Vangelo di domenica 1 febbraio 2026
"In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli»".
Beati, cioè felici, fortunati, quelli che Gesù nomina in un elenco che ci sorprende sempre. Perché i poveri, i bisognosi, gli svantaggiati e i differenti dovrebbero ritenersi fortunati? Gesù risponde: perché il Padre si prende cura di loro, è dalla loro parte, li benedice.
È il contrario esatto di quello che insegnavano i maestri al tempo di Gesù: poveri e sofferenti sono maledetti, riprovati da Dio. Ma il Padre del Vangelo è differente. È la novità che capovolge la religione e mostra un volto paterno e materno, ricco di misericordia. L'elenco dei beati è l'esempio della nostra povera umanità ferita a cui Dio non è indifferente; con tenerezza e compassione, consola, sazia, guarisce, consola, in una parola li sostiene con amore.
"Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia".
L'elenco delle beatitudini si chiude con quella che riguarda da vicino i discepoli. Avendo scelto di seguire il Maestro, si è sempre vincenti, amati, osannati? Se questa è l'aspettativa sarà presto disattesa.
La persecuzione, l'oltraggio, l'odio che ha segnato la vicenda di Gesù saranno gli stessi che dovranno subire i suoi amici, incompresi proprio come il Figlio e gli antichi profeti. Facendo il bene riceveranno male, portando il dono di Dio saranno ripagati con il disprezzo e l'umiliazione.
A causa di Gesù si arriva alla croce. Beato il discepolo che rimane ancorato fino in fondo e condivide in tutto il destino del suo Maestro. Ma perché dovrebbe essere felice di questa situazione?
La vita del discepolo perseguitato non è fallimento o illusione. Nel Padre niente è inutile o sprecato.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di Sof 2,3; 3,12-13
Salmo 146 (145),8-9
Commento del 10//11/2022
Seconda lettura di 1Cor 1,26-31
Commento del 27/08/2022
Vangelo di Mt 5,1-12a
Commento del 01/11/2025

"Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli".
RispondiEliminaNon è conquista ma dono.
Non è opera ma frutto.
Non è mia ma di Dio.
La fiducia apre le porte
all'allegria, all'esultanza.
Dio è la ricompensa.
Dio è l'approdo.
Dio è il senso.
Beati voi
RispondiEliminaNon vi fermate al primo momento
Perseverate nella tribolazione
Sperate giorni migliori
Osate Sperare.......
questo mi risuona.
Grazie