Vangelo del 16 maggio 2026
"In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio.
Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre»".
«In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio.
Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre»".
Approdo al Padre, nel nome di Gesù: è il percorso della nostra preghiera secondo il Vangelo di Giovanni che stiamo meditando. Per i discepoli è una novità poter pregare nel nome del loro amato Maestro.
La fiducia in Dio che hanno coltivato pregando con i Salmi, cresce ulteriormente pregando ora con la confidenza dei figli che ha insegnato Gesù È una prospettiva feconda anche per la nostra preghiera. In Lui, Figlio, siamo figli e fratelli, ed è con questa consapevolezza che dobbiamo vivere e parlare con chi ci ama.
La fiducia in Dio che hanno coltivato pregando con i Salmi, cresce ulteriormente pregando ora con la confidenza dei figli che ha insegnato Gesù È una prospettiva feconda anche per la nostra preghiera. In Lui, Figlio, siamo figli e fratelli, ed è con questa consapevolezza che dobbiamo vivere e parlare con chi ci ama.
"Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo".
Giovanni all'inizio del suo Vangelo afferma "Il Verbo si è fatto carne" descrivendo in modo lucido e vero il venire tra noi del Figlio, uscendo dal Padre per farsi uno di noi, dentro di noi. Dal Padre a noi è la prima parte del suo percorso, da noi al Padre è il compimento del cammino.
Il Padre e noi: i due grandi amori di Gesù.
Per amore del Padre si è fatto come noi, rinunciando alla sua divinità, abbracciando la volontà di salvezza che ha mosso Dio verso un'umanità sofferente e bisognosa del Salvatore.
Giovanni all'inizio del suo Vangelo afferma "Il Verbo si è fatto carne" descrivendo in modo lucido e vero il venire tra noi del Figlio, uscendo dal Padre per farsi uno di noi, dentro di noi. Dal Padre a noi è la prima parte del suo percorso, da noi al Padre è il compimento del cammino.
Il Padre e noi: i due grandi amori di Gesù.
Per amore del Padre si è fatto come noi, rinunciando alla sua divinità, abbracciando la volontà di salvezza che ha mosso Dio verso un'umanità sofferente e bisognosa del Salvatore.
Uscito dal grembo del Padre e partorito alla vita umana: un passaggio che nessuno di noi avrebbe fatto ma che ha generato l'umanità alla vita che non muore col Cristo.
"Ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre".
"Ora" è il momento sempre presente della Gloria, la grazia che si fa prossima e quotidiana, l'eterno che tocca il finito e lo divinizza.
"La grande ora nella storia del mondo è quella in cui il Figlio dà la vita, facendo udire la sua voce salvatrice agli uomini che sono sotto il dominio del peccato. È l'ora della redenzione" (Giovanni Paolo II).
Dopo la croce e la passione, l'ora diventa quella della Pasqua e del tempo di tornare al Padre.
Uscire dal mondo è il modo di Gesù di alludere alla sua morte. Non tragedia o rottura, ma porta spalancata verso il grembo paterno. Dal Padre a noi e da noi al Padre è il cammino di Gesù, che ci ha strappato alla morte e ci ha portato già ora al Padre e per sempre.
"Ora" è il momento sempre presente della Gloria, la grazia che si fa prossima e quotidiana, l'eterno che tocca il finito e lo divinizza.
"La grande ora nella storia del mondo è quella in cui il Figlio dà la vita, facendo udire la sua voce salvatrice agli uomini che sono sotto il dominio del peccato. È l'ora della redenzione" (Giovanni Paolo II).
Dopo la croce e la passione, l'ora diventa quella della Pasqua e del tempo di tornare al Padre.
Uscire dal mondo è il modo di Gesù di alludere alla sua morte. Non tragedia o rottura, ma porta spalancata verso il grembo paterno. Dal Padre a noi e da noi al Padre è il cammino di Gesù, che ci ha strappato alla morte e ci ha portato già ora al Padre e per sempre.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di At 18,23-28
Commento del 28/05/2022
Salmo 47 (46)
Commento del 15/05/2021
Vangelo di Gv 16,23-28
Commento del 20/05/2023

"Apertamente vi parlerò del Padre"
RispondiEliminaSei il Dio di Gesù, la tua vita ci parla dell'amore del Padre, le tue parole, il tuo stare con noi ci rivela di quanta misericordia siamo coperti
Queste cose ve le ho dette in modo velato.
RispondiEliminaSi
Il latte è il nutrimento che spesso preferisco,mi considero un iniziato....
Svelare,conoscere tanto,a volte è più gravoso per me; il bagaglio è pesante...
Arreca benefici alla mia qualità di vita,ma arranco....
Lo Spirito che è in me,quando lo metto in gioco(lo svelo)...mi fa sentire più leggero!
grazie papà