Prima lettura del 25 aprile 2026
"Carissimi, rivestitevi tutti di umiltà gli uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili.
Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché vi esalti al tempo opportuno, riversando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi. Siate sobri, vegliate. Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare. Resistetegli saldi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze sono imposte ai vostri fratelli sparsi per il mondo.
E il Dio di ogni grazia, il quale vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo Gesù, egli stesso, dopo che avrete un poco sofferto, vi ristabilirà, vi confermerà, vi rafforzerà, vi darà solide fondamenta. A lui la potenza nei secoli. Amen!
Vi ho scritto brevemente per mezzo di Silvano, che io ritengo fratello fedele, per esortarvi e attestarvi che questa è la vera grazia di Dio. In essa state saldi! Vi saluta la comunità che vive in Babilonia, e anche Marco, figlio mio. Salutatevi l'un l'altro con un bacio d'amore fraterno. Pace a voi tutti che siete in Cristo!"
L'apostolo Pietro scrive una lettera indirizzata alle prime comunità che già iniziavano a provare l'amarezza della persecuzione. Esalta la novità di vita dei discepoli di Gesù, la bellezza di sentirsi amati, la certezza di essere passati dalla morte alla vita grazie alla Pasqua di Gesù.
Sobrietà, resistenza, umiltà, vigilanza: queste le qualità del discepolo di Gesù in tempi di persecuzione, quando la fede è ostacolata dalla società e dalla religione.
I discepoli di Gesù non possono abbassare la guardia. Devono essere sempre pronti alla lotta, proprio quando l'impegno nel mondo diventa più incisivo. L'immagine del leone ruggente dà bene il senso del rischio che si corre.
Il combattimento che vivono i cristiani a cui è indirizzata la lettera è lo stesso degli altri fratelli sparsi nel mondo. È una costante che accompagna la testimonianza della fede.
Pietro lo ricorda per evitare scoraggiamento e vittimismo. E se pensiamo ad oggì, a quanti martiri si contano nelle zone di guerra, nelle lotte tra fazioni di religioni diverse, l'invito a restare saldi nella fede si fa ancora più pressante per sostenere questi fratelli nella sofferenza.
È il Signore fonte di speranza, forza, certezza di promessa mantenuta e di vita eterna, a darci coraggio e fiducia. È il Signore che ristabilisce per la vittoria i suoi figli. È sempre lui che rende saldi i cuori nella lotta.
Pietro insiste su ciò che è dono e grazia del Padre per togliere l'illusione nelle proprie forze e riaccendere la fiducia nella vittoria sul peccato e sulla morte.
Le nostre sono solide fondamenta, se costruite sulla sua Parola!
La lode è la giusta conclusione, di ogni preghiera.
La vittoria del Signore sul male e sulla morte non verrà mai meno. Tutto passa, anche la persecuzione, il dubbio, la tentazione e il peccato.
Il Signore resta, il suo amore rimane per sempre! Amen.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di 1Pt 5,5b-14
Commento del 25/04/2023
Salmo 89 (88),16-19
Commento del 16/01/2026
Vangelo di Mc 16,15-18
Commento del 25/01/2025

"Il Dio di ogni grazia, vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo Gesù".
RispondiEliminaÈ la chiamata alla gloria,
dopo la chiamata alla vita.
Entriamo nel mondo con questa duplice vocazione.
Chiamati alla vita.
Chiamati alla gloria eterna.
È dono.
Tutto ormai è dono.
In essa state saldi!
RispondiEliminaSi
Tienimi stretto a TE!
Amen