Prima lettura di domenica 14 giugno 2026

Avete visto ciò che io ho fatto 

Es 19,2-6a


"In quei giorni, gli Israeliti, levate le tende da Refidìm, giunsero al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si accampò davanti al monte.

Mosè salì verso Dio, e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: “Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia infatti è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa». 


Salvati e alleati del loro Dio: nel deserto avviene anche questo passaggio, necessario per la fede del giovane Israele sottratto alla dura schiavitù. Così un popolo diventa una "proprietà particolare", un "regno di sacerdoti" e una "nazione santa", ascoltando e obbedendo al proprio liberatore.
Davanti al monte Sinai, dove si ratificherà l'alleanza, Mosè prepara il cuore dei suoi fratelli ad accogliere questo dono che supera le loro stesse aspettative. 
La memoria del cammino fatto e della mano paterna che li ha accompagnati, sono un punto di partenza sempre necessario per la nascita della gratitudine e del senso di appartenenza. 

"In quei giorni, gli Israeliti, levate le tende da Refidìm, giunsero al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si accampò davanti al monte".
Non è una delle tante tappe. Siamo alla vigilia di una svolta che porterà un popolo di schiavi in cammino verso la libertà a scoprirsi alleati del Dio liberatore. 
Liberati per liberare è la via totalmente diversa da quella percorsa in Egitto, dove tutto aveva il sapore dell'oppressione e della libertà rubata. 

"Mosè salì verso Dio, e il Signore lo chiamò dal monte".
E' un cammino segnato dalla Parola questo che Mosè e il popolo vivono. Nessun passo è lasciato al caso. Certo, si tratta di affidarsi ad un'incognita, a una voce che sembra spingere nel pericolo e nell'ignoto, ma non mancano i segni che accompagnano la parola presente ed efficace.
Dio parla a Mosè e parla attraverso Mosè. È un profeta che guida il cammino, non un eroe. E' chiamato perché il popolo abbia un bene. E' la bocca di Dio, ma è dal cuore di Dio che nasce ogni Parola che trasmette ai suoi fratelli.  

“Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me".
È il momento di crescere nella consapevolezza della storia che stanno vivendo. Non seguono una teoria o un altro padrone che si è sostituto al faraone. 
Uscire dai problemi per un attimo, lasciarsi guidare da uno sguardo d'insieme che dà la prospettiva di tutto il percorso già fatto, è una grazia che getta luce nuova sull'orizzonte.
La memoria di come il Signore li abbia liberati e condotti verso la libertà è fondamentale per credere nel presente e continuare ad ascoltare.
Non è per potere che il Signore si muove verso di loro. Non li domina ma li vuole con sé, non li vuole da schiavi ma da amici, anzi da figli. 
Preziose per noi queste indicazioni del cammino verso il Padre. Anche noi possiamo dire: noi abbiamo visto quello che lui ha fatto per noi!
Il ricordo di come ci abbia sollevato su ali d'aquila, facendoci sorvolare incolumi su situazioni mortali per noi, proteggendoci con la sua grazia, sia la certezza che ci fa continuare ad ascoltarlo e ad amare la Parola di vita che costantemente ci viene donata.

Link di approfondimento alla liturgia del giorno:


Prima lettura di Es 19,2-6a 

Commento del 18/06/2023


Salmo 100 (99),3-5  

Commento del 09/05/2026


Seconda lettura di Rm 5,5-11 

Commento del 02/11/2024


Vangelo di Mt 9,35-38-10,1.6-8 

Commento del 03/12/2022


Commenti

  1. "Ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me".
    Lui ha scelto noi.
    Lui ci ha sollevati.
    Lui ci ha attirati.
    Non si può dimenticare questo.
    Altrimenti si sfigura il volto di Dio.
    Solo gratitudine e fiducia
    possono essere la nostra risposta.

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  2. Come ho sollevato voi su ali di aquile !
    Descrizione certosina,capillare di come mi ha cercato.
    Mi alza da terra-----------
    Mi solleva,m'innalza,si ,LUI m'innalza!
    Mi dona protezione massima, con questa descrizione allegorica;mi dona poi,coraggio,forza!

    -----· Fin dai tempi antichi, l'aquila reale è stata usata per rappresentare il coraggio e la forza, per via della sua velocità in volo e dell'inaccessibilità dei suoi nidi.-----
    Grazie

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  3. "giunsero al deserto del Sinai, dove si accamparono". Accamparsi, sostare, fare deserto. Solo così, quando tutto tace intorno, si può ascoltare la Vita. C'è bisogno di fare deserto, di fermarsi per gustare la vera quiete

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