Il luogo del mio riposo
Sal 132 (131),12-13
"«12 Se i tuoi figli osserveranno la mia alleanza e i precetti che insegnerò loro, anche i loro figli per sempre
siederanno sul tuo trono».
13 Sì, il Signore ha scelto Sion, l'ha voluta per sua residenza:
14 «Questo sarà il luogo del mio riposo per sempre: qui risiederò, perché l'ho voluto»".
Il Salmo 132 fa parte del gruppo dei canti dell'ascensione, quelli che accompagnavano i pellegrini che salivano al Tempio di Gerusalemme e che esprimevano la tensione del cuore proteso verso la dimora di Dio, tanto desiderata.
E' un Salmo che evoca la storia di Davide nello spostamento dell'Arca verso la tenda preparata in mezzo al popolo. Davide è re, ma anche consacrato, quindi Messia, Unto, Cristo, a seconda della lingua da cui proviene il significato.
L'unzione è volontà di Dio che discende sul suo inviato, manifestazione concreta di un accompagnamento e di una predilezione che non abbandonerà mai i suoi figli, promessa di salvezza che si rinnova continuamente.
"Se i tuoi figli osserveranno la mia alleanza e i precetti che insegnerò loro,
anche i loro figli per sempre
siederanno sul tuo trono".
È necessario l'annuncio dell'alleanza del Signore per rendersi conto che la sua fedeltà non viene mai meno. Una dimestichezza con le sue Parole diventa la scuola di vita in cui scoprire precetti che non si impongono con la forza ma vie di sapienza che rivelano dignità e regalità.
E' bello crescere nella relazione col proprio Dio e trasmettere ai propri discendenti i tanti doni elargiti che hanno fatto ricchi noi.
Un regno futuro che non ha fine: questo spetta in eredità a Davide e alla sua discendenza fino all'arrivo del Messia per eccellenza, il Figlio che regnerà per sempre.
"Sì, il Signore ha scelto Sion, l'ha voluta per sua residenza".
La città santa, termine del grande pellegrinaggio che ogni credente deve compiere almeno una volta l'anno, è Sion, ovvero il cuore di Gerusalemme, città di Davide, edificata sul monte per proteggersi con alte mura, ma anche come simbolo dell'unico monte a cui rivolgersi per avere salvezza.
Il Signore di tutto il creato, che non ha bisogno di un luogo per sostare, che riempie l'universo, è sceso così tanto vicino ai suoi figli, fino a scegliersi una città che fosse segno per tutti di vicinanza, prossimità, condivisione e casa.
"Questo sarà il luogo del mio riposo per sempre: qui risiederò, perché l'ho voluto".
Parlare di "luogo del mio riposo" rimanda alla Genesi, quando il Signore crea la festa come compimento e senso di tutte le opere create (cfr. Gn 2,2).
Il riposo non è assenza di opera, è l'opera che annuncia più di tutte la grandezza del Creatore, quella che fa fermare, guardarsi intorno e sospirare di bellezza e gratitudine!
Nel riposo si gusta tutta l'armonia del fare, nella festa si celebra e consacra la vita come opera completa e realizzata.
E il Salmo aggiunge anche un luogo a tutto questo: Gerusalemme diventa il segno di una dimora che non sta nei cieli, ma che è discesa, incarnata, voluta come riposo e beatitudine.
Salire lì in pellegrinaggio è stata per me esperienza di felicità spirituale, certezza che la vicinanza del Signore non è astratta, ma concreta familiarità in cui riposiamo io e lui, tutti i giorni, per tutta la vita.
Link di approfondimento alla liturgia del giorno:
Prima lettura di 2Sam 7,18-19.24-29
Commento del 30/01/2020
Salmo 132 (131),11
Commento del 17/06/2022
Vangelo di Mc 4,21-25
Commento del 30/01/2025
"Questo sarà il luogo del mio riposo per sempre: qui risiederò, perché l'ho voluto".
RispondiEliminaSta in mezzo a noi e riposa.
La gioia di Dio è stare con noi.
Sembra strano pure dirlo,
ma la Parola lo testimonia.
Noi siamo il suo riposo.
Noi siamo la sua gioia.
È un vero papà,
una vera mamma.
🙏🙏🙏
EliminaAnche i figli beneficeranno di questi doni
RispondiEliminaElargisci doni a tutti
Vuoi solo il nostro bene
Fai che tutti possono veramente CAPIRE,comprendere che sei dalla nostra parte!
Amen