificato nei suoi ardimentosi viaggi missionari e nelle sue lettere, dimostrandosi il più convinto testimone di quanto Gesù e Stefano avevano affermato in punto di morte.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di At 7,51-8,1a
Commento del 16/04/2024
Salmo 31 (30),5-6
Commento del 15/09/2025
Vangelo di Gv 6,30-35
Commento del 06/05/2025

Si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui!
RispondiEliminaSi ancora oggi,in vari contesti prevale l'effetto massa,gregge dico io.....
Senza motivo ci si scaglia CONTRO chi sta dalla parte del Vero
la verità corrode,fa male;si vuole SEMPRE zittire..
Ma non è possibile,perchè nel VERO ci sei TU papa',fammi stare sempre dalla TUA parte
Amwn
«Signore Gesù, accogli il mio spirito»".
RispondiEliminaCerti dell'accoglienza
si prega così.
Come dubitare?
Chi può essere più
accogliente di lui?
Il Vangelo è la storia della sua accoglienza senza limiti.
«Signore Gesù, accogli il mio spirito»".