Vangelo del 25 novembre 2025

Non sarà lasciata pietra su pietra
Lc 21,5-11

"In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo".

Distinguere tra apparenza e realtà, tra ciò che passa e ciò che resta, è segno di maturità umana, di discernimento e di visione spirituale profonda. Lasciarsi abbagliare dai lustrini e dalle belle pietre è un grosso rischio: porta a vivere nell'illusione, perdendo la possibilità di vivere oggi i doni del Signore. 
Gesù interviene a placare il fragile entusiasmo dei discepoli aiutandoli a vedere oltre le grandiosità umane che, come tutte le nostre cose, sono passeggere.
Un detto della sapienza buddista ci invita di immaginare la tazza già rotta appena la compri perché è destinata a finire così prima o poi. Attaccare il proprio cuore a ciò che presto non ci sarà più, fondare la propria speranza su ciò che è destinato a finire, è autoinfliggersi grande sofferenza e perdere la bellezza del presente. 

"In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi".
Ammirare, stupirsi, è una buona attività del cuore. Senza questi sentimenti il cuore si inaridisce e gli occhi perdono la capacità di vedere ciò che sta dietro le cose. Ma bisogna farlo con attenzione, con vera consapevolezza. In questo nostro mondo niente è per sempre, perfino le pietre più solide prima o poi crolleranno e le velleità di regni terreni eterni finiscono molto presto. Gesù non è un guastafeste, ma è proteso a formare i suoi discepoli, ad aprirli a ciò che non perisce. Interviene affreddando l'entusiasmo ma suggerendo un diverso punto di vista.

"Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta»".
Chi può contraddire il Cristo? Lo si può accusare di pessimismo? La fede autentica deve sostenere il nostro cuore, aprirlo ad un sguardo realistico sulla realtà. 
La fede rifugge l'illusione, è ricerca della stabilità che solo la Parola e i fatti operati dal Signore possono donare.
Quando i giorni della distruzione arrivano, in tutti gli ambiti della nostra vita, beati coloro che si sono preparati alla tazza rotta. Nulla sarà perduto. La verità su di noi e il senso della realtà risplenderà così com'è nel progetto di Dio.

Link di approfondimento alla liturgia del giorno:

Prima lettura di Dn 2,31-45
Commento del 26/11/2019

Salmo tratto da Dn 3,52-90
Commento del 29/11/2019

Vangelo di Lc 21,5-11
Commento del 23/11/2021

Commenti

  1. "non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta".
    Chi può dire il contrario?
    Chi può impedire che avvenga?
    Il mio cuore è avvisato.
    A questo deve essere pronto.
    Questa Parola mi porta
    vera Sapienza.

    RispondiElimina
  2. Verranno giorni..........
    Si,grazie a TE
    Verranno,accadranno tante cose
    Io osservo ed inciampo in cose che non gradisco.....
    Comunque accadono
    Donami la TUA,un pizzico della TUA,lungimiranza.....
    Tutto è vanità
    TU SOLO RESTI!
    Grazie

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Perché un blog con questo titolo?!

Prima lettura del 31 ottobre 2019

Salmo 23 per il mio papà

Vangelo del 12 gennaio 2019

Vangelo dei domenica 13 gennaio 2019