Prima lettura del 19 giugno 2026
"In quei giorni, Atalìa, madre di Acazìa, visto che era morto suo figlio, si accinse a sterminare tutta la discendenza regale. Ma Ioseba, figlia del re Ioram e sorella di Acazìa, prese Ioas, figlio di Acazìa, sottraendolo ai figli del re destinati alla morte, e lo portò assieme alla sua nutrice nella camera dei letti; lo nascose così ad Atalìa ed egli non fu messo a morte. Rimase nascosto presso di lei nel tempio del Signore per sei anni; intanto Atalìa regnava sul paese.
Il settimo anno Ioiadà mandò a chiamare i comandanti delle centinaia dei Carii e delle guardie e li fece venire presso di sé nel tempio del Signore. Egli concluse con loro un’alleanza, facendoli giurare nel tempio del Signore; quindi mostrò loro il figlio del re. I comandanti delle centinaia fecero quanto aveva disposto il sacerdote Ioiadà. Ognuno prese i suoi uomini, quelli che entravano in servizio il sabato e quelli che smontavano il sabato, e andarono dal sacerdote Ioiadà. Il sacerdote consegnò ai comandanti di centinaia lance e scudi, già appartenenti al re Davide, che erano nel tempio del Signore. Le guardie, ognuno con l’arma in pugno, si disposero dall’angolo destro del tempio fino all’angolo sinistro, lungo l’altare e l’edificio, in modo da circondare il re. Allora Ioiadà fece uscire il figlio del re e gli consegnò il diadema e il mandato; lo proclamarono re e lo unsero. Gli astanti batterono le mani e acclamarono: «Viva il re!».
Quando sentì il clamore delle guardie e del popolo, Atalìa si presentò al popolo nel tempio del Signore. Guardò, ed ecco che il re stava presso la colonna secondo l’usanza, i comandanti e i trombettieri erano presso il re, mentre tutto il popolo della terra era in festa e suonava le trombe. Atalìa si stracciò le vesti e gridò: «Congiura, congiura!». Il sacerdote Ioiadà ordinò ai comandanti delle centinaia, preposti all’esercito: «Conducetela fuori in mezzo alle file e chiunque la segue venga ucciso di spada». Il sacerdote infatti aveva detto: «Non sia uccisa nel tempio del Signore». Le misero addosso le mani ed essa raggiunse la reggia attraverso l’ingresso dei Cavalli e là fu uccisa.
Ioiadà concluse un’alleanza fra il Signore, il re e il popolo, affinché fosse il popolo del Signore, e così pure fra il re e il popolo. Tutto il popolo della terra entrò nel tempio di Baal e lo demolì, ne fece a pezzi completamente gli altari e le immagini e ammazzò Mattàn, sacerdote di Baal, davanti agli altari. Il sacerdote Ioiadà mise sorveglianti al tempio del Signore.
Tutto il popolo della terra era in festa e la città rimase tranquilla: Atalìa era stata uccisa con la spada nella reggia".
Tutto il popolo della terra era in festa e la città rimase tranquilla: Atalìa era stata uccisa con la spada nella reggia".
Il secondo libro dei Re ci fa assistere ad un colpo di stato guidato dal sacerdote Ioiadà per deporre la regina usurpatrice Atalia e mettere sul trono il legittimo erede Ioas, unico scampato al massacro dell'intera famiglia reale. Pagine drammatiche, che non sono solo un diario politico, ma la storia faticosa dell'umanità in cui il Signore è coinvolto per amore del suo popolo.
Il libro ci racconta di tempi difficili in cui è ancora presente la pesante eredità idolatrica che, a partire dal profeta Elia, cozza con la fede dei padri. I profeti, a rischio della propria vita, combattono e richiamano i fratelli a non abbandonare il Dio vivente.
Il libro ci racconta di tempi difficili in cui è ancora presente la pesante eredità idolatrica che, a partire dal profeta Elia, cozza con la fede dei padri. I profeti, a rischio della propria vita, combattono e richiamano i fratelli a non abbandonare il Dio vivente.
"Ioiadà concluse un’alleanza fra il Signore, il re e il popolo, affinché fosse il popolo del Signore, e così pure fra il re e il popolo".
Il rinnovamento della situazione storica comincia con il rispolverare l'alleanza che il vero Dio ha stretto col suo popolo; ogni fedele deve prima di tutto tornare ad essere figlio. Il sacerdote Ioiadà guida questo momento delicato in cui il popolo deve umilmente ricominciare dopo ogni deragliamento.
Il rinnovamento della situazione storica comincia con il rispolverare l'alleanza che il vero Dio ha stretto col suo popolo; ogni fedele deve prima di tutto tornare ad essere figlio. Il sacerdote Ioiadà guida questo momento delicato in cui il popolo deve umilmente ricominciare dopo ogni deragliamento.
"Tutto il popolo della terra entrò nel tempio di Baal e lo demolì, ne fece a pezzi completamente gli altari e le immagini e ammazzò Mattàn, sacerdote di Baal, davanti agli altari".
Durante il regno di Acab e Gezabele, dal 874 all’853 avanti Cristo, in Israele verrà eretto un tempio al dio cananeo Baal e si svilupperà il suo culto con centinaia di sacerdoti.
Era sicuramente una provocazione al tempio di Gerusalemme, un voler soppiantare una religione che per centinaia d'anni era stata preservata da influenze pagane e che aveva negli scritti ispirati la sua forza.
Per il popolo, che finalmente riconosce in Ioas il suo vero re, è liberatorio irrompere nel tempio pagano e distruggere i simboli di divinità che hanno portato confusione e dolore. Anche la violenza che ne deriva dice tutta la memoria perduta in un popolo che aveva ascoltato leggi sagge per non cadere nell'uccisione dei fratelli.
L'idolatria è comoda, appagante, spiegabile e umanamente comprensibile. Questo perché è costruzione umana (cfr. Is 44,9-20).
Il comando di Dio in Levitico 26,1 di non farsi idoli alcuno aveva l'intento di evitare la deriva in un credo vuoto e inefficace.
Anche noi dobbiamo discernere gesti e parole che non vengono dalla Scrittura, E' l'insegnamento del Cristo la via che ci fa accedere alla luce della rivelazione, Egli è l'unico che ci ha svelato e fatto conoscere il Padre, Dio vero e vivente nella nostra storia.
Durante il regno di Acab e Gezabele, dal 874 all’853 avanti Cristo, in Israele verrà eretto un tempio al dio cananeo Baal e si svilupperà il suo culto con centinaia di sacerdoti.
Era sicuramente una provocazione al tempio di Gerusalemme, un voler soppiantare una religione che per centinaia d'anni era stata preservata da influenze pagane e che aveva negli scritti ispirati la sua forza.
Per il popolo, che finalmente riconosce in Ioas il suo vero re, è liberatorio irrompere nel tempio pagano e distruggere i simboli di divinità che hanno portato confusione e dolore. Anche la violenza che ne deriva dice tutta la memoria perduta in un popolo che aveva ascoltato leggi sagge per non cadere nell'uccisione dei fratelli.
L'idolatria è comoda, appagante, spiegabile e umanamente comprensibile. Questo perché è costruzione umana (cfr. Is 44,9-20).
Il comando di Dio in Levitico 26,1 di non farsi idoli alcuno aveva l'intento di evitare la deriva in un credo vuoto e inefficace.
Anche noi dobbiamo discernere gesti e parole che non vengono dalla Scrittura, E' l'insegnamento del Cristo la via che ci fa accedere alla luce della rivelazione, Egli è l'unico che ci ha svelato e fatto conoscere il Padre, Dio vero e vivente nella nostra storia.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di 2Re 11,1-4.9-18.20
Commento del 21/06/2024
Salmo 132 (131),12-13
Commento del 29/01/2026
Vangelo di Mt 6,19-23
Commento del 23/06/2023

"Ioiadà concluse un’alleanza fra il Signore, il re e il popolo, affinché fosse il popolo del Signore, e così pure fra il re e il popolo".
RispondiEliminaL'alleanza ci lega.
Dio mi appartiene
e io gli appartengo.
Non è un Dio lontano,
indifferente,
giudicante.
È il mio Dio.
È il Dio della mia vita.
"Tutto il popolo della terra era in festa e la città rimase tranquilla"
RispondiEliminaSi è sempre in festa, quando si accoglie Te come unico Dio, quando ogni idolo viene abbattuto. La mia vita è una festa e il mio cuore tranquillo, perché sei il mio Dio e il mio Signore
Tutto il popolo della terra entrò nel tempio di Baal e lo demolì!
RispondiEliminaFammi fare discernimento,sempre!
Nella mia quotidianità non tutto viene da TE!
Donami perizia e Spirito,quello TUO,per essere desto!
Amen