Prima lettura del 29 dicembre 2025
"Figlioli miei, da questo sappiamo di avere conosciuto Gesù: se osserviamo i suoi comandamenti. Chi dice: «Lo conosco», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e in lui non c’è la verità. Chi invece osserva la sua parola, in lui l’amore di Dio è veramente perfetto. Da questo conosciamo di essere in lui. Chi dice di rimanere in lui, deve anch’egli comportarsi come lui si è comportato.
Carissimi, non vi scrivo un nuovo comandamento, ma un comandamento antico, che avete ricevuto da principio. Il comandamento antico è la Parola che avete udito. Eppure vi scrivo un comandamento nuovo, e ciò è vero in lui e in voi, perché le tenebre stanno diradandosi e già appare la luce vera.
Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre. Chi ama suo fratello, rimane nella luce e non vi è in lui occasione di inciampo. Ma chi odia suo fratello, è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi".
Amare il fratello è luce e verità, è il contrario di rinchiudersi nella tenebra. La nostra preghiera ha bisogno continuamente di questo richiamo. Gesù ci ha resi tutti fratelli. Tutti. Non bisogna mai arrendersi al fallimento di questa realtà; nonostante i tanti ostacoli è la via che ci fa incontrare l'amore del Cristo.
"Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre. Chi ama suo fratello, rimane nella luce e non vi è in lui occasione di inciampo".
Anche qui tanta concretezza: l'essere nella luce è proporzionale all'amore (servire e perdonare) per i fratelli, sull'esempio della prassi di Gesù.
Il non amare (odiare, inciampare nel peccato) è segno che le tenebre ancora avvolgono il cuore del discepolo.
Non basta la fede, ci vuol dire Giovanni: credere è conoscere e quindi amare fino alla misura del Cristo.
Illuminato dalla carità, il discepolo cammina fiducioso. Gli inciampi dovuti ai fallimenti, alle incomprensioni, al voler primeggiare, pian piano si appianano sulla sua via dell'incontro e del perdono perché la relazione fraterna è un valore più grande rispetto alle difficoltà inevitabili del rispettarsi e del capirsi.
"Ma chi odia suo fratello, è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perché le tenebre hanno accecato i suoi occhi".
È solo illusione pensare di poter separare la conoscenza del Signore dall'amore verso i fratelli. Senza amore tutto diventa inumano e senza senso, si cammina nelle tenebre, si inciampa, disorientati dalla paura che gli altri siano un pericolo per la nostra vita.
L'amore del Padre ci rivela quanto i fratelli siano necessari alla nostra vita, via maestra di incontro, di valorizzazione dell'alterità che ci rende umani perché è volontà divina farci realizzare nella diversità.
L'attenzione all'altro e al servizio ci evita l'imbarbarimento, frena l'egocentrismo, cura la rabbia che arriva all'odio e che sfocia in guerre, violenze, usurpazioni, schiacciamento degli altri attorno a noi.
E se poi non bastasse l'insegnamento della Scrittura e l'evidenza della storia umana, ci verrebbe in aiuto la cura del Fratello di tutti, la prassi di Gesù che ha scelto dodici amici per condividere il suo cammino e per rilanciarli nella missione dopo la risurrezione per attrarre al Padre tutti gli altri suoi fratelli.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di 1Gv 2,3-11
Commento del 29/12/2021
Salmo 96 (95),2-3
Commento del 29/12/2022
Vangelo di Lc 2,22-40
Commento del 02/02/2025

"Chi ama suo fratello, rimane nella luce e non vi è in lui occasione
RispondiEliminadi inciampo".
Rimanendo nella luce
non si inciampa.
Amare è luce.
Amare è guarnigione.
Amare è liberazione.
Amare e' vivere della parola di Dio 🙏
EliminaLe tenebre hanno accecato i suoi occhi.
RispondiEliminaFammi vedere,si vedere OLTRE----
oltre le apparenze,la frugalità,gli isterismi,le pre-----occupazioni
Fammi immergere in TE!
Amen