Prima lettura del 21 settembre 2026

Padre di tutti 
Ef 4,1-7.11-13

"Fratelli, io, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace.
Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo". 

La fede ha bisogno di unità e continuità per essere sempre vitale in una comunità di credenti: è con questa convinzione che Paolo esorta gli Efesini in questo brano. L'apostolo indica sette elementi che rendono possibile l'unità dei membri della Chiesa. Tutti esprimono ruoli e servizi diversi che fanno crescere la comunità "fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo". 
L'apostolo non sale in cattedra per fare la morale agli Efesini ma si presenta come 
"prigioniero a motivo del Signore", perché è in carcere a causa della sua testimonianza di fede. È da qui che parte la sua sapienza e il suo desiderio di essere di aiuto a chi, come lui, vive, con fatica e persecuzioni, la gioia della fede. 

"Un solo corpo e un solo spirito".
L'unità della Chiesa non è quella che possiamo teorizzare in un primo approccio; la comunità dei credenti non è realtà sociologica e di potere, ma è fondata sull'Unità di Dio. 
È lui che realizza, nell'unico Spirito, l'unione dei suoi figli, che è fruttosa quando si esprime nella diversità e molteplicità, come un corpo unico che ha molte membra (cfr 1Cor 12,12).
L'unità necessaria e fondamentale dei discepoli non può appiattire e omologare perché è lo Spirito che suscita la molteplicità dei carismi:
"Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte" (1Cor 12,27) 

"Come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione". 
Dall'unità dei credenti si arriva all'unità della speranza che li anima. Noi abbiamo una speranza certa, che non delude (cfr. Rm 5,5), fondata sulla certezza della risurrezione del Cristo che è primizia della nostra.
Una sola è la speranza che ci accompagna tutti verso un'unica meta, nostra vocazione, nostro approdo sicuro.

"Un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo".
Uno è il Signore: è il fondante atto di fede della Scrittura e dei discepoli di Gesù. È da questa certezza che deriva poi l'intero cammino della fede, che è di conseguenza una, come uno è il battesimo che accomuna tutti alla vita e alla morte del Figlio di Dio. 
Ogni altra diversità, di carismi, di servizi, di visioni dell'esperienza cristiana, ha valore e diventa ricchezza condivisa quando il Signore, colui che è centro di ogni lode e di ogni fiducia, è uno solo. Non ci possono essere capi di comunità che diventano leader indiscussi, inamovibili e non criticabili. 

"Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti". 
Bellissimo ascoltare che c'è un unico Padre di tutti, che si serve di tutti per manifestarsi ed è presente nel più profondo e intimo di ogni figlio e figlia!
E' la nostra salvezza perché ci riporta all'umiltà, ad avere i piedi per terra, a relativizzare la nostra importanza e preminenza. 
Con questi parametri possiamo guardare alle storie e alle vite concrete di ognuno di noi attingendo ricchezza, imparando altri percorsi di fede, lodando il Signore per la ricchezza dei carismi e dei doni reciproci. 
L'altro da me mi porta all'Unico, è faccia, volto che non mi appartiene ma in cui si specchia l'Uno, Padre di tutti, a cui voglio appartenere.

Link di approfondimento alla liturgia del giorno:


Prima lettura di Ef 4,1-7.11-13 

Commento del 21/09/2024


Salmo 19 (18),4-5 

Commento del 28/10/2022


Vangelo di Mt 9,9-13 

Commento del 05/07/2024


Commenti

  1. PADRE
    Si,di tutti!
    Non è proprietà privata il nostro Padre
    E' di tutti,ci tiene a tutti
    Suscita sempre nel mio cuore sentimenti di comunione fraterna...con tutti!
    Amen

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