Prima lettura del 16 febbraio 2026
"Giacomo, servo di Dio e del Signore Gesù Cristo, alle dodici tribù che sono nella diaspora, salute.
Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove, sapendo che la vostra fede, messa alla prova, produce pazienza. E la pazienza completi l’opera sua in voi, perché siate perfetti e integri, senza mancare di nulla.
Il fratello di umile condizione sia fiero di essere innalzato, il ricco, invece, di essere abbassato, perché come fiore d’erba passerà. Si leva il sole col suo ardore e fa seccare l’erba e il suo fiore cade, e la bellezza del suo aspetto svanisce. Così anche il ricco nelle sue imprese appassirà".
"Se qualcuno di voi è privo di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti con semplicità e senza condizioni, e gli sarà data".
I tempi difficili tirano in ballo il discernimento e il bisogno di sapienza, cioè la capacità di leggere i fatti e la storia dal punto di vista di Dio, si fa sempre più urgente. È un dono da chiedere, come l'hanno chiesta Davide, Salomone e gli antichi saggi di Israele.
Giacomo sa che Dio la elargisce a tutti senza condizioni, senza pretendere nulla in cambio. Il momento della prova è quello più indicato per invocarla e per accoglierla così come il Padre la dona.
"La domandi però con fede, senza esitare, perché chi esita somiglia all’onda del mare, mossa e agitata dal vento".
È importante che la fede sia salda e serena, senza tentennamenti, libera dall'ansia, fiduciosa nell'agire provvidente del Signore nelle nostre vite. Chi si fida riceverà tutti i doni in abbondanza perché ne diventa consapevole, perché legge la sua storia come dono e non come autodeterminazione.
Chi è indeciso, dubita e tentenna, non si sente figlio, non si affida e fa un cammino tortuoso e difficile prima di arrendersi nelle braccia provvidenti del Signore.
"Il fratello di umile condizione sia fiero di essere innalzato, il ricco, invece, di essere abbassato, perché come fiore d’erba passerà".
Ora Giacomo passa a parlare delle diseguaglianze sociali che si vedono nella comunità. Sembra di sentire ancora l'eco del cantico di Maria, testimone nella sua vita di quanto i poveri siano innalzati e i ricchi abbassati.
La lettera invita ad assecondare questo movimento della provvidenza, affinché nella comunità dei discepoli di Gesù i più poveri trovino nuova dignità e i ricchi si lascino abbassare, liberare da ciò che li separa dalla comunione. Infatti la ricchezza non è per l'eternità e "come fiore d’erba passerà".
"Un uomo così non pensi di ricevere qualcosa dal Signore: è un indeciso, instabile in tutte le sue azioni".
Prima lettura di Gc 1,1-11
Commento del 17/02/2020
Salmo 119 (118),75-76
Commento del 12/02/2024
Vangelo di Mc 8,11-13
Commento del 13/02/2023

"Come fiore d’erba passerà".
RispondiEliminaÈ la sorte di ogni realtà
che vive in questo mondo.
È la mia sorte.
Ma questo fiore è amato e benedetto dal Signore,
che non m permetterà che si perda.
Benedizione e fragilità,
precarietà e chiamata all'eternità,
piccolezza e immensità,
morte e vita,
questo è il dono ricevuto.
Questo è il dono
che il Signore custodisce.
Dona a tutti con semplicità e senza condizioni!
RispondiEliminaE' il messaggio che volevo ri...sentire stamattina
Il lunedi,parte........
Tu sei con me,il lunedi e sempre!Senza pretendere..........
Grazie
Signore
RispondiEliminala Tua Misericordia,
il Tuo Perdono
aprono i nostri cuori
alla consapevolezza
di essere
figli amati
Ti benedico
Ti benedico
🙏🙏🙏
RispondiElimina