Salmo del 19 settembre 2026

Nell'ora della paura 
Sal 56 (55),4-5 

"4 Nell'ora della paura,
io in te confido.

5 In Dio, di cui lodo la parola,

in Dio confido, non avrò timore:
che cosa potrà farmi un uomo?". 

Al culmine della persecuzione e della paura fiorisce un cantico di fiducia: così ci sorprende il Salmo 56 e ci insegna la strada inesplorata di una preghiera che diventa sorgente di luce e forza. 
Prigioniero dei suoi nemici, il salmista intona un lamento e piano piano il suo orizzonte si colora di fiducia, di pace, di confidenza mai provata. Vive sino in fondo la sua fragilità senza dimenticare le promesse del Dio fedele. 
E' vero, ci sono tempi terribili da attraversare, ma si scopre che anche quelli sono preziosi; niente va perso perché il Signore custodisce come cosa preziosa ogni passo e ogni lacrima di chi è nel dolore. 
Il Salmo è una preghiera che ci accompagna nella risalita, dal buio della paura alla luce dei viventi. 

"Nell'ora della paura,
io in te confido".
Paura, solitudine, angoscia caratterizzano l'ora della confusione e della fuga, ma il cuore del salmista conosce la liberazione che viene dal confidare nel Signore e nel suo amore fedele per noi. 
Quando siamo certi di essere amati anche ciò che temevamo come la più grande sciagura, diventa valle agevole, da attraversare sorretti dal Signore che fa la strada con noi.
"Nell'ora della paura" più forte cresce il desiderio del Salvatore. Per questo Gesù invita i discepoli ad invocare il Padre: nell'ora nella tentazione non ci abbandonare (cfr. Mt 6,13).

"In Dio, di cui lodo la parola".
Il salmista indirizza il grido, che potrebbe essere rivolto a qualsiasi credenza, verso il Dio vero di cui la storia della salvezza traccia l'identità.
Non è un dio astratto ed evanescente, ma colui che ha ascoltato, che è diventato familiare alle orecchie del credente con la sua Parola abbondante, confortante e profetica. 
Meditare la Scrittura continuamente rende il Signore vicino e la sua voce riconoscibile di fronte a tante altre parole inutili; a lui ci si può rivolgere con semplicità e fiducia. 

"In Dio confido, non avrò timore:
che cosa potrà farmi un uomo?". 
Secoli dopo esclamerà l'apostolo Paolo: "Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?" (Rm 8,31). Nessuno ha un potere superiore al suo, nessuno può strapparci dalle sue cure paterne e materne. 
Nessun potere umano potrà mai nuocerci veramente, definitivamente. 
Il Signore è difesa e forza, aiuto dei poveri e del fragili. Il salmista non crede alle favole a lieto fine; è la memoria dell'aiuto ricevuto in passato che lo sostiene anche nelle tenebre dell'oggi. 
"L'ora della paura" si trasforma in periodo fecondo di vicinanza. L'esortazione "Non temere" che attraversa tutta la Scrittura, diventa nostro sussurro, un mantra che il cuore ripete, certo di camminare alla presenza del Vivente.

Link di approfondimento alla liturgia del giorno:

Prima lettura di 1Cor 15,35-37.42-49 
Commento del 17/09/2022

Salmo 56 (55),9-10 
Commento del 18/01/2024

Vangelo di Lc 8,4-15
Commento del 20/09/2025

Commenti

  1. "nell'ora della paura, in Te confido"
    Cos'è la tentazione o la cosiddetta "prova" se non un mettere radici nella fede? Nella difficoltà, Signore, resto abbracciata a Te, ancorata alla tua croce, segno del tuo Amore che salva, sostiene, libera, loda in ogni tempo e in ogni luogo

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  2. Cosa può farmi...un mio simile?
    Donami la qualità TUA,vedere un fratello in chi mi ...sta vicino.
    Amen

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  3. "In Dio confido, non avrò timore:
    che cosa potrà farmi un uomo?".
    Fiducia liberante.
    Amore che da forza.
    Vicinanza che sorregge.
    Tu mio aiuto e mio liberatore.

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