Salmo del 27 marzo 2026
"7 Nell'angoscia invocai il Signore,
nell'angoscia gridai al mio Dio:
dal suo tempio ascoltò la mia voce,
a lui, ai suoi orecchi, giunse il mio grido".
Il Signore è Salvatore potente e il Salmo 18 lo celebra con immensa gratitudine. Davide riconosce nella sua storia l'opera del suo Dio, nonostante il fallimento e il peccato che gli hanno lasciato un sapore amaro. È un Salmo che ben si adatta ad ognuna delle nostre storie, continuamente bisognose di essere riscattate dal male e riaccolte dalla misericordia divina. La tristezza, il dolore, l'affanno mettono in pericolo la nostra speranza nell'opera amorevole del Padre. Eppure sono proprio i momenti più drammatici che fanno ritornare il grido di invocazione e la preghiera che fa risalire la china.
"Nell'angoscia invocai il Signore,
nell'angoscia gridai al mio Dio".
L'angoscia che soffoca il cuore di Davide ricorda la stessa che il Signore aveva ascoltato nel grido del suo popolo schiacciato nelle maglie mortali del giogo egiziano (cfr. Es 3,7).
Conosciamo bene questa angoscia anche noi, quando ci sentiamo impotenti e aggrediti nei nostri affetti e nella nostra tranquillità da nemici forte perché invisibili. Ci sentiamo naufragare e abbiamo bisogno del Signore, colui che nel passato ci ha risollevato e ci ha tratto dalla morte. La memoria della sua vicinanza salvifica oggi ci è preziosa per continuare a sperare.
"Dal suo tempio ascoltò la mia voce,
a lui, ai suoi orecchi, giunse il mio grido".
Quel grido buca i cieli, arriva al cuore del Signore, in quel tempio vero, "non costruito da mani d'uomo" (Eb 9,24).
E' il grido muto di tanta umanità sofferente che chiede aiuto anche a chi conosce poco, ma non sa far altro perché si sente circondata, avvolta, travolta e stretta in questo agguato mortale che ha tolto ogni sicurezza nel progresso, nella tecnologia e nelle nostre misere capacità.
Il Salmo ci viene in aiuto perché non sappiamo neanche pregare quando il nostro cuore è provato e disarmato. Allora le parole di chi ci ha preceduto, di Davide, dei salmisti, dei profeti e dei discepoli, ci aiutano a non spegnere il desiderio e a invocare ancora il Salvatore.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di Ger 20,10-13
Commento del 08/04/2022
Salmo 18 (17),2-3
Commento del 22/03/2024
Vangelo di Gv 10,31-42
Commento del 11/04/2025

Ai suoi orecchi, giunse il mio grido!
RispondiEliminaAscoltare è il primo momento per rapportarsi all'ALTRO;prestare attenzione alle sue necessità.
Dio mi Ascolta,sempre!
Io ,ascolto sempre l'altro?
"ai suoi orecchi, giunse il mio grido".
RispondiEliminaIl Dio che mi chiede l'ascolto
della sua Parola,
è il Dio che ascolta
il mio grido.
La sua voce al mio cuore
lo risana e trasforma
il grido in lode.