Prima lettura del 18 luglio 2026

Ad altri egli passa l’eredità
Mi 2,1-5

"Guai a coloro che meditano l’iniquità
e tramano il male sui loro giacigli;
alla luce dell’alba lo compiono,
perché in mano loro è il potere.
Sono avidi di campi e li usurpano,
di case e se le prendono.
Così opprimono l’uomo e la sua casa,
il proprietario e la sua eredità.
Perciò così dice il Signore:
«Ecco, io medito contro questa genìa
una sciagura da cui non potranno sottrarre il collo
e non andranno più a testa alta,
perché sarà un tempo di calamità.
In quel tempo
si intonerà su di voi una canzone,
si leverà un lamento e si dirà:
“Siamo del tutto rovinati;
ad altri egli passa l’eredità del mio popolo,
non si avvicinerà più a me,
per restituirmi i campi che sta spartendo!”.
Perciò non ci sarà nessuno
che tiri a sorte per te,
quando si farà la distribuzione
durante l’assemblea del Signore»".

Il cammino spirituale, così come è inteso nella Scrittura, non riguarda solo l'interiorità. I profeti hanno avuto parole di fuoco davanti alle ingiustizie sociali, contro le politiche omicide dei regnanti, denunciando l'oppressione dei più deboli nella comunità. 
Il profeta Michea, che meditiamo oggi, sferra un potente attacco ai ricchi e ai potenti che sfruttano il popolo. 
La sua voce tuona contro chi, notte e giorno, si adopera per arricchirsi a spese dei tanti che rimangono così impoveriti. 
Sembra di leggere una pagina di attualità, è lo stesso orrore a cui assistiamo nei nostri giorni. 
Anche a noi servirebbe un profeta che desse del ladro a chi invece si spaccia per benefattore. 

"In quel tempo
si intonerà su di voi una canzone".

Finirà anche il vento a favore di affaristi e faccendieri, ritenuti fortunati e furbi.
La propaganda fatta da loro stessi vorrebbe un velo di intoccabilità e impunità come se fossero superiori alla legge civile e morale.
Ma i canti di festa diventeranno lamento. 
Il profeta ricorda, a chi si sente al sicuro per le sue risorse, che questa è una stupida illusione. 

"Si leverà un lamento e si dirà:
«Siamo del tutto rovinati»".

Con grande ironia il profeta immagina che gli stessi uomini colpiti dalla mano del Signore si mettano a intonare un canto funebre per narrare la loro sorte mutata. 
Il Signore ha causato la loro rovina; solo adesso, finalmente, si rendono conto che il loro tempo da padroni è finito.

"Ad altri egli passa l’eredità del mio popolo,
non si avvicinerà più a me,
per restituirmi i campi che sta spartendo!".

Il potere non dura per sempre e neanche i soldi. Verrà la fine delle due cose e tutto sarà tolto e dato ad altri. Come nella parabola del ricco che si sente ormai al sicuro per l' abbondanza dei suoi beni:
"Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato, di chi sarà?" (Lc 12,20). 
Gesù verrà per denunciare la deriva dell'élite religiosa che avrebbe dovuto accompagnare il popolo verso il Padre, anziché farsi un'immunità da leggi che gravavano come giogo impietoso sui poveracci. Anche a loro il Maestro dichiara che l'eredità dei prediletti passerà agli altri popoli ritenuti pagani (cfr. Mt 21,43) e quindi indegni di salvezza.

"Perciò non ci sarà nessuno
che tiri a sorte per te,
quando si farà la distribuzione
durante l’assemblea del Signore". 

L'immagine forse non ci dice niente, ma è implacabile!
Il bottino che un re portava a casa dopo una guerra vinta era diviso tra tutti i dignitari, coloro che erano legittimati a spartirsi i beni col regnante.
Non solo questi arroganti hanno perso l'eredità del popolo, ma anche quella dei popoli stranieri sconfitti!
Non saranno quindi più contati tra coloro che possono prendere parte ai beni divini, riservati ai caritatevoli, ai misericordiosi, coloro che sono ritenuti dal Signore i veri vincitori nella vita. 
Il Signore rovescia i potenti dai troni e innalza chi non se lo sarebbe mai aspettato (cfr. Lc 1,52). È logica d'amore, è pedagogia di chi vuole veramente il bene della nostra vita e di quella dei fratelli.

Link di approfondimento alla liturgia del giorno:

Prima lettura di Mi 2,1-5
Commento del 18/07/2020

Salmo 10 (9),3-4
Commento del 20/07/2024

Vangelo di Mt 12,14-21
Commento del 20/07/2019

Commenti

  1. "Non andranno più a testa alta"
    Benedetto sei Tu Signore, hai abbassato ogni superpia, hai innalzato l'umile, hai tagliato la testa al Male

    RispondiElimina
  2. "Guai a coloro che meditano l’iniquità!
    Signore donami questa grazia;
    mai tramare insidie contro un fratello!
    Amen

    RispondiElimina
  3. "Si leverà un lamento e si dirà:
    «Siamo del tutto rovinati»".
    È il lamento di chi si rivolge
    all'unico che può ridare speranza.
    Che il lamento diventi preghiera
    è già il primo dono di Dio per noi.

    RispondiElimina

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