Prima lettura del 12 marzo 2026

Non mi hanno ascoltato 

Ger 7,23-28


"Così dice il Signore: 
«Questo ordinai loro: “Ascoltate la mia voce, e io sarò il vostro Dio e voi sarete il mio popolo; camminate sempre sulla strada che vi prescriverò, perché siate felici”. 
Ma essi non ascoltarono né prestarono orecchio alla mia parola; anzi, procedettero ostinatamente secondo il loro cuore malvagio e, invece di rivolgersi verso di me, mi hanno voltato le spalle. 
Da quando i vostri padri sono usciti dall’Egitto fino ad oggi, io vi ho inviato con assidua premura tutti i miei servi, i profeti; ma non mi hanno ascoltato né prestato orecchio, anzi hanno reso dura la loro cervìce, divenendo peggiori dei loro padri. 
Dirai loro tutte queste cose, ma non ti ascolteranno; li chiamerai, ma non ti risponderanno. Allora dirai loro: Questa è la nazione che non ascolta la voce del Signore, suo Dio, né accetta la correzione. La fedeltà è sparita, è stata bandita dalla loro bocca»". 

Il popolo dell'ascolto che non ascolta: è il paradosso che tutti i profeti nella Bibbia hanno dovuto affrontare e denunciare, compreso Gesù. La Parola di Dio rischia di passare dalle orecchie senza trascinare il cuore, senza docilità alla voce che chiama alla relazione, all'amore.
Quello del profeta Geremia è il lamento che sente nel cuore di Dio per questa triste situazione spirituale del popolo dovuta alla sordità, alla durezza del cuore determinata dall'ostinazione. La stessa vita del profeta è attraversata dalla persecuzione, dal dramma, dall'avversità dovuta alla non accoglienza del suo annuncio.
Senza l'ascolto obbediente della Parola di Dio non c'è fede, non si alimenta la speranza, non si radica la carità. 
I profeti di ogni tempo, uomini della Parola ascoltata e annunciata, hanno perfino perso la vita per la resistenza del cuore dei propri fratelli. 

"Da quando i vostri padri sono usciti dall’Egitto fino ad oggi, io vi ho inviato con assidua premura tutti i miei servi, i profeti".
Il Signore non si estranea alle nostre vicissitudini, si prende cura con assiduità, accompagnandoci nel bene mediante uomini e donne guidati dal suo Spirito. 
Per l'Israele biblico il cammino dall'Egitto alla terra promessa, è l'esempio emblematico di come la Parola di Dio guidi e accompagni su vie di salvezza, di come l'ascolto e il credito all'annuncio profetico porti alla libertà. 

"Ma non mi hanno ascoltato né prestato orecchio, anzi hanno reso dura la loro cervìce, divenendo peggiori dei loro padri". 
La fede nei fratelli ha apici di grandezza, intuizioni che ci lasciano stupiti per illuminazioni che beneficano chi ne viene a contatto; eppure dobbiamo ammettere che proprio da credenti si rischia di non ascoltare, di rimanere bloccati in posizioni che inevitabilmente diventano idolatria e chiusura. 
Non si crede una volta per tutte, ma ogni giorno è necessario ascoltare e meditare la Parola per non perdere il contatto con la voce che guida verso la vita. 
La storia della salvezza, che la Scrittura ci trasmette, ha vicende alterne a seconda se si ascolta o no la voce del Signore. E' lo specchio del nostro cammino e ci mette in guardia dal pericolo dell'ostinazione, rischiando addirittura di fare peggio dei "nostri padri". 
Assistiamo ad una deriva guerresca tra i popoli, all'ergersi di una nazione sull'altra per accaparrare risorse senza nessun rispetto per la vita di milioni di persone. E tutto questo per non ascoltare, per non considerare che la vera ricchezza è quella che il prossimo porta nella nostra esistenza.
Senza ascolto c'è l'illusione di decidere liberamente e invece si cade nella dispersione, si perde il percorso verso gli altri, si vive con la mancanza di luce e di pace interiore. In effetti senza ascoltare si muore!
Siamo certi che il Signore non si stanchi mai di donare profeti alle nostre giornate, che susciti in mezzo a noi fiammelle di verità che possano farci uscire dalla grettezza dell'egoismo e aprire orizzonti di pace vera nelle nostre case e nel mondo intero.

Link di approfondimento alla liturgia del giorno:


Prima lettura di Ger 7,23-28 

Commento del 07/03/2024


Salmo 95 (94),4-11 

Commento del 06/09/2020


Vangelo di Lc 11,14-23 

Commento del 16/03/2023


Commenti

  1. "Io vi ho inviato con assidua premura tutti i miei servi, i profeti".
    È la cura che il Signore ha per noi.
    Parla al nostro cuore, alla nostra vita, per bocca dei suoi profeti.
    Ci parla con parole umane, che possiamo sentire, ascoltare, accogliere.
    È la sua premura per noi.
    Per questo lo chiamiamo Padre.

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  2. Dura cervice.
    Si
    Senza la TUA Parola,il TUO pedagogo si fanno solo macelli....
    Aiutami a seguirti,aiuta attraverso me ,anche chi incontro..ci sono tante confusuini mentali..perchè NON ti conosciamo!!!!!
    Amen

    RispondiElimina

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