Salmo del 18 aprile 2026
su chi spera nel suo amore,
19 per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame".
Il Salmo 33 esalta il Signore che provvede con la sua sollecitudine al bene di ogni creatura. La provvidenza è infatti il nome che ci svela l'opera materna di Dio per tutti.
Dio Padre, più che onnipotente, si manifesta come onniamante, di tutta l'umanità afflitta da infermità terribili. La sua attenzione è su chi è povero di tutto e non riesce più a gridare il suo bisogno.
Il Signore vede, parla, opera, non è indifferente o distante dalle nostre vicende. Questo agire incarnato viene definito con la parola "grazia", gratuità assoluta con cui il Signore ci colma dei suoi doni. Il suo amore e la sua attenzione benevola non hanno confini.
"Ecco, l'occhio del Signore è su chi lo teme".
La visione del Salmo non è certo quella dell'occhio indagatore, di un Dio che cerca il pelo nell'uovo per puntare il dito e condannare alla minima infrazione!
L'occhio del Signore indica invece la cura duratura nel tempo che segue ogni figlio senza abbandonarlo mai, per nutrirlo e farlo crescere, per liberarlo da ciò che per lui è morte.
"Chi lo teme" non indica chi è attanagliato dalla paura, ma colui che ha trovato la fonte di ogni bene e fa di tutto per non allontanarsene.
"Su chi spera nel suo amore".
Chi è senza mezzi, povero ed emarginato, cerca, ha bisogno di chi gli presti attenzione: il Signore veglia e si prende cura di ognuno; la speranza dei bisognosi non è mal riposta. Sperare nell'amore del Signore è la più grande assicurazione sulla vita che possiamo fare!
"Per liberarlo dalla morte".
Il Dio vivente ha un pallino, ogni sua opera ha sempre un obiettivo: liberare quelli che la vita non ce l'hanno o non ne godono in pienezza.
La sua è una lotta senza fine alla morte, vinta per amore, vinta per sempre. Ogni oppresso, ogni schiavo della morte, troverà sempre dalla sua parte il Dio biblico, liberatore e datore di vita.
"E nutrirlo in tempo di fame".
Nutrire è un verbo squisitamente materno. Il Signore è attento al bene e alla crescita dei suoi figli.
L'umanità affamata di vita troverà sempre nel Padre il nutrimento giusto e la sazietà.
La vita con il suo scorrere ci impoverisce, ci preoccupa e ci fa paura. Ma alla scuola della Scrittura acquista un altro senso: si cresce nel desiderio, nella ricerca del nutrimento che duri, nella completezza che non abbiamo.
La risposta alla nostra domanda la dà il Signore che nutre i tempi di fame, che completa il nostro spirito col suo, che si fa egli stesso mamma che dona il suo cibo abbondante e saziante.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di At 6,1-7
Commento del 22/04/2023
Salmo 33 (32),4-6
Commento del 26/05/2024
Vangelo di Gv 6,16-21
Commento del 30/04/2022

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